| Aspendos, volto della statua di Asclepio (Foto: Ministero turco della Cultura e del Turismo) |
Una nuova scoperta archeologica ad Aspendos, in Turchia meridionale, aggiunge un importante tassello alla conoscenza della vita religiosa e sociale della città in epoca romana. Gli archeologi hanno portato alla luce un gruppo scultoreo in marmo dedicato ad Asclepio, il dio greco della medicina e della guarigione, raffigurato insieme al figlio Telesforo, personaggio associato alla salute ed alla convalescenza. Il reperto è stato datato dagli archeologi all'ultimo quarto del II secolo d.C.
La statua, alta 2,2 metri, restituisce l'immagine di una divinità dall'aspetto solenne. La parte superiore del corpo è per lo più scoperta, mentre l'himation, il tradizionale mantello greco, è appoggiato sulla spalla sinistra. Il tessuto scende lungo il corpo formando ricche pieghe intorno alla vita ed alle gambe, secondo una resa che sottolinea la maestria degli scultori antichi.
Ai piedi della divinità compare Telesforo, rappresentato in dimensioni molto più ridotte rispetto ad Asclepio. La figura, dall'aspetto infantile, è immediatamente riconoscibile per il lungo abito con cappuccio che ne avvolge completamente il corpo.
E' molto importante il fatto che entrambe le figure siano sopravvissute insieme e in gran parte intatte. Asclepio e Telesforo vengono spesso rinvenuti separatamente, danneggiati o del tutto assenti dai reperti archeologici, il che costringe gli studiosi a ricostruire gli studiosi a ricostruire la coppia sulla base dei frammenti e fonti scritte. Il fatto di avere entrambe le figure in un unico gruppo sostanzialmente completo offre ai ricerchi qualcosa di ancora più raro: l'opportunità di studiare l'intero arco simbolico delle antiche credenze sulla guarigione esattamente come lo avrebbe visto un pubblico dell'antichità.
Significativo è anche il luogo del ritrovamento. Il gruppo scultoreo è stato rinvenuto tra i resti della Porta Monumentale collegata alla Piazza Orientale di Aspendos. La posizione suggerisce che la scultura non fosse destinata ad un ambiente privato, ma fosse esposta in uno spazio pubblico di particolare importanza, probabilmente legato alla vita cerimoniale della città.
Il gruppo di Asclepio e Telesforo si inserisce, dunque, nel più ampio panorama della religiosità dell'Aspendos romana e mostra come tradizioni greche legate alla medicina continuassero a trovare spazio nella società dell'epoca. Il ritrovamento, oltre al valore artistico delle sculture rappresenta, quindi, una valida testimonianza della vita quotidiana, delle credenze e delle pratiche sociali di una delle maggiori città dell'antica Anatolia.
La statua, alta 2,2 metri, restituisce l'immagine di una divinità dall'aspetto solenne. La parte superiore del corpo è per lo più scoperta, mentre l'himation, il tradizionale mantello greco, è appoggiato sulla spalla sinistra. Il tessuto scende lungo il corpo formando ricche pieghe intorno alla vita ed alle gambe, secondo una resa che sottolinea la maestria degli scultori antichi.
Ai piedi della divinità compare Telesforo, rappresentato in dimensioni molto più ridotte rispetto ad Asclepio. La figura, dall'aspetto infantile, è immediatamente riconoscibile per il lungo abito con cappuccio che ne avvolge completamente il corpo.
E' molto importante il fatto che entrambe le figure siano sopravvissute insieme e in gran parte intatte. Asclepio e Telesforo vengono spesso rinvenuti separatamente, danneggiati o del tutto assenti dai reperti archeologici, il che costringe gli studiosi a ricostruire gli studiosi a ricostruire la coppia sulla base dei frammenti e fonti scritte. Il fatto di avere entrambe le figure in un unico gruppo sostanzialmente completo offre ai ricerchi qualcosa di ancora più raro: l'opportunità di studiare l'intero arco simbolico delle antiche credenze sulla guarigione esattamente come lo avrebbe visto un pubblico dell'antichità.
Significativo è anche il luogo del ritrovamento. Il gruppo scultoreo è stato rinvenuto tra i resti della Porta Monumentale collegata alla Piazza Orientale di Aspendos. La posizione suggerisce che la scultura non fosse destinata ad un ambiente privato, ma fosse esposta in uno spazio pubblico di particolare importanza, probabilmente legato alla vita cerimoniale della città.
Il gruppo di Asclepio e Telesforo si inserisce, dunque, nel più ampio panorama della religiosità dell'Aspendos romana e mostra come tradizioni greche legate alla medicina continuassero a trovare spazio nella società dell'epoca. Il ritrovamento, oltre al valore artistico delle sculture rappresenta, quindi, una valida testimonianza della vita quotidiana, delle credenze e delle pratiche sociali di una delle maggiori città dell'antica Anatolia.
Fonte:
ilgiornaledellarte.com
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