Visualizzazione post con etichetta Polonia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Polonia. Mostra tutti i post

sabato 21 settembre 2024

Polonia, scoperta una situla con i resti di un guerriero al suo interno

Polonia, la situla rinvenuta nel sud del Paese
(Foto: M. Podstadio - Università Jagellonica)
Una situla romana, un secchio in pratica, contenente resti umani cremati, è stata dissotterrata nella Polonia meridionale, nella necropoli di Kazimierza Wielka.
La necropoli appartiene alla cultura di Przeworsk, in uso tra il I secolo a.C. ed il II secolo d.C. E' sopravvissuta quasi intatta, con elaborati attacchi del manico a forma di delfino. Alla base sono presenti, pressoché intatte, tre gambe a forma di delfini stilizzati.
Frammenti di recipienti simili, che si pensa siano stati realizzati nell'Italia settentrionale o nelle Alpi orientali, sono stati scoperti in tutta Europa, ma raramente in Polonia.
Questo recipiente potrebbe essere arrivato nel Paese grazie ai rapporti commerciali con i Celti stanziati nell'Europa centrale. Il metallo con il quale è stato forgiato sarà presto analizzato per ottenere ulteriori informazioni.
I ricercatori intendono esaminare anche i resti umani presenti nella situla e che si pensa appartengono ad un guerriero, sulla scorta delle armi in ferro che sono state sepolte accanto al reperto. 
Le armi sono costituite da una spada piegata e bruciata ritualmente, da punte di lancia e da componenti di uno scudo, il tutto datato al I secolo a.C. per lo stile utilizzato.
La cultura di Przeworsk, che prende il nome dal sito polacco dove furono scoperti i primi reperti, fiorì tra il II secolo a.C. e il V secolo d.C. Si estendeva su un'ampia area dell'attuale Polonia centrale e meridionale e comprendeva vari gruppi germanici tra i quali i Vandali. Caratterizzata da uno stile di vita seminomade, era nota per la produzione di manufatti in ferro, ceramiche e pratiche funerarie complesse, che spesso includevano sia la cremazione che l'inumazione.
Tra le sepolture inumate nella necropoli dove è stata rinvenuta la situla, una delle più interessanti è quella di una donna adornata con una doppia collana di perle di vetro, pietra e bronzo, insieme a pendenti in bronzo e ferro. Gli ornamenti e le spille di bronzo rinvenuti suggeriscono che questa sepoltura risalga alla fine del II secolo d.C., rendendola una delle tombe più recenti del sito.
Alcuni scheletri presentano un'anomalia: mancano delle ossa della parte superiore del corpo, un fenomeno che suggerisce una pratica funeraria sconosciuta fino ad ora. Gli archeologi ipotizzano che le tombe siano state riaperte in un secondo momento per rimuovere deliberatamente alcune ossa, una tradizione che potrebbe avere radici rituali o simboliche.
Una situla gemella, la Egger 18, usata durante l'Impero Romano, è ora conservata nel Museo di Santa Giulia a Brescia.

Fonti:
archaeology.org./news
stilearte.it


sabato 9 dicembre 2023

Polonia, ritrovato un deposito con cinque grandi asce

Polonia, una delle cinque asce rinvenute in una foresta
(Foto: Distretto Forestale di Starogard)

Grazie al metal detector sono state trovate, in Polonia, cinque asce dell'Età del Bronzo sepolte nel distretto forestale di Starogard, a Kociewie, ad una profondità di 20-30 centimetri nel terreno. Gli archeologi ritengono che gli oggetti possano essere stati utilizzati per tagliare la legna o per scopi inerenti un culto religioso.
Gli archeologi hanno datato gli oggetti a 3500 anni fa. Si tratta di oggetti piuttosto rari in Polonia. Piotr Klimaszewski, capo del Dipartimento dei monumenti archeologici, ha descritto gli oggetti come asce del tipo Tautusiai, uno strumento dal collo sottile e dalla lama circolare, collegato a Tautusiai, un villaggio della Lituania, associato alle culture baltiche. Gli strumenti sono stati utilizzati, secondo Klilmaszewski, per tagliare la legna ma potevano anche essere impiegate in battaglia o come parte di una pratica di culto o di sacrificio. In luoghi di devozione, in antico, gli uomini compivano le proprie offerte alla divinità e l'ascia era sicuramente un oggetto di notevole valore. 
Le asce - come rivela la comparazione stilistica con identici manufatti trovati in terreni archeologici accanto a materiali organici databili con il radiocarbonio - risalgono ad un'epoca compresa tra il 1700 ed il 1300 a.C.. Caratterizzate dalle loro notevoli dimensioni, le asce presentano un manico sottile con bordi rialzati ed una lama larga, indicando una precisione e una maestria artigianale avanzate.
Il deposito delle asce era legato, quasi sicuramente, al commercio. Oltre agli strumenti, infatti, è stata trovata una fibula di duemila anni fa, utilizzata per allacciare i vestiti. I ricercatori non sanno ancora come tutti questi oggetti siano finiti in una foresta. Di certo sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno la loro storia.
Le asce sono state portate al Museo Archeologico di Danzica, dove esperti condurranno un esame approfondito per svelare ulteriori dettagli sulla loro origine, funzione e significato nella storia di Kociewie.

Fonti:
livescience.com
lamoneta.it

domenica 20 giugno 2021

Polonia, la bambina degli uccelli...

I resti della fanciulla con lo scheletro di un volatile in
bocca (Foto: Archivi della Facoltà di Archeologia
di Varsavia)

Gli archeologi che lavorano presso la grotta di Tunel Wielki, nell'altopiano di Cracovia-Czestochowa, nel sudest della Polonia, hanno rinvenuto i resti scheletrici di una ragazza scandinava dell'età approssimativa di 12 anni, con i resti di un uccello in bocca ed un altro collocato vicino alla guancia. I resti sono stati datati al XVII secolo. La ragazza, con tutta probabilità, era arrivata al seguito di un esercito di invasori.
La sepoltura è stata trovata alcuni anni fa ma la certezza della identificazione dei resti genetici ed il risultato delle analisi sono pervenuti solamente di recente.
I ricercatori non sono riusciti a trovare analogie simile nei rituali funebri scandinavi, ma hanno sottolineato che, in alcune regioni della Finlandia, il cristianesimo non era così fortemente radicato, qualche centinaia di anni fa, e che le pratiche pagane non erano rare.
Secondo il ricercatore finlandese Dottor Frog, gli uccelli simboleggiavano il viaggio dell'anima dopo la morte. Ma non si conoscono sepolture con teste di uccello nella Scandinavia nordorientale. Secondo fonti storiche, nella guarnigione svedese sul Wawel erano di stanza 3.000 soldati, principalmente finlandesi. Queste truppe hanno raggiunto, in autunno, la Malopolska, nello stesso periodo in cui si pensa che gli uccelli rinvenuti nella sepoltura sono morti. Alcuni soldati della guarnigione, inoltre, erano di stanza nel castello di Ojcòw, vicino alla grotta di Tunel Wielki. Vi erano molte donne e bambini, nella guarnigione.
L'analisi delle ossa della ragazza suggerisce che la giovane non ha avuto una vita facile. La crescita ossea dimostra che doveva soffrire la fame.

Fonte:
PAP-Scienza in Polonia

lunedì 10 maggio 2021

Polonia, riemerge dal terreno una spada medioevale

Polonia, la spada medioevale rinvenuta
(Foto: Marshall Office of Warmia and Mazury)
Un uomo con il metal detector ha portato alla luce, in Polonia, una spada medioevale che potrebbe aver "visto" la battaglia di Grunwald nel 1410. Il reperto è stato scoperto vicino a Olsztyn, nel nord della Polonia. Accanto ad essa i resti metallici di un fodero, una cintura e due coltelli che venivano, con tutta probabilità, portati alla cintura stessa.
Malgrado abbiano trascorso più di 600 anni sepolti sotto terra, i reperti sono ben conservati. Il proprietario di questi oggetti era, probabilmente uno dei circa 66.000 guerrieri che si scontrarono nella battaglia di Grunwald, nei pressi di Olsztyn, il 15 luglio 1410. La battaglia si concluse con la vittoria polacco-lituana sui Cavalieri dell'Ordine Teutonico, fondato durante le crociate in Terra Santa e successivamente giunto a governare quella che allora era la Prussia.
Spesso i Cavalieri dell'Ordine Teutonico intrapresero battaglie contro i loro vicini non cristiani, compreso il Ducato di Lituania. Poi il granduca di Lituania si convertì al cattolicesimo e sposò la regina polacca Jadwiga e divenne re alla morte di quest'ultima con il nome di Wladyslaw II Jagiello. Il suo nome è legato alla fusione tra Polonia e Lituania. La sua statua è stata collocata in Central Park, a New York.
I Cavalieri dell'Ordine Teutonico dubitarono sempre della sincerità della conversione di re Wladyslaw II e nel 1409 il loro Gran Maestro, Ulrich von Jungigen, dichiarò guerra alla Polonia ed alla Lituania. Dopo una giornata di combattimenti, von Jungingen venne ucciso con una lancia e le sue truppe si ritirarono.
La spada rinvenuta è ora in fase di conservazione e di analisi. Gli archeologi sperano di saperne di più sullo stato sociale di chi possedeva una spada ed attendono di vedere cosa si celi sotto la ruggine.

Fonte: livescience.com


venerdì 26 marzo 2021

Polonia, ulteriori notizie sulla necropoli di Debiany

Ulteriori notizie in merito alla grande necropoli rinvenuta in Polonia, nei pressi della città di Debiany. La scoperta della necropoli è il risultato dello studio, grazie alla fotografia satellitare, delle linee dei raccolti in un campo.
Nei pressi della necropoli sono stati individuati anche i resti di una fortezza altomedioevale ed una sepoltura dell'Età del Bronzo contenente due cavalli. Ancora non si conosce l'estensione completa dell'antico cimitero. Gli archeologi pensano che la necropoli possa contenere circa una dozzina di tumuli, ciascuno della lunghezza tra i 40 ed i 50 metri, costituiti da terrapieni, pietre e palizzate in legno ora marcite. Si tratta di una delle necropoli megalitiche più grandi ed interessanti dell'Europa centrale.
Un archeologo indipendente di Cracovia ha notato, per la prima volta, che le linee rette visibili in una fotografia satellitare di un campo, potevano essere causate dai resti sotterranei di una struttura quadrangolare. Quest'ultima si rivelò essere una fortezza ed un fossato del primo medioevo (IX - X secolo d.C.) antecedente al primo regno polacco (1205).
Gli scavi del 2019 e del 2020 hanno anche rivelato lunghi tumuli neolitici sui quali è stata edificata la fortezza medioevale. Questi tumuli erano, un tempo, molto alti ed erano stati realizzati accumulando terra sopra una tomba posta al centro e rivestita di pietra. La struttura venne, in seguito, rinforzata con palizzate di legno delle quali rimangono solo labili tracce.
Il team di archeologi hanno anche recentemente portato alla luce, nella stessa località, una sepoltura in cui erano stati inumati, fianco a fianco, due cavalli insieme ad i resti di una briglia. La tomba è stata datata alla metà dell'Età del Bronzo, circa 3500 anni fa.
Le genti che edificarono questi tumuli si diffusero in tutta l'Europa centrale dal 4100 a.C. Si pensa che fossero agricoltori emigrati nella regione da quelle che attualmente sono la Spagna e la Francia, a loro volta discendenti da gruppi umani emigrati dai Balcani, dove avevano adottato precedenti pratiche agricole provenienti dal Medio Oriente.

Fonte: livescience.com
Foto: La necropoli polacca di Debiany vista dall'alto (Jan Bulas)

lunedì 8 marzo 2021

Polonia, scoperto la più antica necropoli megalitica del Paese


Gli archeologi polacchi hanno scoperto uno dei più grandi cimiteri megalitici della Polonia, nel quale hanno finora portato alla luce sette sepolture, risalenti a circa 5500 anni fa. La necropoli megalitica si trova nei pressi del villaggio di Debiany, ad ovest della città di Sandomierz. Gli archeologi pensano che ci siano ancora molte sepolture in attesa di essere scoperte.
Le pareti delle sepolture non erano formate da pietre, come nel caso delle tombe megalitiche trovate nel nord della Polonia, ma erano costituite da pali di legno. Secondo gli archeologi le tombe in pietra calcarea erano situate sotto i tumuli funerari. Sfortunatamente quasi tutti i resti umani e quanto i defunti avevano come corredo funebre, sono stati rimossi quando il cimitero era ancora in uso.

Fonte: archaeologynewsnetwork.blogspot.com
Foto: le tombe megalitiche trovate in Polonia - J. Bulas

domenica 13 settembre 2020

Polonia, i resti di una battaglia

Polonia, punte di freccia trovate a Sanok
(Foto: Historical Museum of Sanok)

Centinaia di punte di freccia e dardi di balestra di un'importante battaglia del XIV secolo, all'epoca di re Casimiro il Grande, sono stati rinvenuti in una foresta a Sanok. Secondo gli archeologi si tratterebbe della battaglia condotta dal re nella Rutenia Rossa, ora parte della Polonia sudorientale e dell'Ucraina.
Il sito era già noto come insediamento medioevale e l'ultima volta che è stato esplorato è stato 50 anni fa. Il Dottor Piotr Kotowicz, del Museo Storico di Sanok, ha invitato i rappresentati dell'Associazione storica ed esplorativa della Galizia a lavorare con gli archeologi ed i risultati ottenuti hanno superato le più rosee aspettative. Sono state, infatti, trovate più di 200 punte di freccia.
Non è ancora ben chiaro chi siano stati i contendenti che si sono affrontati nella battaglia, ma si ritiene che si trattasse di forze polacche e forze rutene. Nel 1340, secondo le cronache, Casimiro il Grande, con un esercito forte di 20.000 uomini, conquistò diversi insediamenti fortificati nella zona. Il Dottor Kotowicz è convinto che a Sanok sia stato scoperto un luogo collegato a queste conquiste.
Tra il 1340 ed il 1344 la Rutenia Rossa venne incorporata definitivamente nella Polonia. L'insediamento di Biala Gòra, che sorgeva poco distante dal luogo della battaglia, era piuttosto piccolo, circondato da una linea di fortificazioni e da un fossato asciutto. Secondo le recenti scoperte è stato pesantemente danneggiato durante la battaglia.
Sono stati ritrovati, nello stesso luogo, anche manufatti più antichi, risalenti al IX o X secolo, tra i quali la prima moneta araba riferibile al medioevo, un dirham, trovata a Sanok. Il Dottor Kotowicz ritiene che questi siano i resti di un insediamento a carattere industriale, come dimostrerebbero le numerose scorie di ferro che, probabilmente, venne fuso sul posto.

Fonte:
thefirstnews.com

lunedì 25 novembre 2019

Polonia, scoperta una necropoli sconosciuta

Polonia, una delle sepolture di guerrieri appena scoperte
(Foto: Jan Bulas)
I resti di una necropoli, con residui di corpi cremati, sono stati trovati nella località di Bejce, in Polonia. Già durante la scorsa primavera gli archeologi hanno scoperto numerosi frammenti di urne, unitamente a conchiglie e resti di ossa bruciate. Questi ritrovamenti hanno convinto gli archeologi ad iniziare gli scavi.
"Non sappiamo esattamente quante tombe ci fossero nella necropoli, perché la nostra ricerca è ancora in una fase iniziale", ha detto il responsabile del progetto di ricerca Jan Bulas, dell'Istituto di Archeologia dell'Università Jaielloniana. Attualmente sono state riportate alla luce almeno 20 sepolture in un'area di 200 metri quadrati. Alcune dei queste sepolture sono pesantemente danneggiate. Oggetti fortemente corrosi e apparentemente informi si sono rivelati frammenti di spade o fibule di ferro. Durante la prima stagione di scavi gli archeologi sono riusciti a trovare un totale di quattro spade risalenti a circa 2000 anni fa. In totale si contano quasi 200 manufatti metallici e frammenti vari. Sono stati rinvenuti anche oggetti in osso, pietre e argilla.
Durante gli scavi gli archeologi si sono imbattuti nei resti di misteriose strutture quadrate. Strutture simili sono conosciute da altre necropoli dello stesso periodo nel sud della Polonia, ma la loro funzione non è ancora chiara. A Bejce contenevano frammenti di vasi in ceramica e oggetti metallici. Gli archeologi pensano che possano essere connessi alla delimitazione dello spazio sepolcrale di ciascuna famiglia.
Non è chiaro quali comunità debbano essere associate ai defunti sepolti nella necropoli. Sulla base dei vasi scoperti e di altri oggetti, gli archeologi hanno identificato questo gruppo di defunti come appartenenti alla cultura di Przeworsk. Forse si tratta di membri dell'unione tribale Lugii, un'entità politica composta da popoli di varie origini.

Fonte:
Science in Poland

domenica 10 aprile 2016

Pomerania, trovato un santuario preistorico

L'area del santuario sciamanico in Pomerania durante lo scavo
(Foto: T. Galinski)
Circa 9000 anni fa, nei pressi dell'attuale lago Swidwie, in Pomerania, gli sciamani eseguivano misteriosi riti. Gli archeologi hanno scoperto tracce di questi antichi rituali.
Il sito ha cominciato ad essere studiato nel 2012, quando si credeva fosse un insediamento di cacciatori di 9000 anni fa. Il ritrovamento di ulteriori reperti hanno reso la scoperta più intrigante. E' stata, infatti, scavato un edificio trapezoidale costruito con pali, circondato da un arco di pietre poste a distanza uguale l'una dall'altra. Da questo luogo, nelle giornate limpide, si potevano osservare le stelle.
Tutti gli indizi portano a credere che questo luogo fosse, un tempo, un santuario. Nel tempo sono, infatti, emersi un incensiere di legno utilizzato per la purificazione rituale dei luoghi, un fascio di pezzi di legno, corteccia, piante e ossa di animali che è, forse, l'offerta di uno sciamano. Sono state anche individuate delle pietre di grandi dimensioni appartenenti al santuario: sienite, diorite, granito, quarzite, arenaria e del raro marmo rosso di Pomerania. A sorpresa è stata scoperta anche dell'ambra nera e della roccia vulcanica. Tutte le pietre mostrano segni di lavorazione.
Sparsi all'interno dell'area del santuario sono stati trovati numerosi oggetti in legno, corno e pietra le cui funzioni erano indubbiamente legate a rituali religiosi.

domenica 27 dicembre 2015

Castelli e...vecchi merletti: la ex Commenda di Malbork

La Porta d'Oro del castello di Malbork dove,
il 18 novembre 1330, venne assassinato il Gran
Maestro Werner von Olsen
Il castello dell'Ordine Teutonico che sorge a Malbork, in Polonia, aveva un tempo la fama di non essere mai stato conquistato. Le mura medioevali del castello hanno visto numerose battaglie e l'assassinio del Gran Maestro dell'Ordine Teutonico Werner von Orseln per mano di un cavaliere considerato folle, Johan von Endorf. Alcuni particolari di quest'omicidio, analizzati dagli esperti, hanno sollevato dubbi sulla colpevolezza e la follia di von Endorf.
Il castello di Malbork è la classica fortezza medioevale. Venne iniziato nel 1270 e completato nel 1406 ed è diventato il più grande castello in mattoni al mondo. Sorge sulla sponda orientale del fiume Nogat, accessibile, un tempo, alle navi mercantili e alle chiatte, era inizialmente un convento e venne trasformato in castello solo in un secondo momento. Dal 1994 è diventato un monumento storico della Polonia e patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, gestito dal National Heritage Board, ospita, al suo interno anche un museo. Dopo più di 600 anni resta il più grande castello al mondo per superficie. Nelle vicinanze della possente fortezza i Cavalieri Teutonici costruirono la città di Marienburg che i Polacchi, in seguito, rinominarono Malbork.
Il Gran Maestro Werner von Orseln proveniva dalla nobile famiglia dei conti di Falkenstein di Oberursel, vicino Francoforte sul Meno, in Assia. Secondo fonti storiche si unì ai Cavalieri Teutonici nel 1312 e ricoprì la carica di Komtur a Ordensburg, vicino ai confini dello Stato dell'Ordine in Polonia con il Granducato di Lituania.
Nel 1314 il Gran Maestro Karl von Trier nominò von Olsen Grand Komtur del Castello di Malbork. Durante un colpo di stato nella enclave dei Cavalieri Teutonici in Polonia, von Orseln, sostenne il Gran Maestro von Trier e venne mandato in esilio con lui. Tornò a Malbork nel 1319 con l'obiettivo di ripristinare la disciplina gerarchica all'interno dell'Ordine. Dopo la morte del Gran Maestro Karl von Trier, il Capitolo dell'Ordine Teutonico scelse von Orseln come Gran Maestro. Era il 6 luglio 1324.
All'indomani della sua elezione a Gran Maestro, von Orseln fu costretto ad avviare negoziati con il re
Il castello di Malbork visto dalla riva opposta del fiume Nogat
(Foto: Wikipedia)
Ladislao I di Polonia. I negoziati erano imperniati sul possesso delle terre di Pomerania, che i Cavalieri Teutonici avevano annesso alla loro enclave dopo l'acquisizione di Danzica nel 1308. I negoziati con la Polonia non produssero, però, alcun risultato soddisfacente, per cui i Cavalieri Teutonici si prepararono alla guerra con la Polonia.
Von Orseln venne assassinato al castello di Malbork proprio durante le operazioni belliche. Il suo assassino, il Cavaliere Teutonico Johan von Endorf, aveva commesso molti crimini in passato. I documenti storici lo ricordano con diversi nomi: Eindorf, Endorf, Gindorf, Dyngdorff, Biendorf, Grondorp, Grondorf e finanche Stille. Le sue origini sono poco chiare. Il 18 novembre 1330 Endorf era arrivato al castello di Malbork ed era riuscito ad ottenere un colloquio con il Gran Maestro von Orseln, colloquio che si svolse in privato. Endorf venne, poi, invitato a raggiungere le sue stanze private e per questo si lamentò con il comandante dell'Ordine a Klaipeda e chiese al Gran Maestro di avere assegnate altri appartamenti. Orseln accettò le richieste e gli ordinò di tornare alla Commenda. Quando la campana della cappella del castello suonò annunciando il vespro, von Orseln si recò nella chiesetta a pregare con grande disappunto di Endorf. Dopo le preghiere del vespro, von Orseln, all'uscita della cappella, venne circondato da diverse persone, Endorf uscì dal vicino portico, dove si era nascosto nell'ombra, e lo accoltellò più volte. Werner von Orseln morì un'ora dopo.
Sala interna del castello (Foto: Wikipedia)
Molte sono le ipotesi sulle cause e sullo svolgersi degli eventi di quel 18 novembre. Gli storici sostengono che vi sia un documento redatto, poco dopo l'omicidio, dai vescovi prussiani Rudolf di Pomerania, Henry di Warmia e John Samland, che hanno avuto accesso alle testimonianze di chi fu spettatore del tragico evento. Secondo questo documento Endorf aveva lasciato volontariamente il castello per recarsi a Klaipedia dopo una discussione on un Komtur locale. Un messaggero l'aveva, poi, raggiunto per convincerlo a tornare a Malbork, ma Endorf lo aveva minacciato con un coltello, per cui il messaggero tornò alla Commenda.
Secondo un documento pubblicato il 21 novembre 1330, appena tre giorni dopo l'omicidio di von Orseln, Endorf era stato dichiarato colpevole e si era detto che soffriva di una malattia mentale. Tuttavia una serie di fatti destarono e destano dubbi sulla reale malattia mentale di Endorf. Il primo dei fatti strani inerenti la morte di von Orseln e la colpevolezza di Endorf è che le informazioni in merito alle circostanze dell'omicidio vennero fornite dai vescovi prussiani e non dai cavalieri dell'Ordine Teutonico. Il documento venne redatto piuttosto in fretta ed altrettanto frettolosamente venne reso pubblico. Con la stessa velocità, von Orseln venne seppellito nella cattedrale di Marienwerder.
Per quel poco che si sa su Endorf, da fonti diverse da quelle "ufficiali", egli non era pazzo. Se fosse stato pazzo avrebbe ucciso von Orseln in un momento qualsiasi, attaccandolo all'improvviso, impulsivamente, magari durante il colloquio privato che ebbero al castello, o durante le preghiere. Inoltre se l'omicidio di von Orseln fosse stato commesso da un altro cavaliere dell'Ordine Teutonico, voleva dire che c'erano dei giochi di potere all'interno dell'Ordine che avrebbero portato, dopo la morte del Gran Maestro, all'elezione dell'uno o dell'altro. Ciò non accadde. Gli storici si sono chiesti se, in realtà, sia stato qualcun altro ad uccidere von Orseln.
Alcuni studiosi hanno affermato che a volere la morte del Gran Maestro siano stati i nobili di Polonia e Lituania, ma è anche possibile che egli sia stato ucciso da un abitante della Livonia (regione storica lungo le coste orientali del Mar Baltico) in obbedienza ad un ordine dell'Arcivescovo di Riga, nemico dell'Ordine.
La verità, forse, non verrà mai a galla. Comunque Endorf venne condannato al carcere a vita, anche se alcune fonti sostengono che restò in prigione per un tempo piuttosto breve.

domenica 23 agosto 2015

Scoperta una sepoltura particolare in Polonia

Scavi di Sandomierz, nel luogo dove è stata trovata  una sepoltura
inusuale per la regione (Foto: Monika Bajka)
Una grande tomba, sotto forma di una struttura in legno incassata nella terra, è stata scoperta dagli archeologi polacchi vicino la porta di Opatowska, a Sandomierz. Si tratta del primo ritrovamento del genere nella regione.
Vicino la struttura sono state rinvenute frammenti di ceramiche e tracce di combustione, probabilmente quanto rimane di riti funebri. Le pareti della camera sepolcrale avevano una struttura a palizzata, realizzata con pali ricavati dal legno di alberi che sorgevano nei pressi. Al suo interno sono stati sepolti i resti del defunto. Al di sopra della testa di quest'ultimo gli archeologi hanno trovato un vaso e, all'altezza del collo, un ornamento simile ad un anello in argento. Erano presenti anche coltelli, una chiusura in bronzo, un oggetto in osso.
Queste tombe, conosciute come "tombe a camera", sono attestate soprattutto in Scandinavia e in Germania settentrionale durante i primi decenni del Medioevo. Sono generalmente considerate le sepolture di rappresentanti di élite locali, capi tribù, guerrieri e principi. Nel nord Europa sono spesso associate ai Vichinghi e in Russia ai Variaghi, ma la discussione è tuttora accesa nel mondo scientifico.
In Polonia le tombe a camera sono state trovate solo in poche località, tra Kaldus, nei pressi di Bydgoszcz, a Bodzia, nei pressi di Wloclawek e in Pomerania. In Polonia ad essere sepolti in queste tombe a camera erano soprattutto guerrieri e principi stranieri, provenienti dalla Scandinavia o dalla Russia.
La tomba a camera era accompagnata da diverse tombe più piccole, dove i morti erano deposti in bare di legno. Appartengono tutte allo stesso periodo. Sono stati scoperti anche una fibbia in bronzo che serviva per fermare gli indumenti ed una sorta di piccone in ferro, elementi considerati di origine straniera. La fibbia, in particolare, è riferibile al Baltico ed erano particolarmente popolari nella Russia del IX e dell'XI secolo.
Le sepolture finora scoperte sono le più antiche di epoca altomedioevale trovate a Sandomierz e gettano nuova luce sulla regione. Gli scavi sono stati condotti da Monika Bajka del Museo Distrettuale di Sandomierz e sono iniziati nel 2013. 

martedì 18 agosto 2015

Tracce di cultura campaniforme in Polonia

Urna cineraria disseppellita dagli archeologi a Suprasl (Foto: PAP/Artur Reszko)
Tracce della cosiddetta cultura campaniforme sono state trovate nella regione polacca di Podlaskie. Risalgono a migliaia di anni fa. Il Professor Dariusz Manasterski, dell'Istituto Archeologico dell'Università di Varsavia, ha sottolineato l'eccezionalità della scoperta. Si pensava, infatti, che la cultura campaniforme non fosse andata oltre il sud dell'attuale Polonia.
Gli scavi sono stati effettuati nel sito archeologico di Suprasl, nei pressi di Bialystok, nel nordest della Polonia. Sono stati rinvenuti frammenti di ceramica, ossa umane e utensili in pietra, tra i quali una scure. Lo scavo è condotto dagli archeologi dell'Università di Varsavia e dal Museo di Podlaskie.
L'emergere della cultura campaniforme è datata a circa 4-5000 anni fa. Questa cultura si è evoluta in Europa Occidentale e nella penisola iberica. Il nome le deriva dai caratteristi piatti a forma di campana rovesciata.

sabato 9 maggio 2015

Le eccezionali sepolture di Bodzia, in Polonia

Una delle sepolture di Bodzia, in Polonia (Foto: Pianetablu.wordpress.com)
Il villaggio polacco di Bodzia conserva una delle poche testimonianze cimiteriali databili agli inizi del X secolo d.C., quando la dinastia dei Piast aveva iniziato a creare la prima rudimentale comunità nazionale, convertendosi al cristianesimo e inducendo anche la popolazione a farlo.
A Bodzia sono state portate alla luce 50 sepolture di un'élite di popoli e culture diverse provenienti dalla cosiddetta "zona baltica". Il fenomeno migratorio che sottende alla presenza di queste genti in Polonia non è stato mai sufficientemente indagato. Il cimitero di Bodzia è stato rinvenuto per caso dal Gruppo di ricerca preventiva dell'Istituto di Archeologia e Etnologia dell'Accademia Polacca delle Scienze, durante le opere di realizzazione dell'Autostrada che collega la Polonia da nord a sud.
I corredi delle sepolture sono apparsi subito estremamente ricchi e contengono diverse monete. La maggior parte delle tombe è disposta su quattro file e sono stati identificati, finora, 52 individui, tra i quali 14 sono uomini e 21 donne. In 17 casi (14 bambini e 3 adulti) non è stato possibile stabilire il sesso. Si trattava della necropoli di una piccola comunità la cui aspettativa di vita non superava i trent'anni.
Gli uomini avevano un'altezza media di 168 centimetri, le donne 152 centimetri. I morti, probabilmente, erano legati tra loro da relazioni familiari ed etniche. La maggior parte delle tombe è orientata nord-sud, come tra i Franchi dell'età merovingia e nell'Europa scandinava. Molte fosse sepolcrali hanno diversità di forme, alcune avevano le pareti foderate in legno o coperture dello stesso materiale. Altre bare avevano la cassa in legno con rifiniture in ferro.
Tre delle sepolture contenevano il morto in posizione fetale, un'usanza radicata nei riti funebri delle regioni orientali e settentrionali d'Europa. Alcune sepolture conservano tracce di panni di lino. Eccezionali sono stati ritenuti i corredi e, soprattutto, la presenza delle monete: 67 pezzi integri e vari frammenti. In una tomba, in cui sono sepolti una donna e un giovane guerriero, sono state trovate sedici monete provenienti dall'Europa occidentale, dalla Scandinavia, dall'Europa meridionale e dalla stessa Polonia, tra cui un frammento di dirham arabo. Le monete sono state datate al 980-1030.
Le sepolture femminili di Bodzia contengono ornamenti tipici degli Slavi, quali, ad esempio, delle perle d'argento decorate con la tecnica della granulazione.
Alcuni degli inumati appartenevano alla classe dominante locale, lo si è dedotto dal ricco corredo con il quale sono stati sepolti: cinture con lussuose applicazioni, spade cerimoniali, mazze di quercia con applicazioni in bronzo, un lungo coltello vichingo, asce.

giovedì 26 marzo 2015

Polonia: trovato un braccialetto celtico

I resti del braccialetto celta ritrovato a Pakoszòwka, in Polonia (Foto:Dariusz Szuwalski)
Un bracciale in bronzo, risalente al III secolo a.C., è stato trovato a Pakoszòwka, in Polonia. Si tratta di un reperto che gli archeologi hanno associato ai Celti.
Il bracciale è stato rinvenuto in frammenti ed è difficile determinare le circostanze in cui l'oggetto è finito sotto terra. Gli archeologi ritengono che a Pakoszòwka esistesse un antico villaggio celtico, dal momento che qui sono stati rinvenuti diversi frammenti di ceramica, un frammento in vetro e una moneta d'oro. I Celti erano arrivata nel bacino del fiume San all'incirca nel III secolo a.C.. Si trattava di un popolo guerriero che, secondo alcuni, proveniva dal Reno Superiore e dal Danubio.

venerdì 20 febbraio 2015

Tracce della storia medioevale della Polonia

I recipienti scoperti nello scavo (Foto: M. Hrynczyszyn)
Numerosi frammenti di ceramica e decine di oggetti in bronzo e ferro sono stati scoperti in Polonia a Skomack Wielki.
Sono reperti risalenti al V e VI secolo d.C., che giacevano ai piedi di uno dei primi castelli medioevali della cittadina.
Tra i reperti più importanti vi sono ornamenti, spille e fibbie in bronzo, articoli da toilette e coltelli.
Gli archeologi hanno scoperto sette recipienti ben conservati in ceramica, di varie dimensioni e finiture. I vasi sono stati trasportati in un laboratorio specializzato presso il Museo Archeologico Nazionale.

mercoledì 18 febbraio 2015

Un tesoro di bronzo in Polonia

Il tesoro di Rzepedz (Foto: D. Szuwalski)
Un tesoro composto da diversi oggetti in bronzo, è stato scoperto a Rzepedz, sulle montagne Bieszczady, in Polonia. Si tratta di oggetti antichi di 3500 anni.
Gli elementi del tesoro sono tutti in bronzo, tra questi un piccone, decine di frammenti di una collana a spirale e un braccialetto. Erano tutti nascosti in un vaso di argilla del diametro di 25 centimetri, sepolto capovolto nel terreno. La scoperta è stata fatta in modo accidentale.
Secondo i ricercatori gli oggetti provenivano dal sud dei Carpazi, legati alle vie di comunicazione commerciali. Non si sa ancora chi e perché ha seppellito questo tesoro con tanta cura.

domenica 1 febbraio 2015

Indagini sulla necropoli polacca di Karczyn

Aggiungi didascalia
Una grande necropoli di epoca romana in Polonia sarà oggetto di una dettagliata ricerca scientifica che permetterà di completare le prime analisi svolte in fase di scavo. Gli archeologi e gli antropologi contano di scoprire la dieta e i gradi di parentela di quanti sono seppelliti nell'antico cimitero.
La campagna di scavi a Karczyn è stata condotta, dal 2002 al 2012, dagli archeologi dell'Istituto di Preistoria dell'Università di Poznan, in Polonia. Fin dall'inizio i ricercatori hanno capito di trovarsi di fronte ad un luogo unico. La necropoli, infatti, continuò ad essere utilizzata ininterrottamente per oltre 300 anni, dal I al IV secolo d.C.. Sono state più di 120 sepolture con diversi riti.
La sorpresa più grande, per gli archeologi, è stata la scoperta di due grandi tombe, le più grandi conosciute per questo periodo, che sono state definite delle vere e proprie "tombe principesche". Entrambe avevano camere funerarie impressionanti, situate a circa due metri di profondità rispetto all'attuale piano di calpestio. Purtroppo, però, entrambe le sepolture risultano essere state già violate nell'antichità.
Sorprendenti sono stati anche i risultati delle analisi preliminari dei resti dei defunti seppelliti nelle due tombe principesche: si tratta di un adulto di circa 20 anni di età e di un adolescente di 14 anni sepolti nella prima tomba, mentre i resti sepolti nella seconda tomba appartengono ad un adolescente di 14-15 anni. La presenza di adolescenti in tombe principesche è abbastanza insolita, così come è insolito seppellire, in tombe così ricche, più di una persona.
La necropoli di Karczyn è particolare anche per i diversi rituali funebri che si ritrovano nelle sepolture. Oltre alle tombe principesche gli archeologi hanno, infatti, ritrovato sepolture ad inumazione e ad incinerazione, le quali ultime hanno restituito diverse urne cinerarie, ed anche sepolture a pozzo. E' stata trovata anche una sepoltura "di gruppo". Nella necropoli sono stati sepolti anche dei guerrieri. I ricercatori li hanno individuati grazie alle tracce presenti sulle loro ossa, che dimostrano l'abitudine a cavalcare e quella a brandire armi pesanti. Un'altra sepoltura conteneva elementi estranei alle sepolture polacche e comuni alla vicina regione del Mar Nero.
Sono stati individuati anche diversi forni che venivano utilizzati per cremare i defunti.

venerdì 28 novembre 2014

Vampiri...appestati!

Resti di un individuo di sesso femminile con un falcetto nel
collo (Foto: Amy Scott)
Uno studio del Professor Lesley Gregoricka, dell'Università dell'Alabama del Sud, ha avanzato l'ipotesi che i cosiddetti "vampiri", i cui corpi sono stati trovati sepolti nel nordovest della Polonia, con il corpo attraversato da falci e pietre, erano, molto probabilmente, degli abitanti del luogo e non degli immigrati, come si era pensato all'inizio.
Nel nordovest della Polonia, nel XVII e XVIII secolo, si usava compiere dei riti funerari considerati apotropaici. I defunti che si pensava potessero diventare vampiri erano sottoposti ad uno specifico trattamento. Indagare le loro sepolture è un modo per raccogliere informazioni sulle pratiche sociali e culturali della società dell'epoca.
Gli scavi in questa regione della Polonia hanno rivelato sei sepolture inusuali tra centinaia di sepolture normali. Gli archeologi hanno analizzato i molari di questi individui per capire se si trattava di membri della locale comunità oppure di immigrati. Hanno comparato, in seguito, i risultati ottenuti con quelli di altri 60 defunti sicuramente appartenenti alla comunità. I risultati ottenuti indicano che i defunti appartenevano tutti alla popolazione stanziale nel luogo. Le sei sepolture anomale riguardavano individui considerati, molto probabilmente, piuttosto "strani". Gli archeologi hanno suggerito che possa trattarsi di vittime di un'epidemia di colera, molto frequente nell'Europa orientale del XVII secolo. Le persone che facevano parte della comunità non avevano idea di cosa fosse un'epidemia e di cosa fosse il colera ed hanno spiegato quelle morti apparentemente inspiegabili con un intervento soprannaturale.

sabato 18 ottobre 2014

Un villaggio neolitco nelle acque di un lago polacco

Uno degli archeologi subacquei al lavoro nel lago Gil
(Foto: A. Pydyn)
E' stato individuato, nel lago Gil Wielki, in Polonia, il primo insediamento neolitico del paese. A fare la scoperta gli archeologi subacquei guidati dal Dottor Andrzej Pydyn, del Dipartimento di Archeologia Subacquea dell'Istituto di Archeologia dell'Università Nicolaus Copernicus di Torun.
In acque poco profonde, i ricercatori hanno trovato una gran quantità di ossa animali, resti di utensili in corno e numerosi frammenti di ceramica, utilizzati in vari momenti storici dalle antiche comunità che qui stazionavano. Ora si attendono altri risultati dalle analisi chimiche e fisiche.
Gli archeologi hanno utilizzato, per questo come per altri "scavi" subacquei, tecniche molto moderne e non invasive che hanno permesso loro di creare mappe batimetriche dettagliate, che mostrano molto chiaramente il fondo lacustre.

domenica 12 ottobre 2014

Un insolito reperto in una sepoltura medioevale in Polonia

Il calcolo vescicale ritrovato in una sepoltura medioevale polacca
(Foto: Livescience.com)
Una misterioso reperto a forma approssimativa di rene è stata ritrovata in un cimitero medioevale polacco. L'analisi accurata ha rivelato che si tratta di un calcolo vescicale. Il ritrovamento è avvenuto a Danzica, città sulla costa baltica della Polonia settentrionale, dove gli scavi del 2001 hanno permesso il ritrovamento di un cimitero medioevale con un migliaio di sepolture.
Il cimitero è stato utilizzato per circa 800 anni e le vecchie sepolture sono state spesso rimosse per far posto a nuovi defunti. Il reperto ritrovato di recente è stato individuato tra i resti mal conservati di quattro defunti: una donna tra 20 e i 39 anni di età, un uomo di circa 40-50 anni, un adolescente ed un feto. I ricercatori non sono in grado, al momento, di datare la sepoltura, ma pensano che si tratti di sepolture di X-XIV secolo.
L'insolito reperto ha una lunghezza di circa 3,9 centimetri e pesa circa 6,87 grammi. Una volta che i ricercatori hanno tagliato quella che sembrava, a prima vista, una pietra, hanno scoperto che, all'interno, conservava strati concentrici di colore giallo, caratteristica dei calcoli vescicali. Si pensa che uno dei tre individui accanto a questo grande calcolo ne sia, per così dire, il "proprietario" (si esclude che possa essere il feto).
Dai bordi piuttosto grezzi e porosi del calcolo si ritiene che sia stato generato da un'infiammazione batterica molto aggressiva che è stata, molto probabilmente, causa della morte di chi l'aveva. Non è il caso più antico di calcolo scoperto. Più di un secolo fa l'egittologo Grafton Elliot Smith trovò quella che si può considerare la più antica prova di calcoli alla vescica tra i resti del bacino di un adolescente sepolto in Egitto nel 4800 a.C.

Tunisia, Numluli: una città dalle molte vite

Tunisia, gli scavi di Numluli (Foto: Unione Sarda) Nel governatorato tunisino di Béja , gli archeologi stanno riportando alla luce una città...