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domenica 24 agosto 2025

Bulgaria, trovata la sepoltura di un principe tracio

Bulgaria, la sepoltura del guerriero (Foto: archeomedia.net)

Gli archeologi dell'Accademia bulgara delle scienze hanno portato alla luce, nei pressi del villaggio di Kapitan Petko Volvada, nella regione di Topolovgrad, una sepoltura del II secolo a.C., che viene considerata la più ricca dell'epoca ellenistica mai rinvenuta in Bulgaria.
La tomba apparteneva ad un guerriero tracio di alto rango, forse anche un sovrano, sepolto insieme al suo cavallo da guerra. Il corredo funebre comprendeva una corona in argento dorato, simbolo d'onore nella cultura tracia, un bracciale d'argento, un anello, una fibula decorata e una spada greca makhaira con impugnatura in oro e pietre preziose. Il cavallo era ornato con medaglioni in oro, argento e bronzo raffiguranti scene mitologiche, tra cui Ercole in lotta con il gigante Anteo.
I Traci, popolo indoeuropeo attestato sin dall'Età del Bronzo, furono a lungo impiegati come guerrieri e mercenari per potenze più grandi. In età ellenistica e romana, la loro abilità nella cavalleria e nella fanteria leggera portò spesso a ricompense in terre, favorendo la romanizzazione delle regioni in cui vivevano.
La scoperta è avvenuta durante i lavori di posa di un cavo elettrico.

Fonte:
artslife.com

sabato 21 settembre 2024

Bulgaria, la sepoltura del comandante romano con biga e cavallo

Bulgaria il sito del ritrovamento ed i resti di una
biga e di un cavallo di un comandante militare
romano (Foto: stilearte.it)

Tumuli, all'interno di uno spazio organizzato e delimitato da muraglioni, all'interno del quale uno scavo archeologico condotto da ricercatori bulgari ha rinvenuto un complesso funerario contenente diverse tombe ad incinerazione di epoca e di cultura romana.
Fulcro di quello che doveva essere un composito ed ampio sepolcro, la tomba in cui sono stati sepolti la biga e il cavallo di un eminente personaggio romano, forse un comandante militare. L'uomo potrebbe essere stato, forse, un veterano inviato in Bulgaria, a fine servizio, con incarichi amministrativi.
Le sepolture intorno a questa importante deposizione e l'organizzazione degli spazi potrebbero indurre a pensare che si tratti di un mausoleo familiare, che si è sviluppato dopo la morte di quello che, forse, era considerato il capo di un clan.
Nel panorama dell'archeologia europea, le scoperte di carri romani in contesti funerari sono eventi eccezionali. Durante gli scavi in corso, tra Provadia e Vetrino, nella Bulgaria nordorientale, gli archeologi hanno riportato alla luce una biga romana perfettamente conservata, accompagnata dai resti di un cavallo e da ceramiche, oltre che a resti umani cremati.
Il complesso funerario romano, scoperto durante le ricerche coordinate da Vladimir Slavchev, archeologo del Museo di Storia regionale di Varna, venne costruito tra il II ed il III secolo d.C. Per la realizzazione di quello che ha tutta l'aria di essere un mausoleo, venne scavata parte di una collina, a ridosso di una necropoli ancora più antica, risalente all'Età del Bronzo. La parte posteriore dell'edificio fu poggiata alla collina stessa.
Si può ipotizzare che l'ampio complesso tombale fosse affacciato su una strada romana e che si trovasse nei pressi della villa della persona qui sepolta e dei suoi familiari o all'entrata di un insediamento romano. I resti di quest'insediamenti non sono ancora stati scoperti ma potrebbero trovarsi non lontano dal sepolcro stesso.
I resti del complesso sepolcrale in cui è stata rinvenuta la biga si distinguono per una stratificazione che riflette diverse fasi di costruzione. Secondo l'archeologo Slavchev, la struttura originaria del tumulo fu ampliata e modificata più volte nel corso del tempo, un processo che spesso sta ad indicare una continuità d'uso e la volontà di onorare una sepoltura primaria con ulteriori depositi funerari.
La prima fase della realizzazione sepolcrale fu sigillata con uno strato bianco di marna. Le successive fasi di costruzione inclusero l'aggiunta di misteriose strutture in pietra, alcune delle quali presentano un'architettura a cupola e forme ellittiche, senza un apparente scopo funerario diretto.
La presenza della biga all'interno del complesso suggerisce che il defunto non fosse un comune cittadino, ma una figura di rango elevato, forse un comandante militare o un funzionario di rilievo. O entrambi, consecutivamente. Le bighe erano simboli di potere e status, soprattutto in contesti militari.
E' interessante notare come la biga si presentasse con i resti di un cavallo. Accanto alla biga ed ai resti del cavallo sono stati rinvenuti numerosi oggetti tra cui ceramiche, monete, vetri e oggetti in ferro e bronzo. Questi corredi, secondo gli archeologi, indicano il rango sociale del defunto. Tra le monete rinvenute, una risale al regno dell'imperatore Antonino Pio (138-161 d.C.), mentre altre monete appartengono alla dinastia dei Severi (193-235 d.C.), un dettaglio che fornisce un'indicazione temporale precisa per la datazione del complesso, che forse fu utilizzato per più di cent'anni.

Fonte:
stilearte.it

 


sabato 24 febbraio 2024

Bulgaria, trovata la sepoltura di una famiglia di coloni romani

Bulgaria, la tomba con le due sepolture
(Foto: Kalin Chakarov)
Due grandi tombe scoperte nel nord della Bulgaria raccontano la storia di una famiglia di ricchi proprietari terrieri romani, il cui figlio morì prima dei genitori nel III secolo d.C.
Nel dicembre 2023 un contadino scoprì le sepolture mentre arava il suo campo nel villaggio di Nova Varbovka. Dal momento che nell'antichità questa regione era una provincia romana chiamata Mesia, gli archeologi del Museo storico regionale di Veliko Tarnovo sono intervenuti per effettuare lo scavo.
Entrambe le sepolture erano costruite in mattoni, con l'intonaco che rivestiva le pareti ed una grande lastra di pietra calcarea che le ricopriva. La sepoltura più grande misurava tre metri di lunghezza e conteneva i resti di due adulti, un uomo ed una donna, entrambi di età compresa tra i 45 ed i 60 anni, sepolti con gioielli, moneti e vasi di ceramica e vetro.
La tomba più piccola, realizzata prima della sepoltura più grande, conteneva lo scheletro di un bambino di 2-3 anni di età ed un raro medaglione in bronzo raffigurante la visita dell'imperatore Caracalla nel 214 d.C. a Pergamo, in Asia Minore, l'attuale Turchia. Le due tombe - quella più grande e quella più piccola - rappresentano il luogo dell'ultimo riposo di una famiglia.
Parte del calcare utilizzato per realizzare le sepolture sembra provenire da una cava vicino a Nicopolis ad Istrum, una città romana e paleobizantina fondata dall'imperatore Traiano all'inizio del II secolo. Il medaglione raffigurante Caracalla potrebbe indicare un'origine dall'Asia Minore degli occupanti delle tombe, il che è coerente con il fatto che Nicopolis ad Istrum fu costruita principalmente da coloni dell'Asia Minore.
Forse le sepolture appena scoperte in Bulgaria appartengono a ricchi proprietari terrieri poiché era consuetudine nella Mesia inferiore che i proprietari terrieri vivessero nei mesi più caldi dell'anno e fossero sepolti nelle loro proprietà.
Tra gli oggetti ritrovati ed utilizzati in vita dai defunti vi sono gioielli in perle di vetro e oro, monete datate tra il 200 ed il 225 d.C., oltre a una lampada, una scarpa di cuoio e diverse bottiglie di vetro, tre delle quali erano lacrimatoi, piccole fiaschette per raccogliere le lacrime dei parenti dei defunti.

Fonte:
livescience.com


sabato 20 gennaio 2024

Bulgaria, riemerge l'antica Marcianopolis

Bulgaria, il mosaico e la moneta (Foto: Comune di Devnya)

Nel terreno dell'antica città romana di Marcianopolis a Devnya, nella Bulgaria nordorientale, gli archeologi hanno compiuto di recente un viaggio nel tempo, portando alla luce musei pavimentali con disegni paleocristinai e quasi 800 manufatti che narrano la storia sepolta di questa antica città. I risultati degli scavi del 2023, annunciati di recente, hanno rivelato una ricca gamma di reperti, tra i quali un edificio mosaicato, ceramiche preziose e monete d'oro.
La città romana di Marcianopolis, oggi conosciuta come Devnya, ebbe origine come insediamento tracio, ma successivamente venne influenzata dai coloni ellenizzati provenienti dall'Asia Minore e fu rinominata Partenopoli. Fondata intorno al 106 d.C. grazie alle campagne di Traiano in Dacia settentrionale, Marcianopolis divenne un importante crocevia strategico tra Odessos (l'odierna Varna), Durostorum e Nicopolis ad Istrum. La Marcianopolis romana fu fondata dallo stesso imperatore Traiano, in onore della sorella Ulpia Marciana, dalla quale l'urbs prese il nome.
Le riforme amministrative di Diocleziano nel III secolo d.C. segnarono un periodo di prosperità per Marcianopolis, che diventò la capitale amministrativa della Mesia Secunda. Il suo apice si ebbe durante la metà del IV secolo d.C., quando l'imperatore Valente utilizzò la città come quartier generale invernale durante le campagne contro le incursioni visigote nella regione, stabilendo, in essa, temporaneamente, la capitale dell'Impero d'Oriente.
La più recente stagione di scavi ha rivelato un edificio contenente mosaici pavimentali con disegni paleocristiani, datati alla prima metà del IV secolo d.C. Gli archeologi sono ancora incerti se l'edificio fosse di carattere pubblico o appartenente ad un cittadino romano di rango elevato.
La scoperta non si ferma ai mosaici, poiché migliaia di monete di bronzo, lampade di argilla e vasi di argilla sono emersi durante gli scavi. La datazione dei reperti suggerisce un'ampia gamma di periodi storici, dal II al VI secolo d.C.
Nel corso della precedente stagione archeologica, i ricercatori hanno restaurato vasi di bronzo provenienti da una tomba risalente alla fine del II - inizio III secolo. Questi vasi, utilizzati in rituali e associati alla personalità del defunto, includono un recipiente per offerte liquide a una divinità e una brocca da vino. Questi indizi conducono gli studiosi ad ipotizzare che la tomba potrebbe appartenere ad un cittadino romano con ruoli specifici quali soldato, cuoco o addirittura prete.
La ceramica scoperta nei pressi di una basilica durante gli scavi del 2023 è stata restaurata, tra cui un vaso da mortaio per liquidi e uno squisito vaso per liquidi a forma di cratere, entrambi collocati in una struttura con pavimenti a mosaico. Monete dell'epoca dell'imperatore Teodosio II sono state rinvenute sparse sul pavimento, risalenti al periodo della conquista e distruzione di Marcianopolis da parte degli Unni di Attila nel 447 d.C.

Fonte:
stilearte.it


giovedì 21 dicembre 2023

Bulgaria: un accampamento romano, i ghiri e un ... frigorifero

Bulgaria, l'insediamento militare di Novae. A destra la
struttura per il raffreddamento deli cibi
(Foto: stilearte.it)

Suppellettili, vasi, tanti effetti personali dei soldati e persino un ciondolo d'argento che rappresenta un ghiro o un topo sono stati rinvenuti durante gli scavi condotti nel 2023 dagli archeologi polacchi nel campo legionario romano di Novae, in Bulgaria, in cui sono stati rinvenuti due "frigoriferi" realizzati con refrattari per tenere isolato termicamente il vano dal resto dell'ambiente. Uno dei due "frigoriferi" era persino dotato di un tubo d'acqua della rete idrica interna del campo che, passando attraverso di esso, abbassava la temperatura della cavità.
Questo campo legionario fu eretto nel I secolo d.C. dalla I legione italica come base permanente sul limes del Basso Danubio, in risposta alla crescente minaccia proveniente dalla vicina Dacia. La I legione italica rimase a Novae fino al V secolo d.C., quando il campo si trasformò gradualmente in una cittadina.
Durante le ricerche condotte nell'area della caserma, sono stati identificati vari oggetti, tra i quali lampade ad olio e contenitori in vetro, come bottiglie per il vino e bicchieri. Gli archeologi hanno inoltre rinvenuto frammenti di vasi in bronzo e altri manufatti, tra i quali fibbie, parti di armature, catene per lampadari, tavoli pieghevoli con basi in bronzo e gambe a forma di zampa di leopardo. Sono stati scoperti, inoltre, anche strumenti chirurgici in bronzo nella zona che presumibilmente era dedicata al medico della legione.
Il Professor Piotr Dyczek, a capo dell'équipe di ricerca, ha recentemente annunciato alcune scoperte interessanti, tra cui quella di un antico "frigorifero" trovato in una stanza della caserma militare. Questo "frigorifero" era un contenitore di piatti di ceramica incassato sotto il pavimento, utilizzato dai legionari per conservare il cibo o forse per riscaldare la ceramica prima del travaso dei cibi.
I frammenti ossei rinvenuti mostrano segni di cottura, indicando che la carne conservata era stata preparata. Inoltre sono stati trovati pezzi di carbone e un frammento di una piccola ciotola. Non si può escludere che questa "cavità termica" fosse utilizzata anche durante la stagione fredda come minuscolo forno per evitare che gli alimenti, probabilmente cucinati altrove, in una cucina militare, si raffreddassero. Dedicato al freddo era invece lo spazio coibentato da refrattari in cui era stato murato un tubo nel quale passava l'acqua fresca.
Oltre alle suppellettili di ceramica, gli archeologi polacchi hanno portato alla luce oggetti personali dei legionari, tra i quali un ciondolo che rappresenta un topo o un ghiro che trasporta con le zampe anteriori, facendolo rotolare, un pezzo di cibo.
I ghiri erano compagni di giochi dei bambini romani in quanto venivano allevati in casi. Crescevano in apposite stanze o recinti o, per chi avesse spazi minori, in glirari, grossi vasi con fori alle pareti che permettevano l'aerazione dell'interno. Gli animaletti venivano poi consumati dalla famiglia per l'ottimo sapore delle carni.
Tra le altre scoperte degne di nota ci sono diverse dozzine di monete risalenti al periodo dall'invasione dei Goti nel III secolo d.C. all'inizio del regno di Costantino il Grande nel IV secolo. Gli archeologi hanno anche identificato sequenze di mura, resti di case, massi, pesi da tessitura e da pesca, fusai, fosse di ossa e frammenti di vasi appartenenti a questo periodo.
Una scoperta rilevante riguarda i frammenti di interi sistemi di approvvigionamento idrico, costituiti sia da tubi in ceramica che da tubi in piombo. Secondo il Professor Dyczek, questi ultimi sono rari, poiché il piombo era una materia prima preziosa e spesso riutilizzata nel corso del tempo. La rete idrica di Novae dimostra l'importanza attribuita dall'esercito romano all'accesso costante all'acqua, fondamentale per le attività quotidiane dei soldati, inclusi l'uso delle terme. L'acqua proveniva da una sorgente del fiume Dermen, poiché il vicino Danubio era inadatto a causa dell'elevato inquinamento. Un acquedotto di circa 10 chilometri forniva l'acqua a due grandi serbatoi di fronte al campo, che poi veniva distribuita attraverso una complessa rete di acquedotti e canali prima di riversarsi nel Danubio. Proprio attorno ad uno di questi tubi freddi venne realizzato il "frigorifero".

Fonte:
stilearte.it

domenica 11 luglio 2021

Bulgaria, emergono i resti di un'antica torre e di un fossato

Bulgaria, il luogo del ritrovamento della torre
(Foto: sofiaglobe.com)

Gli archeologi hanno scoperto le fondamenta di un muro che racchiude un'area di mille metri quadrati al largo di Capo Chiorosa, sulla costa meridionale del Mar Nero in Bulgaria. Oltre alle mura sono tornate alla luce le fondamenta di una grande torre situata nella parte più alta e sporgente del promontorio.
Gli archeologi hanno trovato e studiato anche tratti separati di un fossato largo tre metri, conservato ad una profondità fino a due metri nel terreno. Il fossato aveva, probabilmente, funzioni difensive, ma è possibile che avesse anche funzioni rituali. Sono stati rinvenuti centinaia di frammenti ceramici riferibili alla civiltà tracia, sia di origine locale che importati per la maggior parte dalle botteghe dell'Asia Minore dei dintorni di Pergamo. Sia le monete che gli ornamenti ed i sigilli delle anfore datano il sito alla fine II-I secolo a.C.

Fonte:
sofiaglobe.com

sabato 10 aprile 2021

Bulgaria, la necropoli dei vasi a forma di uccello

Gli archeologi bulgari hanno scoperto 15 nuove sepolture del II millennio a.C. (Media-Tarda Età del Bronzo) vicino alla città di Baley sul Danubio, nel nordovest della Bulgaria, in una necropoli dei Traci che ha restituito numerose urne ed altri vasi a forma di uccello.
Il vaso appena rinvenuto ricorda, nella forma, un'anatra o un altro uccello acquatico ed è uno dei manufatti più importanti scoperti di recente. Il vaso è stato oggetto, nel 2020, di una mostra a Sofia. La necropoli appartiene alla cosiddetta Cultura delle ceramiche incrostate del Danubio inferiore. Il sito è stato studiato per più di 40 anni, ma continua a restituire nuovi, impressionanti, reperti dell'Età del Bronzo.
Le 15 sepolture scoperte di recente, con le loro numerose urne funerarie ed altri vasi di ceramica incrostata, risalgono al II millennio a.C., un periodo associabile agli antichi Traci dei quali si hanno notizie proprio a partire da questo periodo.
Le necropoli dell'Età del Bronzo di Baley offrono agli archeologi nuove informazioni sui riti di sepoltura dei Traci e sulle loro credenze. Gli archeologi hanno rinvenuto vasi riccamente decorati, usati contemporaneamente come doni funebri e urne nelle tombe di famiglia. I resti di adulti e bambini sono stati trovati sepolti gli uni accanto agli altri.

Fonte: archaeologyinbulgaria.com
Foto: National Institute and Museum of Archaeology

giovedì 11 febbraio 2021

Bulgaria, trovato un prezioso tavolo in marmo

Gli archeologi bulgari hanno scoperto un bellissimo tavolo di marmo bianco risalente al IV-V secolo d.C., periodo tardo romano e proto bizantino, durante gli scavi che hanno interessato una delle torri della fortezza di Petrich Kale, vicino alla città di Varna, sul Mar Nero, nel nordest della Bulgaria.
Il reperto, un raro manufatto indice dell'appartenenza ad un alto funzionario romano, è stato rinvenuto in frantumi con tutti i pezzi, però, in situ, il che ha consentito ai restauratori del Museo di Archeologia di Varna di ricostruirlo.
La fortezza di Petrich Kale fu utilizzata per circa mille anni dall'Impero Romano d'Oriente (Impero Bizantino) e dall'Impero Bulgaro fino alla conquista della regione da parte dei Turchi Ottomani. La fortezza si trova nel comune di Avren, poco fuori la città di Varna, venne costruita intorno al V secolo d.C. e venne distrutta alla fine del VI secolo d.C. dalle invasioni barbariche. Venne, quindi, ricostruita nell'XI secolo e divenne una delle principali roccaforti del Secondo Impero bulgaro (1185-1396). Nel 1154 il geografo arabo Muhammad al-Idrisi descrisse Petrich come una cittadina fiorente.
Il team archeologico del Museo di Archeologia di Varna ha rinvenuto la tavola di marmo all'interno delle rovine della torre meridionale della fortezza di Petrich Kale nel corso degli scavi dell'autunno del 2020. A differenza della maggior parte dei tavoli di marmo di epoca tardoantica e altomedioevali, collegati essenzialmente a funzioni liturgiche del periodo cristiano, questo tipo di tavoli ha carattere più secolare ed un uso domestico a riprova del benessere di cui godeva chi lo possedeva.
Oltre al tavolo in marmo, gli archeologi hanno rinvenuto, all'interno della fortezza, anche numerosi frammenti di ceramica e monete tardo romane del primo periodo bizantino.

Fonte: archaeologyinbulgaria.com
Foto: Il tavolo in marmo trovato in Bulgaria - Video grab from BTA

domenica 15 novembre 2020

Bulgaria, rinvenuto un tesoro di vetro sotto il mare

Bulgaria, il tesoro di vetro di Capo Chiroza
(Foto: sofiaglobe.com)
Al largo di Bourgas, in Bulgaria, è stato trovato un grande tesoro di vetro sepolto sul fondo del mare. Gli archeologi conoscevano l'esistenza di questi reperti, ma non possedevano la conoscenza della posizione specifica di questo tesoro. La ricerca è stata condotta nell'area della baia di Chengene Skele, vicino a Capo Chiroza.
I reperti includono dozzine di parti di vasi in vetro di eccezionale qualità, che sono stati mostrati nell'ottobre scorso durante una conferenza al Museo Etnografico di Bourgas. Si tratta, per la maggior parte, di parti di bicchieri da vino, probabilmente realizzati intorno al XVII secolo in qualche fabbrica italiana. Probabilmente il tesoro si trovava a bordo di una nave che affondò vicino a Capo Chiroza dopo aver urtato uno scoglio. Gli archeologi pensano che se si intensificheranno le ricerche subacquee sarà possibile rinvenire anche la nave ed il resto del suo carico.

Fonte:
sofiaglobe.com

sabato 23 maggio 2020

Bulgaria, scoperte sepolture romano-tracie

Bulgaria, il vaso ricavato da un uovo di struzzo
(Foto: Veliko Tarnovo, Museo Regionale di Storia)
Diversi, interessanti, manufatti, quali un vaso ricavato da un uovo di struzzo ed uno sperone d'oro con la raffigurazione di un cavaliere tracio, sono stati scoperti nello scavo di recupero di un tumulo pertinente una sepoltura tracia di età romana in Bulgaria. Il tumulo si trova vicino al monastero di San Pietro e Paolo, nel comune di Lyaskovets, nel distretto di Veliko Tarnovo.
Il tumulo ha un diametro di 50 metri ed un'altezza di di un metro e risalirebbe, secondo la datazione ufficiale, al II-III secolo d.C. Tutta l'antica Tracia a sud del Danubio venne conquistata dai Romani nel 46 d.C. Sia l'aristocrazia tracia che la popolazione si integrarono perfettamente con i Romani. Il team guidato dall'archeologo Kalin Chakarov, del Museo Regionale di Storia di Veliko Tarnovo, ha scavato un totale di 19 tombe nel tumulo funerario, la maggior parte delle quali risalgono alla metà del III secolo d.C. I defunti sono stati cremati e le loro ceneri sono state deposte in camere appositamente progettate, con molti corredi funebri ed effetti personali.
I reperti più importanti ed interessanti provengono dalla tomba centrale del tumulo, lunga 3 metri e profonda 1,2 metri. Al suo interno gli archeologi hanno trovato un vaso ricavato da un uovo di struzzo ed un perone d'argento rivestito d'oro. Quest'ultimo è l'unico artefatto del genere scoperto in Bulgaria. Un altro manufatto molto interessante, rinvenuto sempre nella sepoltura principale, è una brocca con la rappresentazione di una maschera.
Bulgaria, vaso decorato con volto umano
(Foto: Veliko Tarnovo Museo Regionale di Storia)
Tra i reperti gli archeologi bulgari hanno incluso una cintura decorata con appliques d'argento, due orecchini d'oro, vasi in ceramica, diverse fiale per raccogliere le lacrime di coloro che piangevano i defunti, 30 monete di rame e bronzo della prima metà del III secolo d.C. ed una moneta mal conservata dell'inizio del II secolo d.C. La maggior parte di queste monete erano oboli, solitamente posti sotto la lingua del defunto e destinati a Caronte, il traghettatore dell'Ade, secondo la mitologia greca e romana.
La maggior parte dei vasi in ceramica scoperti sono piuttosto deformati e non erano certamente più in uso, al momento in cui i defunti a cui appartenevano vennero sepolti. Gli archeologi pensano che l'uomo sepolto nella tomba principale del tumulo sia stato un guerriero di origine tracia che aveva completato il suo servizio nell'esercito romano, tornato nel suo luogo d'origine.
Lo sperone rinvenuto doveva essere estremamente costoso. E' stato sicuramente realizzato dall'atelier di qualche artigiano dell'Egeo. Si tratta di un ornamento tipico di un cavaliere tracio. L'uovo di struzzo, trovato sempre nella sepoltura di quello che si pensa essere un capo, è l'unico del suo genere finora scoperto negli scavi archeologici in Bulgaria. E' stato certamente importato dalle provincie africane o asiatiche dell'Impero Romano ed era certamente ritenuto un ornamento esotico. L'uovo di struzzo risale alla fine del II secolo d.C. - inizio del III secolo d.C. Prima di essere collocato nella tomba, il vaso è stato smontato ritualmente e le sue parti metalliche sono state rimosse.

Fonte:
archaeologyinbulgaria.com

sabato 18 aprile 2020

Bulgaria, scoperta la sedicesima chiesa di Cherven

Bulgaria, gli affreschi trovati nella chiesa di Cherven
(Foto: Museo Regionale di Storia di Ruse)
Una chiesa finora sconosciuta, risalente al medioevo, è stata rinvenuta nella città bulgara di Cherven, dopo tre stagioni di scavi. L'edificio religioso risale al XIV secolo e sulle pareti superstiti riporta scene di santi guerrieri.
La città di Cherven, nell'odierno distretto di Ruse, nel nordest della Bulgaria, fu uno dei centri urbani, religiosi ed economici del Secondo Impero Bulgaro (1185-1396/1422 d.C.). La sua storia è molto lunga in quanto conserva, al suo interno, le tracce di un antico insediamento dei Traci, una fortezza bizantina e diversi insediamenti risalenti al Primo Impero Bulgaro (680-1018 d.C.).
Durante il periodo del Secondo Impero Bulgaro e soprattutto nel XIV secolo, Cherven divenne una delle città più importanti della Bulgaria. Gli scavi archeologici sono cominciati nel 1910, sotto la direzione di Vasil Elatarski, uno degli storici ed archeologi bulgari più rinomati. Fino a poco tempo fa si riteneva che la città avesse avuto un totale di 15 chiese, poi è stata rinvenuta, recentemente, nella parte occidentale della città medioevale, l'attuale edificio religioso.
Bulgaria, veduta aerea degli scavi  della cittadella medioevale di Cherven
(Foto: Cherven.eu)
La scoperta della chiesa ha portato, contemporaneamente, alla scoperta degli affreschi parietali, sebbene frammentati, facenti parte di una sorta di drappeggio, nonché una scena parzialmente conservata con figure di santi guerrieri. Gli archeologi ed i restauratori hanno già provveduto a porre una copertura sugli affreschi della chiesa. L'area affrescata è di circa 12 metri quadrati ed attraverso lo studio delle antiche mura e dei dipinti, si è riusciti a datare la chiesa al XIV secolo. La chiesa è stata descritta come uno dei templi più rappresentativi della fortezza medioevale di Cherven.
L'abside della chiesa è orientato verso est, è lunga 13 metri e larga sette. Parte degli affreschi scoperti sono stati rimossi per il restauro, curato dall'archeologa Svetlana Velikova, che dovrebbe anche consentire di rafforzare le pareti per poterveli nuovamente collocare.
Contemporaneamente agli scavi della chiesa, gli archeologi hanno scavato anche una vicina necropoli e parti di una strada medioevale e degli adiacenti edifici. I ricercatori ritengono che le indagini archeologiche in quest'area possono chiarire importanti aspetti della pianificazione urbana della città di Cherven e gli eventi relativi alla conquista della fortezza da parte dei turchi ottomani.
Bulgaria, veduta aerea della chiesa di Cherven appena scoperta
(Foto: Ruse Regional Museum of History)
Finora a Cherven sono state rinvenute 80 iscrizioni medioevali su alcuni personaggi che contribuirono all'edificazione delle chiese, ben più di quelle presenti nella capitale del Secondo Impero Bulgaro, Veliko Tarnovo, dove ne sono state scoperte 60. Anche questa scoperta è una testimonianza dell'importanza di Cherven nel medioevo.
La Riserva Archeologica di Cherven si trova all'interno del Parco Naturale Rusenski Lom, lungo il canyon del fiume Cherni Lom, in un paesaggio magico. Le rovine si ergono su un'alta roccia mentre l'attuale Cherven, ricostruita dai sopravvissuti dopo la conquista ottomana, si trova nella gola del fiume. L'antica Cherven ha conosciuto una crescita urbana estremamente rapida dopo la liberazione della Bulgaria dal dominio bizantino nel 1185 d.C. Era sede del Metropolita di Cherven ed un centro artigianale. I Turchi conquistarono la città nel 1388 d.C. Dopo la conquista, Cherven conservò, per breve tempo, alcune funzioni amministrative ma ben presto cessò di essere un centro urbano importante.
L'antica città venne scavata per la prima volta nel 1910 e poi regolarmente dal 1961. Negli ultimi decenni gli scavi sono stati diretti da Stoyan Yordanov, del Museo Regionale di Storia di Ruse. Gli archeologi hanno scoperto, nell'antica città, un grande palazzo, mura fortificate che raggiungono i tre metri di larghezza, due passaggi sotterranei per l'approvvigionamento idrico, edifici amministrativi e residenziali, laboratori e strade. Tra gli edifici si è in particolare conservata una torre a tre piani, alta 12 metri, risalente al XIV secolo, presa a modello per la costruzione, nel 1930, della Torre di Baldovino a Veliko Tarnovo.

Fonte:
archaeologyinbulgaria.com

domenica 5 gennaio 2020

Bulgaria, trovata una croce bronzea del X secolo

Bulgaria, la croce in bronzo del X secolo trovata a Tuida
(Foto: BTA)
Una croce con l'immagine di Gesù Cristo risalente al X secolo ed un sigillo ad anello medioevale con l'immagine di un pavone sono tra i manufatti più interessanti scoperti durante gli scavi archeologici del 2019 nella fortezza medioevale bulgara di Tuida, nella città di Sliven, in Bulgaria.
Tuida era anticamente un insediamento dei Traci che crebbe fino a diventare una fortezza bulgara tardo-romana. La fortezza romana fu costruita dopo che la capitale dell'Impero Romano venne spostata da Roma a Costantinopoli nel 325 d.C. La fortezza di Tuida è interessante anche per la presenza di un passaggio segreto che conduce fuori dalla rocca del VI secolo d.C., ad un vicino corso d'acqua,
Il team archeologico del Museo Regionale di Storia di Silven ha scavato nella parte settentrionale della fortezza di Tuida, disotterrando parte di una casa ben conservata risalente al IX-X secolo d.C., una conduttura per l'acqua di età medioevale ed un totale di nove pozzi dello stesso periodo, che facevano parte della casa.
La piccola croce del X secolo d.C. appena scoperta è stata forgiata nel bronzo. Il Primo Impero Bulgaro si convertì ufficialmente al cristianesimo nell'864 d.C., anche se il cristianesimo era arrivato nei territori bulgari e nella penisola balcanica molto prima, durante i viaggi di Paolo apostolo, nel I secolo d.C., guadagnando un gran numero di adepti tra gli antichi Traci.
Oltre ai manufatti cristiani gli archeologi bulgari hanno rinvenuto anche un gran numero di monete medioevali e manufatti ossei.

Fonte:
Archaeology in Bulgaria

mercoledì 20 novembre 2019

Bulgaria, una chiesa si rivela essere una sinagoga antica

I resti di un edificio, trovati vicino alla fortezza di Trapezitsa, nella città di Veliko Turnovo, in Bulgaria, che fino a qualche tempo fa si ritenevano essere quelli di una chiesa potrebbero essere i resti di una sinagoga. Si pensa che l'edificio risalga al XIII secolo d.C.
Gli scavi effettuati hanno stabilito che l'edificio era lungo 21 metri sull'asse est-ovest e 11,5 metri sull'asse nord-sud. Era fiancheggiato da lastre in pietra ed aveva l'ingresso posto ad ovest. L'edificio era anche dotato di un'abside in pietra e malta, posta nella parte orientale, mentre la parte occidentale era stata costruita in pietra e fango.
L'archeologo Professor Mirko Robov ha affermato che si può parlare più di una sinagoga che di una chiesa perché l'edificio era collocato nell'antico quartiere ebraico di Veliko Turnovo. Nella zona sono state rinvenute anche molte monete del XIII e XIV secolo, comprese monete bizantine della dinastia Paleologa.
La comunità ebraica godette, durante il regno dello zar Assen II, nel XIII secolo, di una certa protezione. Nel XIV secolo, però, durante il regno dello zar Ivan Alexander, che aveva sposato una donna ebrea che si era convertita al cristianesimo, gli ebrei tornarono ad essere perseguitati. Alcune tradizioni affermano che gli ebrei vennero espulsi da Veliko Turnovo a partire dal 1360. Una delle testimonianze relative alla presenza di comunità ebraiche in Bulgaria è costituita dai resti di una sinagoga trovata a Plovdiv che si pensa risalga al III secolo d.C.

sabato 5 ottobre 2019

Bulgaria, civis romanus sum...finalmente

Bulgaria, frammento del documento di concessione della cittadinanza
rinvenuto a Novae (Foto: M. Lemke)
Gli archeologi polacchi che stanno scavando a Novae, in Bulgaria, dove sorgeva un accampamento romano, hanno scoperto il frammento di un documento che attestava la concessione della cittadinanza romana ad un legionario. Si tratta del primo documento del genere trovato nel sito.
Gli archeologi di Varsavia scavano a Novae (vicino a Svishtov) da oltre 50 anni. Ogni anno gli scavi rivelano ulteriori dettagli sulla vita di due legioni storicamente rilevanti: l'VIII Legio di Augusto e la I Legio Italica. Quest'estate, durante gli scavi tra i resti della lussuosa domus di un ufficiale romano, gli archeologi si sono imbattuti nell'importante manufatto.
"Si tratta di un frammento di un documento che certificava che l'imperatore concedeva la cittadinanza romana ad un legionario al termine del servizio di leva", ha affermato il responsabile della ricerca a Novae, Piotr Dyczek, dell'Università di Varsavia. Il "certificato", parzialmente conservato, è stato inciso su una piastra di bronzo. Gli archeologi non hanno ancora decifrato tutto il testo.
Bulgaria, gli scavi polacchi a Novae (Foto: M. Lemke)
In tutto l'impero romano si conoscono solo 1.000 documenti del genere, pochissimi provenienti dalla regione sul Danubio. Quello appena ritrovato risale a 1700 anni fa, quando l'imperatore Gordiano III deteneva il potere (238-244 d.C.). Il documento completo era solitamente composto da due "pagine" ed aveva piccoli fori lungo i bordi lunghi, attraverso i quali scorreva una catena che collegava le due parti. "E' interessante notare che non tutti potevano guardare all'interno del documento, nemmeno il suo proprietario, perché ogni volta, dopo aver controllato il suo contenuto, i funzionari dovevano sigillare le catene", ha detto il Professor Dyczek.
Nei primi anni dell'impero romano, solo i cittadini romani, quelli che erano nati e vivevano in Italia, potevano servire nell'esercito romano. Tutto cambiò a partire dal III secolo d.C. Roma aveva bisogno di molti soldati per difendere i confini, motivo per cui i barbari, persone che pur essendo alleate dei romani provenivano da fuori i confini originali dell'impero, erano autorizzati ad arruolarsi.
"Dopo un minimo di 25 anni di servizio, i legionari che diventavano veterani furono premiati in vario modo. Per esempio, coloro che non erano cittadini romani potevano ottenere la cittadinanza", ha spiegato il Professor Dyczek. L'archeologo spiega anche che la cittadinanza apriva la strada al progresso sociale: un veterano al pari di quello di cui si è scoperto il documento di concessione della cittadinanza romana, poteva occupare posti prestigiosi all'interno della burocrazia dell'Urbe.
Si pensa che il proprietario del documento appena trovato dovesse avere tra i 40 ed i 45 anni di età, dal momento che i legionari erano arruolati a partire dall'età di 20 anni. Una copia del certificato di concessione di cittadinanza era archiviata a Roma su papiro, ma la chiave era il documento originale, in possesso del proprietario. La sua perdita equivaleva alla perdita della su identità.

sabato 28 settembre 2019

Bulgaria, trovato un balsamario a testa di pugile

Il balsamario a forma di testa di pugile rinvenuto in Bulgaria
(Foto: Daniela Agre)
Lo scheletro di un appassionato di sport è stato scoperto accanto ad un contenitore di 1800 anni fa a forma di testa di lottatore o di pugile. Il balsamario, un contenitore utilizzato per conservare liquidi come balsami o profumi, è stato trovato in una sepoltura nel sudest della Bulgaria, l'antica Tracia.
Il balsamario risale ad un'epoca in cui l'impero romano controllava la Tracia, una regione che comprendeva parti della Bulgaria, della Grecia e della Turchia. Realizzato in ottone, il balsamario raffigura un uomo con un capretto. L'uomo ha il naso che sembra storto o piegato, come se fosse stato rotto e non fosse completamente guarito. Indossa un berretto ricavato dalla pelle di un felino, probabilmente una pantera o un leopardo.
Esempi di balsamari con caratteristiche simili sono stati trovati altrove nell'impero romano e sono spesso interpretati come riproduzioni di pugili o lottatori. Il berretto felino indossato dall'uomo può alludere al leone di Nemea, una creatura che il dio greco Ercole ha combattuto e sconfitto.
Lo scheletro rinvenuto nella sepoltura apparteneva ad un uomo morto all'età di 35-40 anni. Sepolta con l'uomo, gli archeologi hanno rinvenuto anche una lama per raschiare il sudore e la sporcizia dalla pelle. "A nostro parere la tomba appartiene ad un aristocratico Trace, che ha praticato sport nella sua vita quotidiana, piuttosto che ad un atleta professionista", ha detto Daniela Agre, archeologa dell'Istituto Archeologico Nazionale e del Museo dell'Accademia Bulgara delle Scienze, che ha guidato gli scavi nel sito.
La tomba dell'uomo fa parte di un complesso funerario più grande, trovato all'interno di un tumulo di tre metri. "Pensiamo che il tumulo sia stato usato come necropoli familiare e che il defunto facesse parte di questa famiglia", ha detto la Dottoressa Agre. Gli scavi del tumulo sono iniziati nel 2015.

giovedì 12 settembre 2019

Bulgaria, trovato un deposito votivo

Bulgaria, la statuina appena trovata (Foto: sofiaglobe.com)
Gli archeologi hanno rinvenuto una statuetta di bronzo a testa di ariete sull'isola di St Cyricus, al largo della costa di Sozopol, sul Mar Nero. Si pensa che la statuetta risalga al VI secolo a.C. e che sia stata portata dai fondatori della città di Apollonia, antico nome di Sozopol, fondata nel VII secolo a.C. dai coloni greci di Mileto.
Il capo del team di scavo, la Professoressa Krustina Panayotova, dell'Istituto Archeologico Nazionale presso l'Accademia Bulgara delle Scienze, ha affermato che la statuetta è stata trovata in una fossa dove erano presenti anche vasi potori rituali, la prova che le prime generazioni di abitanti di Apollonia offrì doni alle loro divinità in questo luogo.
Finora non erano rinvenuti oggetti in bronzo, anche se Apollonia è vicina a miniere di rame utilizzate dai primi coloni. Il bronzo era un metallo molto utilizzato: la statua di Apollo, alta 12 metri, dalla quale la città prese il nome, potrebbe essere stata fusa per essere utilizzata per ricavare cannoni nei secoli successivi.
L'ariete era un animale sacrificale, offerto in dono alle divinità. Secondo gli archeologi è molto probabile che la statuetta sia stata portata qui da Mileto. Anche le capre selvatiche dipinte sui vasi potori suggeriscono la provenienza degli oggetti.

martedì 20 agosto 2019

Bulgaria, trovato il frammento di un diploma militare romano

Bulgaria, il frammento di diploma romano trovato a Deultum
(Foto: The Sofia Globe)
Il frammento di un diploma militare romano è stato scoperto durante gli scavi nel centro della città romana di Deultum, nel comune di Sredets, in Bulgaria. Il ritrovamento è stato descritto come "unico" dal Direttore della Riserva Archeologica, Krassimira Kostova. Si tratta della prima scoperta del genere in quasi 40 anni di scavi archeologici nel sito della ex colonia romana.
La città di Deultum si trova a circa 10 chilometri ad ovest di Bourgas, città bulgara sul Mar Nero. Venne annessa all'impero romano nel 46 d.C. e divenne parte della provincia di Tracia. Dopo la guerra civile del 69 d.C., venne trasformata in colonia per veterani dell'esercito. La colonia venne costituita durante il regno di Vespasiano con il nome di Colonia Flavia Pacis Deultensium, o Colonia Flavia Pancensis Deultum.
L'oggetto ritrovato è una targa in bronzo che si rilasciava ai soldati ausiliari con almeno 25 anni di servizio, che venivano premiati con l'attribuzione del godimento dei diritti civili. Si tratta di un oggetto piccolo, appena quattro centimetri quadrati, ma che contiene notizie potenzialmente interessanti.
Il Professor Nikolai Sharankov, grafologo, ha analizzato questo reperto ed ha stabilito che il diploma conteneva un estratto di un decreto dell'imperatore Adriano, rilasciato nel 122 d.C., che inviava gli ausiliari nella provincia romana della Dacia inferiore. L'analisi dimostra che mezzo secolo dopo la fondazione della colonia, gli imperatori romani continuarono ad inviarvi veterani per mantenere lo spirito romano a Deultum.

sabato 17 agosto 2019

Bulgaria, rinvenuta la sepoltura di un discendente dei Paleologo

Bulgaria, l'anello con sigillo appartenuto a Georgi Palaiologo
(Foto: Sofia Globe)
Gli archeologi del Museo di Storia Nazionale bulgara hanno scoperto la sepoltura di un aristocratico del XIV secolo, un discendente della dinastia bizantina dei Paleologo. Il ritrovamento è stato effettuato presso la fortezza di Kaliakra, sulla costa bulgara del Mar Nero.
Gli scavi precedenti hanno portato alla scoperta di molte altre ricche sepolture a Kaliakra, ma questa è la prima volta che viene rinvenuta la tomba di un esponente della dinastia dei Paleologo, identificato come Georgi Palaiologo. Gli archeologi ritengono che dovesse essere parente di Balik e Dobrotitsa, che governò lo stato indipendente di Dobroudja, di cui Kaliakra era capoluogo.
Nella sepoltura sono stati trovati ricchi elementi del corredo funebre, tra i quali un tessuto raffinato che copriva il volto del defunto ed un vaso di vetro. Gli archeologi hanno anche trovato un anello in oro massiccio con sigillo contenente il nome del nobile defunto e lo stemma della famiglia Paleologo, elemento che ha permesso di identificare il proprietario del sepolcro.

domenica 4 agosto 2019

Bulgaria, trovata una sepoltura femminile a Plovdiv

Bulgaria, la sepoltura femminile appena trovata a Plovdiv
(Foto: Maya Martinova)
A Plovdiv, antica Philipopolis, in Bulgaria, sono stati rinvenuti i resti di una casa romana risalente al II-IV secolo d.C. e la sepoltura di una donna di circa trent'anni. I ritrovamenti sono stati effettuati vicino ad un sito dove, nel 2012, è stata rinvenuta una sepoltura cristiana contenente gli affreschi più antichi raffiguranti Gesù Cristo.
Gli scavi di salvataggio sono stati condotti dall'archeologa Martinova Maya del Museo Archeologico di Plovdiv. Con i resti di parte di un edificio romano sono emersi anche quelli di una conduttura per l'acqua e della sepoltura femminile. L'area di scavo è piuttosto piccola, appena 5 metri quadrati.
Dopo i restauri la sepoltura scoperta nel 2012, con i suoi affreschi sulla resurrezione di Lazzaro e la guarigione del paralitico, è stata formalmente presentata al pubblico nel 2015. Sia questa sepoltura che quella appena rinvenuta si trovano nella necropoli meridionale dell'antica Philipopolis.
Nel 172 d.C., durante il regno di Marco Aurelio (161-180 d.C.), venne costruita una fortezza su un muro posto a sud dell'antico foro, nella piazza principale di Philipopolis, al fine di difendere parte dell'antica città. Alcune insule vennero, così, a trovarsi nella parte esterna della città e si trasformarono gradualmente in necropoli. Ecco perché tombe del III e IV secolo d.C. sono state scoperte al di sopra di rovine di case di epoca romana.
La sepoltura femminile appena trovata era rivestita con piastrelle e copertura a forma di tetto. E' stato rinvenuto anche il corredo della donna, forse una romana o una trace, il cui scheletro è stato inviato in un laboratorio specializzato per analisi più approfondite.

Fonte:
archaeologyinbulgaria.com

Bulgaria, trovata una lastra che menziona Dioniso

Bulgaria, la lastra dionisiaca trovata a Plovdiv
(Foto: podtepeto.com)
Gli archeologi che stanno lavorando presso il sito della basilica episcopale di Plovdiv, in Bulgaria, hanno trovato una grande lastra di pietra, che si stima risalga al III secolo d.C., con una scritta in greco antico che riporta i nomi di 44 membri di una "confraternita" religiosa di seguaci di Dioniso.
La lastra di marmo era stata utilizzata come parte della pavimentazione dell'atrio della basilica episcopale, realizzato nel V secolo d.C. L'iscrizione trovata è stata fatta in onore di Dioniso, indicato come divinità principale dei Traci, e in onore degli imperatori Valeriano e Gallieno. Il ritrovamento è opera degli archeologi guidati da Zheni Tankova. L'epigrafe è stata esaminata dall'epigrafista Professor Nikolai Sharankov.
L'iscrizione riporta: "Per la vittoria, la salute e la vita eterna degli imperatori Publio Licinio Valeriano e Augusto Gallieno e per tutta la loro famiglia, per il santo Senato e il popolo romano e per il Consiglio e l'Assemblea di Filippopoli - il dio dei Traci Dioniso dedica i superstiti misteri, essendo capo dei misteri ed eterno sacerdote Aurelio Mukianid, figlio di Mukian". Di seguito scorre l'elenco di tutti i 44 membri della confraternita mistica con le diversi posizioni che occupano nella "confraternita". I membri dell'associazione dionisiaca potrebbero essere arrivati dall'Asia Minore, dove tali pratiche di culto erano molto comuni all'epoca.

Fonte:
sofiaglobe.com

Aspendos, la città di Asclepio. Trovata una scultura del dio e di suo figlio Telesforo

Aspendos, volto della statua di Asclepio (Foto: Ministero turco della Cultura e del Turismo) Una nuova scoperta archeologica ad Aspendos , i...