domenica 1 febbraio 2015

Pintia, antica città di Spagna

Una tomba a cremazione della cultura Vaccean nel sito di Pitia
(Foto: Wikimedia Commons)
Pintia è un sito archeologico che si trova nel centro nord della Spagna, dove gli archeologi stanno scoprendo moltissimi reperti che forniscono notizie circa la cultura che occupava il sito prima che fosse conquistato dai Romani.
L'area archeologica si estende su 125 ettari e contiene tracce di un'occupazione umana che si è protratta per quasi mille anni. Recentemente gli archeologi hanno trovato alcune sepolture con corredi funerari databili a 2500 anni fa. In particolare è da segnalare una sepoltura ad incinerazione, che sembra poter essere molto importante nella conoscenza della cultura Vaccean, popolazione dell'Età del Ferro che è vissuta ed ha prosperato nella zona per diversi secoli prima di Cristo.
Pitia è stata il centro di tre culture differenti: Vaccean, romana e visigota. Negli ultimi dieci anni gli archeologi hanno scavato almeno 150 tombe a cremazione che contengono una serie di corredi funerari: vasi, pugnali, collane, giocattoli per bambini, coltelli, pinze, griglie di ferro, spille e punte di lancia. Questi reperti potranno, una volta studiati più a fondo, aggiungere particolari importanti per la conoscenza della cultura Vaccean.
I resti dell'antica città di Pitia finora riportati alla luce comprendono l'insediamento residenziale di Las Quintanas, la necropoli di Las Ruedas, un ustrinum o luogo di cremazione situato a Los Cenizale, quello che si crede di essere un santuario in una zona compresa tra Los Hoyos e Las Ruedas ed un quartiere artigianale nel quale venivano prodotti anche i corredi funerari in ceramica. Gli scavi hanno restituito l'immagine di un sito con un sistema ben articolato di strade, di case in legno e fango con tetti di paglia e pavimenti in terra battuta.
Pintia venne alla luce nel 1870, quando agricoltori locali si imbatterono in ossa e manufatti che portarono all'attenzione delle locali autorità. Ricerche più approfondite e organizzate iniziarono nel 1979 a cura dell'Università di Valladolid.
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