venerdì 26 giugno 2026

Oderzo, riemerge un'importante basilica paleocristiana

Oderzo, particolare del pavimento musivo della navata
laterale meridionale della  basilica paleocristiana
(Foto: archeomedia.net)

A poca distanza dal Duomo di Oderzo, nell'area della ex Pescheria, sotto il livello della strada sono emersi i resti di una basilica paleocristiana, con una grande aula a tre navate, muri possenti, tombe addossate all'edificio e mosaici policromi dal disegno elaborato.
La parte meglio conservata è la navata laterale meridionale: il muro perimetrale, rinforzato da contrafforti regolari, corre accanto ad un tappeto musivo dai ricchi e coloratissimi stilemi decorativi geometrici e floreali.
La chiesa sorgeva nel primo suburbio sudorientale dell'antica Opitergium, in una zona che conferma quanto la storia urbana di Oderzo non si sia semplicemente interrotta con la fine della città romana classica. L'insediamento era già attivo nel X secolo a.C., si sviluppò nell'Età del Ferro e divenne municipium dalla seconda metà del I secolo a.C.
Si pensa che la chiesa di cui sono stati rinvenuti i resti fosse una basilica costruita alla fine del IV - inizio V secolo d.C. Questa interpretazione è supportata dalla planimetria, dalle sepolture, da alcuni elementi che sembrano riferibili ad un presbiterio e soprattutto dal livello dei mosaici. I confronti inducono gli studiosi a raffronti con Concordia Sagittaria e con Aquileia.
Le prime ad emergere dallo scavo sono state solo alcune tessere bianche e nere. Poi, ampliando l'area di indagine, i mosaici hanno cominciato ad comparire in diverse zone. Sotto l'attuale piano stradale sono emerse murature conservate fino a circa 3 metri di profondità. Alcuni muri arrivato ad 1,20 metri di larghezza in fondazione e mantengono fino a 14 corsi di elevano.
Lesene, contrafforti e articolazione delle murature fanno pensare ad un complesso monumentale molto importante. Assai interessante è anche il modo in cui fu costruita. Nel terreno alluvionale furono infissi pali lignei, sopra i quali vennero impostati muri in laterizio e malta.
Nella navata centrale sono già emersi ampi tratti di pavimento musivo, con ottagoni intrecciati, nodi doppi alternati in rosso e azzurro, motivi a edera, cerchi concentrici e decorazioni dette "a pale di mulino". La navata laterale meridionale è però quella più interessante. Qui emerge un grande ottagono con un motivo a velario al centro ed un nodo di Salomone. Attorno una trama continua di figure geometriche organizza il pavimento in modo tutt'altro che casuale.
La qualità complessiva del mosaico è confermata anche dal ritrovamento di tessere in pasta vitrea, materiali che rimandano ad un apparato decorativo più ricco di quanto una prima occhiata potrebbe suggerire. Tra le strutture emerse figurano alcune basi di pilastrini che potrebbero appartenere alle transenne presbiteriali, cioè agli elementi che separavano lo spazio riservato al clero dall'area dei fedeli.
Accanto alla chiesa sono emersi anche ambienti e depositi legati, con tutta probabilità, alla costruzione o alla decorazione dell'edificio sacro. Sono stati recuperati tessere musive, frammenti di marmo, laterizi, vetri, anfore, metalli ed una piccola fornace.
All'esterno dell'edificio sono state individuate quattro sepolture collocate tra le lesene della struttura. Le condizioni di conservazione delle ossa non sono ideali, saranno le analisi antropologiche, isotopiche e del Dna a chiarire età, sesso, provenienza e caratteristiche biologiche degli individui deposti.

Fonte:
ilgiornaledellarte.com


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