domenica 8 marzo 2026

Un contratto matrimoniale nell'Egitto romano: Chaeremonis e Dionysapollodorus

Egitto, gli sposi Tjay e Naya (1550-1295 a.C.)
(Foto: Tiziana Giuliani)

Il matrimonio, in Egitto, era un accordo privato, solitamente monogamico, basato sul reciproco consenso. Non veniva celebrato ricorrendo a cerimonie ufficiali o alla presenza di autorità religiose o civili. La festa di matrimonio era molto semplice e privata. 
La sposa era accompagnata, in corteo, a casa del suo sposo. Il contratto di matrimonio, perché di tale trattasi, era stipulato dai rispettivi padri, dal momento che nell'antico Egitto la donna era tutelata e godeva di notevoli diritto tra i quali, dal carattere estremamente moderno, quelli di gestire il suo patrimonio, di divorziare e di disporre il proprio testamento.
Gli archeologi sono in possesso di un documento prezioso, a questo proposito: il contratto di matrimonio di Chaeremonis e Dionysapollodorus, due sposi del periodo romano entrambi originari di Ossirinco.
Dal testo sembra che i due giovani, al momento della redazione del contratto matrimoniale, convivessero. Si sa per certo, comunque, che tra il 157 ed il 158 d.C. i rispettivi genitori si sono incontrati e che il padre della sposa ha redatto su papiro il contratto di matrimonio, stipulato in greco e contenente le condizioni e l'elenco degli oggetti che la giovane Chaeremonis avrebbe ricevuto in dote.
Nell'antico Egitto la dote era l'insieme dei beni che il padre della sposa donava a sua figlia per affrontare la nuova vita. Questi beni venivano messi a disposizione della nuova famiglia della sposa, anche se la sposa ne restava la esclusiva proprietaria.
Ossirinco, patria dei due sposi, si trovava nel XIX nomo dell'Alto Egitto. Da qui proviene un'enorme collezione di documenti e testi su papiro di epoca greco-romana, rinvenuti tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo in un'antica discarica. Le particolari condizioni climatiche ed ambientali della zona, l'assenza di inondazioni, il clima secco e ventoso, hanno permesso la straordinaria conservazione dei papiri che sono un tesoro prezioso di informazioni. Si tratta di documenti pubblici e privati, editti, registri, inventari, atti di compravendita, lettere, contratti di varia natura, opere letterarie redatti in greco e latino tra il I ed il VI secolo d.C.
Il papiro contenente il contratto matrimoniale di Chaeremonis e Dionysapollodorus, quantunque piuttosto lacunoso, informa i moderni studiosi sulle pratiche matrimoniali nell'Egitto romano al tempo dell'imperatore Antonino Pio.
Il testo conserva i dettagli della dote fornita a Chaeremonis dai suoi genitori: gioielli in oro e argento, un mantello, vesti, una statuetta di Afrodite, vari oggetti per la casa, uno specchio ed un cofanetto ligneo per unguenti. Si tratta di oggetti di utilità giornaliera ma anche di simboli di sicurezza, prestigio, fertilità e cura personale. Nel prezioso documento vengono menzionati anche beni immobili: un cortile ed un vigneto destinati alla vita comune della coppia oltre alla casa familiare ed un terreno che la sposa erediterà alla morte dei genitori.
Il contratto matrimoniale ha clausole molto precise e rigorose: il marito non poteva ipotecare, vendere o trarre profitto dai beni della sposa senza il consenso di quest'ultima, segno di una partecipazione giuridica femminile all'interno del matrimonio. Inoltre, in caso di separazione senza figli, la dote sarebbe stata restituita immediatamente a Chaeremonis, a salvaguardia del patrimonio familiare. Una clausola che indica quanto i beni femminili fossero fondamentali per proteggere la stabilità economica della donna.
Il contratto di matrimonio tra Chaeremonis e Dionysapollodorus è conservato presso la Oxford University, Papyrology Rooms, Art, Archaeology and Ancient World Library dalla Egypt Exploration Society. Nello stesso luogo si trovano conservati la maggior parte dei papiri trovati ad Ossirinco.

Fonte:
mediterraneoantico.it

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