mercoledì 24 giugno 2026

Torre del Greco, presentate le meraviglie appena scoperte a Villa Sora

Torre del Greco, i resti di Villa Sora (Foto: archeomedia.net)

A Torre del Greco sono stati presentati i risultati delle indagini 2025-2026 a Villa Sora, vale a dire affreschi con ittiocentauro alato, capitelli, cistae plumbee ed un cantiere che era in piena attività al momento dell'eruzione del 79 d.C.
Villa Sora era un complesso di età tardorepubblicana e primo imperiale, affacciato sul Golfo di Napoli, a Torre del Greco. Si tratta di una tra le più sontuose ville di otium di rango senatorio ed imperiale sorte lungo la costa campana.
Venne edificata intorno alla metà del I secolo a.C. e fu oggetto di successivirifacimenti. Si sviluppava lungo la linea di costa con un impianto scenografico articolato su terrazze digradanti verso il mare, per un'estensione stimata di circa 150 metri lungo il litorale.
Le indagini condotte tra il 2025 ed il 2026 sono le prime indagini sistematiche condotte sul sito dopo oltre trent'anni ed hanno preso avvio dalla necessità di messa in sicurezza del fronte nord-est del settore già scavato a cielo aperto tra gli anni '80 e '90, cogliendo nel contempo l'opportunità di ampliare le conoscenze del complesso.
L'intervento si è concentrato sull'ambiente 22, di circa 10 mq ma di eccezionale qualità decorativa, già parzialmente visibile attraverso un cunicolo. I numerosi frammenti di intonaco affrescato di pareti e soffitto attestano un programma decorativo di grande raffinatezza ricondotto al 50 d.C. Le pareti su fondo nero, scandite da fasce in cinabro, presentano il motivo del candelabro metallico in oro animato da aironi. Il soffitto a fondo chiaro era ornato da ghirlande, fregi e figure mitologiche, tra le quali grifi inseriti in un ricco repertorio ornamentale.
Tra i ritrovamenti più eccezionali, i frammenti del soffitto ricompongono la figura di un ittiocentauro alato, una raffigurazione di eccezionale unicità iconografica, trattata non come ornamento accessorio ma come figura protagonisca, ricca di chiaroscuri e lumeggiature, in una posa dinamica e plastica di significativo impatto scenico.
All'interno l'ambiente ospitava tre cistae plumbee finemente decorate, insieme ad elementi architettonici in marmo bianco di elevata qualità. Tra questi ultimi spicca il capitello corinzieggiante con motivo liriforme, rinvenuto in stato di conservazione sorprendente, eseguito interamente a scalpello. La presenza di ulteriori frammenti marmorei e la qualità della lavoraione indicano uno stoccaggio intenzionale di elementi destinati a lavori edilizi in corso: la villa era in pieno cantiere al momento dell'eruzione del 79 d.C.

Fonte:
archeomedia.net


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