Turchia, la statua di Hermes ricomposta (Foto: Ministero della cultura e del Turismo - Agenzia Anadolu) |
In Turchia, durante gli scavi dell'antica città di Aspendos, a pochi chilometri da Antalya, è stata rinvenuta nell'ambito del progetto Heritage To The Future del Ministero della Cultura e del Turismo della Turchia una grande statua in marmo raffigurante Hermes, messaggero di Zeus e divinità greca associata al commercio.
La statua è stata rinvenuta in frammenti tra i resti di una fontana monumentale (nymphaion) ed è stata quasi interamente ricomposta con cura.
Inclusa la base, la statua misura 1,65 metri di altezza ed è stata datata tra la fine del II e l'inizio del III secolo d.C., durante il periodo imperiale romano.
La posa della statua è dinamica, con il peso sulla gamba sinistra ed il piede destro in posizione leggermente avanza. La divinità tiene nella mano destra un sacchetto per le monete mentre con la sinistra sorregge il suo caduceo e il mantello. Accanto al piede sinistro è presente un ariete che volge lo sguardo verso Hermes.
Oltre alla statua di Hermes, gli archeologi hanno portato alla luce nella stessa area anche teste associabili alle figure di Afrodite, dea della bellezza, e di Eros, dio dell'Amore, e frammenti di corpi che probabilmente rimandano ad Artemide e Nemesi.
La scoperta di gran parte dei pezzi della scultura è stata effettuata lo scorso anno. Aspendos, importante centro urbano, custodisce un teatro romano perfettamente conservato.
Aspendos è, probabilmente, la città più antica della Panfiliae fondata dai Greci (ma per alcuni dai Troiani in fuga), passò poi sotto la dominazione di Creso, re della Lidia, dei Persiani, di Alessandro Magno, per poi essere conquistata dai Romani, che ne fecero una città prospera attraverso il commercio del sale ricavato da un adiacente lago salato.
La statua è stata rinvenuta in frammenti tra i resti di una fontana monumentale (nymphaion) ed è stata quasi interamente ricomposta con cura.
Inclusa la base, la statua misura 1,65 metri di altezza ed è stata datata tra la fine del II e l'inizio del III secolo d.C., durante il periodo imperiale romano.
La posa della statua è dinamica, con il peso sulla gamba sinistra ed il piede destro in posizione leggermente avanza. La divinità tiene nella mano destra un sacchetto per le monete mentre con la sinistra sorregge il suo caduceo e il mantello. Accanto al piede sinistro è presente un ariete che volge lo sguardo verso Hermes.
Oltre alla statua di Hermes, gli archeologi hanno portato alla luce nella stessa area anche teste associabili alle figure di Afrodite, dea della bellezza, e di Eros, dio dell'Amore, e frammenti di corpi che probabilmente rimandano ad Artemide e Nemesi.
La scoperta di gran parte dei pezzi della scultura è stata effettuata lo scorso anno. Aspendos, importante centro urbano, custodisce un teatro romano perfettamente conservato.
Aspendos è, probabilmente, la città più antica della Panfiliae fondata dai Greci (ma per alcuni dai Troiani in fuga), passò poi sotto la dominazione di Creso, re della Lidia, dei Persiani, di Alessandro Magno, per poi essere conquistata dai Romani, che ne fecero una città prospera attraverso il commercio del sale ricavato da un adiacente lago salato.
Fonti:
finestresullarte.info
abbanews.com
finestresullarte.info
abbanews.com
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