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| Segonico (Ts) l'ascia ricavata da corno di cervo (Foto: ilgiornaledellarte.com) |
Un'ascia in corno, rara in Italia e confrontabile con reperti dell'Europa centrale e settentrionale, è tra le scoperte più importanti degli scavi alla Tina Jama (Sagonico, nel Carso triestino).
Il rinvenimento contribuisce a far luce su uno dei passaggi più delicati della preistoria dell'Adriatico nordorientale, vale a dire la trasformazione delle ultime comunità di cacciatori-raccoglitori mesoliti e l'arrivo, circa 7500 anni fa, dei primi gruppi neolitici.
L'ascia appartiene ad un insieme di manufatti in corno di cervo comprendente anche un oggetto ancora da identificare: un segmento di corno lungo circa 11 centimetri, con una perforazione trasversale ed una longitudinale, forse utilizzato per raddrizzare le aste delle frecce. Sono state ritrovate anche punte di freccia in selce, punte in osso, ornamenti realizzati con conchiglie marine e d'acqua dolce e canini atrofici di cervo forati, utilizzati come pendagli. Su alcuni strumenti sono state, inoltre, individuate tracce di ocra, sostanze adesive conservate su strumenti in selce e il dente di un bambino.
Eccezionale è soprattutto la conservazione della sequenza stratigrafica del luogo: i livelli mesolitici si trovano sotto quelli riferibili ai primi gruppi neolitici. Gli archeologi hanno rinvenuto anche i resti di un accampamento organizzato intorno ad un focolare, nella parte più riparata della grotta e delimitato da una struttura di pietre e blocchi.
La quarta campagna di scavo a Tina Jama è condotta sotto la direzione di Federico Bernardini, del Venice Centre for Digital and Public Humanities e del Centro Studi Archeologia Venezia dell'Università Ca' Foscari, in collaborazione con l'Institute of Archaeology dello ZRC SAZU.
Il rinvenimento contribuisce a far luce su uno dei passaggi più delicati della preistoria dell'Adriatico nordorientale, vale a dire la trasformazione delle ultime comunità di cacciatori-raccoglitori mesoliti e l'arrivo, circa 7500 anni fa, dei primi gruppi neolitici.
L'ascia appartiene ad un insieme di manufatti in corno di cervo comprendente anche un oggetto ancora da identificare: un segmento di corno lungo circa 11 centimetri, con una perforazione trasversale ed una longitudinale, forse utilizzato per raddrizzare le aste delle frecce. Sono state ritrovate anche punte di freccia in selce, punte in osso, ornamenti realizzati con conchiglie marine e d'acqua dolce e canini atrofici di cervo forati, utilizzati come pendagli. Su alcuni strumenti sono state, inoltre, individuate tracce di ocra, sostanze adesive conservate su strumenti in selce e il dente di un bambino.
Eccezionale è soprattutto la conservazione della sequenza stratigrafica del luogo: i livelli mesolitici si trovano sotto quelli riferibili ai primi gruppi neolitici. Gli archeologi hanno rinvenuto anche i resti di un accampamento organizzato intorno ad un focolare, nella parte più riparata della grotta e delimitato da una struttura di pietre e blocchi.
La quarta campagna di scavo a Tina Jama è condotta sotto la direzione di Federico Bernardini, del Venice Centre for Digital and Public Humanities e del Centro Studi Archeologia Venezia dell'Università Ca' Foscari, in collaborazione con l'Institute of Archaeology dello ZRC SAZU.
Fonte:
ilgiornaledellarte.com
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