sabato 22 agosto 2026

Egitto, scoperte nuove tombe nell'oasi di Bahariya

Egitto, veduta degli scavi a Bahariya
(Foto: ilgiornaledellarte.com)

Una missione egiziana ha portato alla luce tre tombe nel sito di Sheikh Sobi, nell'oasi di Bahariya, nel deserto occidentale del Paese. Le sepolture appartengono a periodi differenti e contengono mummie, sarcofagi e altri reperti che potrebbero contribuire a ricostruire aspetti della vita e delle pratiche funerarie della comunità che abitò la regione.
La missione archeologica è guidata da Sabri Farag, direttore generale delle antichità dell'oasi di Bahariya.
Il sito di Sheikh Sobi ospita numerose tombe appartenenti a sovrani e sacerdoti del periodo tardo della civiltà faraonica. Le nuove sepolture aggiungono ulteriori elementi ad un quadro archeologico già ricco e mostrano come l'area si stata utilizzata per scopi funerari anche in epoche successive. La prima delle tre tombe rinvenute risale al Periodo Tardo e presenta un pozzo quadrato profondo circa tre metri, da cui si accede a due camere funerarie. Nella camera occidentale, una piccola stanza rettangolare, gli archeologi hanno trovato un sarcofago in pietra calcarea collocato direttamente sul pavimento. All'interno si trovava una mummia avvolta in bende di lino. Secondo Farag, la disposizione del sarcofago è coerente con le caratteristiche di altre tombe del sito datate alla XXVI Dinastia, una fase della storia egiziana compresa tra il VII ed il VI secolo a.C.
Sul lato settentrionale del pozzo si trova una seconda camera, più grande e anch'essa di forma rettangolare. Gli archeologi ritengono che possa essere stata destinata alla sepoltura di altri membri della stessa famiglia, suggerendo l'esistenza di un complesso funerario condiviso.
Le altre due tombe appartengono invece all'epoca romana. Una presenta una struttura a pozzo con caratteristiche riconducibili ad un modello a scala: un ingresso conduce ad un piccolo ambiente, inserito all'interno di una struttura rettangolare. In base alle evidenze archeologiche raccolte durante gli scavi, gli studiosi ritengono che questa tomba non sia mai stata effettivamente utilizzata per le sepolture. L'assenza di decorazioni e le caratteristiche architettoniche hanno portato a collocarla in epoca romana. Anche questa sepoltura potrà offrire informazioni sulla continuità delle tradizioni funerarie dell'oasi in un periodo profondamente diverso da quello faraonico.
La terza tomba presenta una struttura più articolata. E' costituita da un pozzo rettangolare con, con un ingresso nella parte inferiore che conduce ad una piccola camera priva di copertura. Secondo gli archeologi, questo ambiente potrebbe essere stato utilizzato durante il rito funerario per accogliere temporaneamente la mummia prima del suo trasferimento nella collocazione definitiva, all'interno di una delle camere della tomba. La camera conduce ad altri due ambienti. Il primo, sul lato meridionale, conteneva frammenti di un sarcofago in terracotta. Il secondo, collocato sul lato orientale, conservava, invece, un sarcofago in pietra calcarea, del quale mancavano alcune parti del coperchio.
Interessante è la presenza di quattro piccoli ingressi disposti sui lati est, nord ed ovest del pozzo. Gli scavi condotti presso l'ingresso orientale hanno permesso di individuare una sepoltura laterale. Al suo interno è stato trovato un sarcofago cilindrico in terracotta, frammentato in diversi pezzi. Il coperchio presenta una raffigurazione di un volto umano dai tratti ben definiti, un elemento che aggiunge particolare interesse alla scoperta e fornisce ulteriori informazioni sulle pratiche funerarie dell'epoca.
Particolarmente interessante è il carattere artistico dei reperti provenienti da Bahariya. L'egittologo Hassan Selim sottolinea come gli artisti locali non seguissero sempre in modo rigoroso i modelli tradizionali dell'arte egizia. Le precedenti missioni archeologiche avevano individuato nelle tombe raffigurazioni di persone facoltose rappresentate come sacerdoti, mentre le iscrizioni hanno restituito informazioni sulla vita quotidiana e sulle divinità venerate nella regione.
Tra i reperti recuperati figura una variegata raccolta di vasi in ceramica, piccole bottiglie e piatti di forme e dimensioni differenti. Sono state rinvenute diverse tavolette votive in calcare e arenaria, insieme a numerose piccole statuette votive realizzate in terracotta cotta. Tra queste sono presenti statuette raffiguranti figure materne e altre caratterizzate da forme animali rielaborate.
Il complesso archeologico di Sheikh Subi, considerato uno dei siti più importanti dell'oasi, comprende anche il tempio Bawiti, costruito durante la XXVI Dinastia dal governatore dell'oasi di Bahariya, Djed Khonsu-Iuf-Ankh, in onore del re Ahmose II.
Già nel giugno scorso, sempre a Bahariya, erano stati individuati nuovi elementi architettonici del tempio dell'Antico Qasr, tra cui una camera in arenaria e blocchi iscritti con il nome e i titoli del faraone Psamtik I.

Fonti:
ilgiornaledellarte.com
finestresullarte.com

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