Egitto, la maschera dorata di Tutankhamon (Foto: Roland Unger/CC BY-SA 3.0) |
Più di un secolo dopo la scoperta della tomba di Tutankhamon da parte di Howard Carter, un nuovo studio su alcuni oggetti prima trascurati rivela che questi potrebbero aver svolto un ruolo chiave in un rituale egizio dimenticato.
Scoperta nel 1922 nella Valle dei Re, la tomba del faraone bambino divenne rapidamente una delle scoperte archeologiche più famose del XX secolo. Dietro una porta sigillata, contrassegnata da antichi simboli, Carter ed il suo team hanno trovato ed estratto più di 5.000 oggetti, tra i quali statue, gioielli, carri e l'iconica maschera funeraria dorata di Tutankhamon.
Scoperta nel 1922 nella Valle dei Re, la tomba del faraone bambino divenne rapidamente una delle scoperte archeologiche più famose del XX secolo. Dietro una porta sigillata, contrassegnata da antichi simboli, Carter ed il suo team hanno trovato ed estratto più di 5.000 oggetti, tra i quali statue, gioielli, carri e l'iconica maschera funeraria dorata di Tutankhamon.
Nel 1923 la squadra entrò nella camera funeraria, dove venne rinvenuto un sarcofago in pietra contenente i resti mummificati del giovane sovrano, morto a soli 18-19 anni di età.
La tomba conteneva, oltre a tesori straordinari, anche oggetti molto semplici quali vassoi di argilla e bastoni di legno, che all'epoca non attirarono l'attenzione dei ricercatori. Ora una nuova ricerca del Dottor Nicholas Brown della Yale University espone l'ipotesi che questi oggetti semplici potrebbero aver svolto un ruolo chiave in una pratica cerimoniale nota come "il risveglio di Osiride".
Il Dottor Brown ipotizza che i vassoi di argilla, realizzati con il fango del Nilo, venissero utilizzati in offerte rituali che prevedevano il versamento di acqua in onore di Osiride, dio egizio degli inferi. L'acqua, ritenuta pura e vivificante, potrebbe aver simboleggiato la rinascita del re defunto. I bastoni di legno, collocati vicino alla testa del sarcofago, potrebbero essere stati usati per rappresentare un risveglio simbolico, riecheggiando miti in cui Osiride viene riportato in vita con dei bastoni tenuti dietro di lui. Una cerimonia del genere è visibile solo nelle opere d'arte della XIX Dinastia, successiva al regno di Tutankhamon.
Il Dottor Brown ritiene che Tutankhamon ed i suoi consiglieri possano aver intenzionalmente fatto rivivere vecchie credenze incentrate su Osiride come parte di un ritorno alle pratiche tradizionali dopo il periodo di regno di Akhenaton. Ma non tutti gli studiosi ne sono convinti.
L'egittologo Jacobus van Dijk, dell'Università di Groninga, pur concordando sul fatto che i vassoi di argilla nella tomba del re fanciullo avessero uno scopo rituale, li collega all'"incantesimo delle quattro torce", una cerimonia in cui i tedofori circondavano la bara, guidando l'anima attraverso gli inferi prima di spegnere le fiamme nei vassoi.
La tomba conteneva, oltre a tesori straordinari, anche oggetti molto semplici quali vassoi di argilla e bastoni di legno, che all'epoca non attirarono l'attenzione dei ricercatori. Ora una nuova ricerca del Dottor Nicholas Brown della Yale University espone l'ipotesi che questi oggetti semplici potrebbero aver svolto un ruolo chiave in una pratica cerimoniale nota come "il risveglio di Osiride".
Il Dottor Brown ipotizza che i vassoi di argilla, realizzati con il fango del Nilo, venissero utilizzati in offerte rituali che prevedevano il versamento di acqua in onore di Osiride, dio egizio degli inferi. L'acqua, ritenuta pura e vivificante, potrebbe aver simboleggiato la rinascita del re defunto. I bastoni di legno, collocati vicino alla testa del sarcofago, potrebbero essere stati usati per rappresentare un risveglio simbolico, riecheggiando miti in cui Osiride viene riportato in vita con dei bastoni tenuti dietro di lui. Una cerimonia del genere è visibile solo nelle opere d'arte della XIX Dinastia, successiva al regno di Tutankhamon.
Il Dottor Brown ritiene che Tutankhamon ed i suoi consiglieri possano aver intenzionalmente fatto rivivere vecchie credenze incentrate su Osiride come parte di un ritorno alle pratiche tradizionali dopo il periodo di regno di Akhenaton. Ma non tutti gli studiosi ne sono convinti.
L'egittologo Jacobus van Dijk, dell'Università di Groninga, pur concordando sul fatto che i vassoi di argilla nella tomba del re fanciullo avessero uno scopo rituale, li collega all'"incantesimo delle quattro torce", una cerimonia in cui i tedofori circondavano la bara, guidando l'anima attraverso gli inferi prima di spegnere le fiamme nei vassoi.
Fonte:
greekreporte.com
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