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Israele, il santuario di Tel Arad con i due altari con incenso e cannabis (Foto: Museo di Israele, Laura Lachman) |
Gli altari rinvenuti sono in calcare. Il più piccolo è alto 40 centimetri, con i lati di circa 20 centimetri; il più grande ha un'altezza di circa 50 con lati di circa 30 centimetri. Sono stati trovati all'ingresso del Santo dei Santi del santuario. Evidentemente devono aver svolto un ruolo molto importante nelle pratiche del culto locale. I ricercatori hanno identificato anche un materiale organico solidificato conservato sulla superficie dei due altari. Si tratta, per quel che riguarda l'altare più piccolo, di cannabis mescolata con sterco animale per facilitarne la combustione. Sull'altare più grande, invece, sono state riscontrate tracce di incenso mescolato con grasso animale per agevolarne l'evaporazione.
Questi risultati aggiungono nuova luce sulle pratiche di culto nella Giudea biblica, arrivando a suggerire che qui la cannabis era utilizzata deliberatamente come uno psicoattivo per stimolare l'estasi, parte delle cerimonie di culto. Secondo Eran Arie, del Museo di Israele a Gerusalemme, "Questa è la prima volta che è stato identificato l'utilizzo della cannabis nel Vicino Oriente antico. Il suo utilizzo nel santuario deve aver costituito un ruolo centrale nei rituali di culto che vi si svolgevano".
L'incenso era importato dall'Arabia e la sua presenza a Tell Arad indica la partecipazione di Giuda nel commercio dell'Arabia meridionale ancor prima dell'avvento dell'impero assiro. L'incenso è menzionato come parte degli aromi bruciati nel Tempio di Gerusalemme.
Fonte:
popular-archaeology.com
popular-archaeology.com
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