domenica 10 novembre 2024

Pompei, nuova luce sui resti rinvenuti nella città sepolta dal Vesuvio

Pompei, i calchi della Casa del Bracciale d'Oro
(Foto: artribrune.com)

Una ricerca condotta dalle Università di Firenze, Harvard e dal Max Planck Institute di Lipsia, in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, ha rivelato informazioni inedite sui pompeiani, grazie all'analisi del DNA estratto dai calchi in gesso. I risultati offrono una nuova visione delle identità, delle relazioni e delle origini genetiche dei pompeiani, mettendo in discussione interpretazioni tradizionali.
L'analisi genetica dei resti intrappolati nei calchi, ottenuti colando gesso nei vuoti lasciati dai corpi, ha permesso di identificare sesso e legami familiari di 14 individui. I risultati contraddicono molte supposizioni precedenti, basate sull'aspetto fisico e sul posizionamento dei calchi.
Ad esempio gli individui nella Casa del Bracciale d'Oro, interpretati come genitori e figli, non risultano uniti da legami biologici. Allo stesso modo, nella Casa del Criptoportico, una coppia abbracciata, precedentemente interpretata come sorelle, includeva un maschio.
Oltre a queste scoperte, lo studio ha messo in luce una diversità genetica della popolazione. I pompeiani presentavano tratti genetici riconducibili a persone provenienti dal Mediterraneo orientale, confermando il carattere cosmopolita di Pompei dell'Impero Romano in generale. L'individuo maschile con il bracciale d'oro, ritrovato nell'omonima casa, aveva tratti genetici compatibili con le popolazioni del Nordafrica, mentre l'individuo della Casa del Criptoportico mostrava segni di un'origine mediorientale.

Fonti:
artribune.com
gbopera.it



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