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Agrigento, scavi nel santuario extraurbano di Sant'Anna (Foto: teleacras.it) |
In misura nettamente minore, forse utilizzati per il consumo rituale dei fedeli, sono stati trovati gusci di piccoli molluschi di mare. Conchiglie di dimensioni maggiori si presentano qui con fori, per essere appese ad una corda o ad una collana.
La presenza di un gran numero di resti di suini fa pensare a Demetra ed a Kore, alle quali si sacrificavano questi animali. I reperti che stanno emergendo dallo scavo sono straordinari: oggetti legati alle offerte votive dei devoti, che venivano sepolti dopo i rituali e le preghiere. Probabilmente le divinità alle quali erano destinate queste offerte erano figure femminili legate alla fertilità ed alla prosperità, divinità con un ruolo centrale nella vita agricola della comunità.
Tra gli oggetti ritrovati spicca un grano di vetro, probabilmente utilizzato come perlina votiva. Si tratta, probabilmente di una sorta di preghiera tangibile, lasciata nel terreno come memoria eterna o ringraziamento alla divinità stessa. Un parallelo interessante può essere fatto con il rosario cristiano.
Il santuario extraurbano di Sant'Anna rappresenta uno dei siti archeologici meno noti della Valle dei Templi, ma di grande importanza storica e religiosa. La sua posizione fuori dalle mura cittadine suggerisce un ruolo speciale, probabilmente legato a culti agrari o a divinità associate alla fertilità della terra. Questo tipo di santuari, tipici della cultura greca, erano spesso dedicati a figure come Demetra e Persefone, divinità profondamente connesse ai cicli della natura ed alla crescita delle colture.
Le indagini archeologiche hanno riportato alla luce diverse strutture sacre, inclusi altari e resti di edifici. Questi ritrovamenti suggeriscono che il santuario sia stato utilizzato durante un periodo di grande prosperità della colonia greca di Akragas, tra il VI ed il V secolo a.C. Il santuario di Sant'Anna è particolarmente rilevante anche per comprendere la diffusione del culto agrario nelle colonie greche del Mediterraneo occidentale.
Fonte:
stilearte.it
stilearte.it
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