sabato 11 luglio 2026

Ercolano, torna visitabile la Casa del Mobilio Bruciato

Ercolano, la casa del mobilio carbonizzato
(Foto: archeomedia.net)

E' tornata visitabile una delle domus più suggestive del Parco Archeologico di Pompei, restituita alla città grazie ad un complesso progetto di restauro.
Per quasi trent'anni la domus è stata chiusa ai visitatori, si tratta della Casa del Mobilio Carbonizzato, che ha restituito ad Ercolano uno dei suoi ambienti più intimi e toccanti.
Il nome di questa domus è dovuto al ritrovamento di un tavolino e di un letto con alta spalliera, che conservano ancora tracce di tessuto ed i resti della rete di corda a cui erano agganciate le doghe di legno. Si tratta di oggetti di vita quotidiana, sorpresi dall'eruzione e custoditi dal tempo, riportati alla luce tra il 1932 ed il 1933, durante la grande stagione di scavi condotta da Amedeo Maiuri, il grande archeologo che più di ogni altro ha restituito al mondo il volto dell'antica Ercolano.
La casa si affaccia sul cardo IV ed ha una superficie di 215 metri quadrati. L'atrio è senza impluvium, decorato con pitture in terzo stile, delle quali rimangono scarse tracce, mentre sono più visibili le decorazioni in gesso ed una serie di colonne poste lungo il perimetro superiore, che avevano la funzione di arieggiare ed illuminare l'ambiente.
L'impianto domestico di questa domus si è straordinariamente conservato: gli ambienti si dispongono intorno all'atrio ed al giardino sul fondo, dove un piccolo larario a forma di tempietto accoglieva le devozioni della famiglia. Al piano superiore, un loggiato con colonne che si affacciava sull'atrio già dalla prima fase costruttiva della casa.
Tra gli ambienti più preziosi, il triclinio, a destra dell'ingresso, conserva un pavimento a mosaico con un raffinato emblema marmoreo e decorazioni con nature morte. Il tablinio custodisce, a sua volta, un mosaico con inserto marmoreo e tracce dell'antico soffitto affrescato. E proprio sul fondo della casa, nel cosiddetto oecus Cyzicenus, aperto da una grande finestra sul giardino, vennero ritrovati gli arredi carbonizzati che hanno dato il nome a questa domus: un tavolino ed un letto.
La riapertura della Casa del Mobilio Carbonizzato è il frutto di un percorso di restauro avviato più di dieci anni fa, quando furono eseguite le prime opere urgenti di ricostruzione delle coperture e di messa in sicurezza delle superfici decorate. Gli interventi più recenti hanno dato priorità ad alcune criticità rimaste irisolte, come la ricostruzione di alcuni solai lignei, la sostituzione di architravi compromessi, il consolidamento ed il restauro completo delle colonne che affacciano nell'atrio collocate al primo piano, sopra la copertura del tablinio.

Fonte:
Parco Archeologico di Ercolano
Wikipedia

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