| Egitto, la scoperta dei resti del tempio del faraone Apries (Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità) |
Una missione archeologica congiunta egiziano-cinese, coordinata dal Consiglio Supremo delle Antichità, dall'Università di Pechino e dall'Istituto di Patrimonio Culturale e Archeologia dello Shandong, ha portato alla luce un edificio costruito in calcare a Mit Rahina, nel governatorato di Giza. L'elemento scoperto è ritenuto parte dei resti del tempio del faraone Apries, figlio di Psammetico II, sovrano della XXVI Dinastia, già oggetto di precedenti campagne di scavo presso il sito di Tel Aziz, nella parte orientale della zona.
Secondo quanto dichiarato da Sharif Fathi, Ministro del Turismo e delle Antichità, il ritrovamento rappresenta un contributo importante alle ricerche archeologiche in corso a Mit Rahina, permettendo di approfondire la conoscenza di uno dei principali siti collegati alla storia antica della città.
Lo scavo ha, inoltre, permesso di individuare cinque sfingi acefale, blocchi e lastre di pietra incisi con geroglifici dedicati al dio Ptah e cartigli di Apries, oltre ad una varietà di reperti come vasi in terracotta e vetro e monete di rame.
La città di Menfi, situata alla confluenza tra il Nilo ed il suo delta, tra il deserto orientale e quello occidentale, rappresenta una delle capitali più antiche dell'Egitto, centro di attività amministrative, economiche e religiose per quasi tremila anni.
Hisham El-Leithy, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ha spiegato che questa scoperta contribuisce notevolmente ad una migliore comprensione della pianificazione urbana dell'antica città di Menfi, nonché delle sue pratiche religiose durante il periodo che va dalla XXVI Dinastia ai giorni nostri, dal Periodo Tardo all'epoca greco-romana. Ha aggiunto che gli studi iniziali condotti sui resti indicano che la parte meridionale di Tell Aziz faceva parte del cuore di Menfi e che il tempio rimase in uso fino all'epoca romana.
Secondo quanto dichiarato da Sharif Fathi, Ministro del Turismo e delle Antichità, il ritrovamento rappresenta un contributo importante alle ricerche archeologiche in corso a Mit Rahina, permettendo di approfondire la conoscenza di uno dei principali siti collegati alla storia antica della città.
Lo scavo ha, inoltre, permesso di individuare cinque sfingi acefale, blocchi e lastre di pietra incisi con geroglifici dedicati al dio Ptah e cartigli di Apries, oltre ad una varietà di reperti come vasi in terracotta e vetro e monete di rame.
La città di Menfi, situata alla confluenza tra il Nilo ed il suo delta, tra il deserto orientale e quello occidentale, rappresenta una delle capitali più antiche dell'Egitto, centro di attività amministrative, economiche e religiose per quasi tremila anni.
Hisham El-Leithy, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ha spiegato che questa scoperta contribuisce notevolmente ad una migliore comprensione della pianificazione urbana dell'antica città di Menfi, nonché delle sue pratiche religiose durante il periodo che va dalla XXVI Dinastia ai giorni nostri, dal Periodo Tardo all'epoca greco-romana. Ha aggiunto che gli studi iniziali condotti sui resti indicano che la parte meridionale di Tell Aziz faceva parte del cuore di Menfi e che il tempio rimase in uso fino all'epoca romana.
Fonti:
finestresullarte.info
ansa.it
finestresullarte.info
ansa.it
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