Uno statere di Aspendos (Foto: Wikipedia) |
Potrebbero essere quelli di un lottatore di oltre 2400 anni fa i resti che sono stati riesumati ad Aspendos, antica città della Panfilia, nell'odierna Turchia meridionale.
Un'équipe di archeologi ha individuato uno scheletro all'interno di un sarcofago formato da lastre di pietra, in una necropoli finora poco conosciuta, situata fuori dall'abitato. La sepoltura è stata datata, con ogni probabilità, tra il 475 ed il 300 a.C.
A rendere particolarmente interessante la scoperta sono alcuni oggetti deposti nella tomba, tra i quali alcune monete d'argento, i cosiddetti stateri di Aspendos. Su una delle facce è raffigurata una coppia di lottatori nudi impegnati nel combattimento, immagine che compare molto frequentemente nella monetazione della città. Secondo Mehmet Nuri Ersoy, il ministro turco della Cultura e del Turismo, la presenza di queste monete e degli altri reperti potrebbe indicare che la persona sepolta avesse un legame con lo sport, forse addirittura che fosse un lottatore professionista. Per il momento non esistono, però, prove definitive che consentano di identificare lo scheletro con un atleta.
Aspendos, fondata da coloni greci e sviluppatasi come importante centro commerciale, era dotata di strutture destinate all'attività fisica e alle competizioni. In epoca romana disponeva, inoltre, di un grande stadio, capace di accogliere migliaia di spettatori per gare di corsa, lancio del giavellotto e combattimenti.
Gli stateri con i due lottatori furono coniati per un periodo molto lungo e testimoniano quanto questa disciplina permeasse la stessa identità civica della città. Non si tratta, quindi, solo di un dettaglio decorativo: la ripetizione del motivo nella monetazione suggerisce l'importanza attribuita allo sport nella società locale.
La necropoli orientale, in cui è stata individuata la sepoltura, si trova lungo un'antica strada che dalla zona delle mura conduceva verso il teatro. La scoperta è significativa anche perché il periodo "classico" di Aspendos è ancora relativamente poco documentato dal punto di vista archeologico.
Un'équipe di archeologi ha individuato uno scheletro all'interno di un sarcofago formato da lastre di pietra, in una necropoli finora poco conosciuta, situata fuori dall'abitato. La sepoltura è stata datata, con ogni probabilità, tra il 475 ed il 300 a.C.
A rendere particolarmente interessante la scoperta sono alcuni oggetti deposti nella tomba, tra i quali alcune monete d'argento, i cosiddetti stateri di Aspendos. Su una delle facce è raffigurata una coppia di lottatori nudi impegnati nel combattimento, immagine che compare molto frequentemente nella monetazione della città. Secondo Mehmet Nuri Ersoy, il ministro turco della Cultura e del Turismo, la presenza di queste monete e degli altri reperti potrebbe indicare che la persona sepolta avesse un legame con lo sport, forse addirittura che fosse un lottatore professionista. Per il momento non esistono, però, prove definitive che consentano di identificare lo scheletro con un atleta.
Aspendos, fondata da coloni greci e sviluppatasi come importante centro commerciale, era dotata di strutture destinate all'attività fisica e alle competizioni. In epoca romana disponeva, inoltre, di un grande stadio, capace di accogliere migliaia di spettatori per gare di corsa, lancio del giavellotto e combattimenti.
Gli stateri con i due lottatori furono coniati per un periodo molto lungo e testimoniano quanto questa disciplina permeasse la stessa identità civica della città. Non si tratta, quindi, solo di un dettaglio decorativo: la ripetizione del motivo nella monetazione suggerisce l'importanza attribuita allo sport nella società locale.
La necropoli orientale, in cui è stata individuata la sepoltura, si trova lungo un'antica strada che dalla zona delle mura conduceva verso il teatro. La scoperta è significativa anche perché il periodo "classico" di Aspendos è ancora relativamente poco documentato dal punto di vista archeologico.
Fonte:
ilgiornaledellarte.com
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