lunedì 17 marzo 2025

Gran Bretagna, un pozzo sacrificale e tantissime ossa...

Mosaico del II o III sec. d.C. raffigurante un cane
(Foto: Bridgeman Images)

Cuccioli morti, potenziali sacrifici umani e un osso di pene di cane dipinto, sepolti in un deposito rituale, un antico pozzo di cava nell'Inghilterra meridionale, rivelano come potevano essere i rituali di fertilità nei primi decenni della conquista romana della Britannia.
La fossa-ossario - il più grande deposito rituale scoperto di questo tipo risalente al periodo della Britannia romana - fornisce agli archeologi indizi sui modi in cui i Britanni conquistati adottarono, o non adottarono, pratiche culturali romane già nel I secolo d.C.
Ad Ewell, città del Surrey a sudovest di Londra, dove è stato rinvenuto l'ossario, c'era un insediamento di epoca romana che conteneva una cava di selce e gesso e gli archeologi hanno intuito che potevano esserci dei resti.
Durante lo scavo dell'area, i ricercatori hanno scoperto un pozzo profondo 4 metri, contenente migliaia di ossa. Lo strato superiore conteneva per lo più resti di diversi tipi di animali che presentavano tracce di consumo umano, probabilmente antichi rifiuti da cucina. Scavando più a fondo, gli archeologi hanno iniziato a trovare sempre più ossa di cani, cavalli, maiali e infine di esseri umani.
Secondo un conteggio parziale, la fossa conteneva circa 11.400 frammenti ossei identificabili, che comprendevano le parti di almeno 21 esseri umani sepolti nel pozzo e almeno 282 singoli animali. Queste ossa sono state depositate all'incirca dal 77 d.C. al 118 d.C. al più tardi, in base ad una combinazione di date trovate sulle monete sepolte con i resti e alle tecniche di datazione al radiocarbonio. si tratta di pochi decenni dopo la prima incursione di Roma in Britannia, avvenuta nel 43 d.C.
Non è chiaro come siano morti questi esseri umani e animali, ma il modo in cui sono stati depositati non sembra simile a quello di altre sepolture. Quasi nessuna delle ossa mostra segni di traumi o altre ovvie cause di morte. Soprattutto i cani sembrano avere tutti ossa sane al momento della morte, il che potrebbe indicare che si trattava di animali domestici piuttosto che di randagi. I ricercatori non escludono la possibilità di sacrifici umani: lo sgozzamento era un metodo di sacrificio comune all'epoca e di solito non lascia segni sulle ossa.
Venti degli individui sono stati sepolti in parti, e ognun apparentemente in gruppi di cinque che comprendevano un neonato, un bambino, un adolescente e due adulti. Le ossa degli adulti erano troppo frammentate per conservare segni chiari che potessero aiutare a stimare la loro età. Ma se uno di questi adulti fosse più anziano, i resti dei gruppi coincidono con le concezioni romane delle diverse fasi della vita.
I cani erano gli animali più comuni tra quelli sepolti, costituendo circa la metà di tutti gli individui animali identificati. Alcuni di questi sono stati addirittura sepolti interi e i resti di un cucciolo sono stati trovati in un vaso di ceramica. La maggior parte dei cani era di piccola taglia, probabilmente i cani da compagnia che i Romani avevano a volte come animali domestici in questo periodo. Il più interessante di questi resti è un singolo osso di pene di cane, che potrebbe essere stato dipinto di rosso con un pigmento d'ocra.
Particolarmente interessanti sono diversi cuccioli e feti di cavallo. A differenza dei cani e degli altri animali domestici trovati nei depositi, che partoriscono durante tutto l'anno, i cavalli partoriscono per lo più solo in primavera. Considerando tutti questi indizi e il fatto che i depositi contenevano anche orzo carbonizzato, una coltura diffusa nella zona, i ricercatori ritengono che qualsiasi cosa sia accaduta qui potrebbe essere legata a un rituale di fertilità primaverile. Il deposito, oltretutto, corrisponde ad uno schema di diversi altri depositi già rinvenuti. Quello di Silchester, ad esempio, che dista solo un cinquantina di chilometri e presenta cani, corvi e un manico di coltello intagliato che raffigura cani che si accoppiano.
E' difficile dire con esattezza chi fosse a compiere il sacrificio, ammesso che sia avvenuto. Ufficialmente i Romani disapprovavano i sacrifici umani e la pratica sarebbe stata controversa sotto il loro dominio. Alcuni scrittori romani ritenevano che fosse già in atto prima della conquista e potrebbero persino averla usata come scusa per conquistare la Britannia. Ma non ci sono molte prove in entrambi i casi, poiché l'isola non ha prodotto documenti scritti fino a dopo la conquista romana.
Le firme biologiche nelle ossa di tre degli esseri umani suggeriscono che uno di loro è cresciuto nelle vicinanze, mentre gli altri sono cresciuti poco lontano. Probabilmente non erano romani.

Fonte:
nationalgeographic.it

Nessun commento:

Turchia, scoperti focolari ed oggetti di 4000 anni fa

Turchia, uno dei vasi di ceramica Karaz (Foto: finestresullarte.info) Gli scavi archeologici condotti a Tadum Kales e Tadum Hoyugu , nel vi...