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giovedì 21 novembre 2019

Ecuador, macabri copricapi funebri

Ecuador, le sepolture dei fanciulli con i "caschi" umani
(Foto: Sara Juengst)
Gli archeologi hanno scoperto due neonati sepolti circa 2100 anni fa in Ecuador, con in testa una sorta di "caschi" realizzati con i teschi di altri bambini. I resti dei due bambini sono stati rinvenuti, unitamente a quelli di altre nove sepolture, in un sito chiamato Salango, sulla costa dell'Ecuador centrale. Gli archeologi hanno scavato queste sepolture tra il 2014 e il 2016 ed hanno affermato che si tratta dell'unico caso finora conosciuto in cui teschi di bambini sono stati utilizzati come copricapi per altri bambini. Gli scienziati non sono ancora in grado di stabilire cosa abbia determinato la morte dei bambini.
I macabri copricapi sono stati saldamente posizionati sulla testa dei bambini. I ricercatori pensano che i bambini più grandi dovevano avere ancora della carne su di essi, perché senza questa non avrebbero potuto saldarsi ai teschi dei bambini più piccoli.
Gli archeologi hanno anche notato che la falange di un dito è rimasta incastrata tra il copricapo e la testa di un bambino. Non si sa ancora a chi appartenesse questa falange. Non si è ancora certi del motivo per il quale siano stati realizzati questi macabri copricapi e per quale motivo siano stati posizionati sulla testa dei bambini. Probabilmente rappresentano un tentativo di garantire protezione alle anime degli infanti. Accanto ai bambini sono state rinvenute anche statuette di antenati in pietra, il che sembra avvalorare la tesi della protezione dei fanciulli.
Uno studio precedente ha accertato che le ceneri e la lava di un'eruzione vulcanica aveva coperto l'area non molto tempo prima che i fanciulli fossero sepolti. Questa eruzione pare aver fortemente influenzato la produzione alimentare. Le ossa appena scoperte, ad una prima analisi, suggeriscono che sia i fanciulli che i neonati hanno sofferto, in vita, gravemente di malnutrizione. Proprio il trattamento sepolcrale al quale sono stati sottoposti i bambini può essere una risposta rituale piuttosto complessa alle conseguenze sull'ambiente provocate dall'eruzione.

sabato 15 dicembre 2012

Una grande piscina inca in Ecuador

I resti della piscina inca nel nord dell'Ecuador
Gli abitanti del versante settentrionale del vulcano Imbabura, nel nord dell'Ecuador, sapevano di vivere accanto ad un sito archeologico - chiamato Inca-Caranqui - prima che qui iniziassero degli scavi, nel 1990.
Nel 2006 l'archeologo ecuadoregno José Echeverrìa scoprì alcune murature Inca che si rivelarono essere quelle di una grande piscina cerimoniale. La piscina, scavata per una profondità di 4 o 5 metri nel terreno, era circondata da mura di circa 3 metri di altezza. Forse risale all'inizio del 1500, poco dopo che il sovrano inca Huayna Capac aveva posto termine a ben dieci anni di conflitti con le popolazioni locali. La leggenda narra che Huayna Capac aveva catturato ogni maschio adulto della popolazione locale dei Caranqui. Questi prigionieri furono uccisi ed i loro corpi gettati in un lago che oggi si chiama Yahuarcocha, o "lago di sangue", al limite nordest di Ibarra.
Canali che alimentavano d'acqua la piscina
(foto Tamara L. Bay)
L'archeologo Echeverrìa pensa che gli Inca abbiano costruito l'enorme piscina per dimostrare la grandezza del loro potere ai sudditi Caranqui. La struttura fu indubbiamente un investimento in ricchezza e lavoro, da parte degli Inca, ma dimostra anche la loro abilità ingegneristica.
La popolazione Caranqui è nota per le decine di tumuli di terra di grandi dimensioni, chiamati tolas, costruiti tra il 1200 e il 1500. Il sito in cui è stata ritrovata la piscina fu occupato per due volte, con un lungo periodo di abbandono tra un'occupazione e l'altra. Le diverse date restituite dalle sepolture presenti, indicano che un gruppo di persone abitò la località a più riprese tra il 40 a.C. e l'80 d.C.. Una delle sepolture conteneva le spoglie di una donna di circa 40 anni di età, che pare essere stata, in vita, un'importante esponente della società Caranqui, dal momento che fu sepolta seduta, con una collana di perle, due dischi d'oro e un grande piatto di ceramica. Gli stessi Caranqui rioccuparono il sito intorno al 1250 e fino al 1420 o 1480, data alla quale rimandano le datazioni al radiocarbonio del muro inca.
Livello della piscina inca e pavimentazione
(foto Tamara L. Bay)
Canali di due fatture diverse attraversano la località e alimentavano la piscina. Il canale più grande era rivestito in pietra, un altro era fatto in blocchi di pietra di 20-30 centimetri di lunghezza. I cronisti spagnoli dell'epoca non sono d'accordo su quale sia stato il sovrano inca sotto il cui regno sono state costruite queste strutture. Fernando de Montesinos afferma che si trattava di Huayna Capac che, dopo la costruzione della piscina, partì per Cuzco lasciando sul luogo il figlio di due anni Atahualpa. Juan de Betanzos, invece, afferma che fu Atahualpa ad ordinare la costruzione della piscina per commemorare il padre, morto di vaiolo nel 1527, e per celebrare la sua salita al trono ed il suo matrimonio.
Archeologicamente parlando, la costruzione della piscina mostra due periodi costruttivi. Sono tuttora visibili due livelli di pavimentazione: un livello inferiore, in blocchi rettangolari di pietra; un livello superiore costituito da pietre di forma poligonale più piccole di quelle inferiori. Il livello del pavimento superiore fu, probabilmente, opera di Atahualpa.
Resta l'eccezionalità di questa costruzione inca, portata a termine senza l'utilizzo di strumenti in ferro o in acciaio. Gli inca erano degli esperti assoluti nell'"addomesticare" l'acqua per i loro scopi rituali. Svilupparono sistemi di conservazione delle acque nel sottosuolo in insediamenti come Tipòn e Tambòmachay, nei pressi di Cuzco, dove furono costruiti sistemi di captazione e ritenzione delle acque sotterranee.

Pompei, l'ultimo respiro di un medico

Pompei, alcuni dei calchi delle vittime (Foto: archeomedia.net) A Pompei , a distanza di sessant'ani dallo scavo dell' Orto dei Fugg...