| Castel di Guido, resti della villa imperiale (Foto: archeomedia.net) |
Un'importante villa suburbana di età imperiale, tra le più estese mai attestate, è riemersa durante le indagini archeologiche condotte dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura, restituendo un raffinato contesto di decorazioni pittoriche e musive, oltre ad una statua in marmo bianco.
Le indagini sono state condotte in seguito alla segnalazione di uno scavo abusivo nella tenuta agricola di Castel di Guido, località situata lungo la via Aurelia. In questo contesto si trovavano, un tempo, le residenze imperiali della dinastia antonina.
Gli ambienti rinvenuti sono ben conservati, sono emersi mosaici e intonaci dipinti nonché l'atrio di ingresso della villa con un sontuoso impluvium centrale.
Delle quattro stanze individuate, tre conservano ancora parte del mosaico pavimentale: il primo è a tessere bianche e nere con nove riquadri decorati con motivi geometrici, il secondo reca un motivo ad ottagoni neri su fondo bianco, il terzo presenta rettangoli neri dai lati concavi e convessi. A lato della terza stanza, che conserva solo parzialmente il piano pavimentale, sono stati individuati una vasca ed un altro ambiente non ancora scavato, forse parte di uno spazio adibito ad attività produttive ed agricole.
Tra i reperti emersi figurano una statua frammentaria con rappresentato un personaggio con la barba, probabilmente il dio Silvano, divinità agreste legata al mondo rurale, che trasporta un piccolo animale domestico, forse un vitello o un maialino.
La qualità dei mosaici e degli affreschi ritrovati farebbe pensare ad una residenza romana di alto rango, di proprietà di aristocratici romani o addirittura di membri della famiglia imperiale. Sorge, infatti, nell'area dell'antica proprietà imperiale di Lorium, una stazione di posta al XII miglio della via Aurelia, ricordata dalle fonti anche come sede del palazzo imperiale degli Antonini, particolarmente caro ad Antonino Pio che vi trascorse la sua fanciullezza.
Queste decorazioni pavimentali e parietali si diffondono, inoltre, nelle ville a partire dalla prima metà del I secolo d.C.
Le indagini sono state condotte in seguito alla segnalazione di uno scavo abusivo nella tenuta agricola di Castel di Guido, località situata lungo la via Aurelia. In questo contesto si trovavano, un tempo, le residenze imperiali della dinastia antonina.
Gli ambienti rinvenuti sono ben conservati, sono emersi mosaici e intonaci dipinti nonché l'atrio di ingresso della villa con un sontuoso impluvium centrale.
Delle quattro stanze individuate, tre conservano ancora parte del mosaico pavimentale: il primo è a tessere bianche e nere con nove riquadri decorati con motivi geometrici, il secondo reca un motivo ad ottagoni neri su fondo bianco, il terzo presenta rettangoli neri dai lati concavi e convessi. A lato della terza stanza, che conserva solo parzialmente il piano pavimentale, sono stati individuati una vasca ed un altro ambiente non ancora scavato, forse parte di uno spazio adibito ad attività produttive ed agricole.
Tra i reperti emersi figurano una statua frammentaria con rappresentato un personaggio con la barba, probabilmente il dio Silvano, divinità agreste legata al mondo rurale, che trasporta un piccolo animale domestico, forse un vitello o un maialino.
La qualità dei mosaici e degli affreschi ritrovati farebbe pensare ad una residenza romana di alto rango, di proprietà di aristocratici romani o addirittura di membri della famiglia imperiale. Sorge, infatti, nell'area dell'antica proprietà imperiale di Lorium, una stazione di posta al XII miglio della via Aurelia, ricordata dalle fonti anche come sede del palazzo imperiale degli Antonini, particolarmente caro ad Antonino Pio che vi trascorse la sua fanciullezza.
Queste decorazioni pavimentali e parietali si diffondono, inoltre, nelle ville a partire dalla prima metà del I secolo d.C.
Fonte:
ilgiornaledell'arte.com
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