venerdì 2 maggio 2014

Sorprese dagli scavi di Angamuco

I sonagli di rame e bronzo scoperti ad Angamuco
(Foto: Colorado State University)
Più di sette anni di lavori sul campo, in Messico, da parte degli archeologi dell'Università di Stato del Colorado sono stati coronati da un importante successo: il ritrovamento di alcuni sonagli di rame e bronzo all'interno di un antico cimitero di Angamuco, una città preispanica situata nello stato messicano di Michoacan collegata all'antica cultura Purepecha del Messico Occidentale.
Gli archeologi, guidati dal Professor Chris Fischer, antropologo, hanno riportato alla luce anche i resti scheletrici di 37 persone e molte sepolture parziali di individui di entrambi i sessi e di tutte le età. La scoperta di questo cimitero antico è una lente per studiare meglio i cambiamenti nello stato di salute e di benessere durante un periodo di tempo associato alla formazione dell'impero Purepecha.
Gli scavi nell'antica città di Angamuco (Foto: Legace of Resilience)
Recipienti di ceramica, il sonaglio di rame e bronzo e gli altri reperti ritrovati nella necropoli Purepecha permetto di datare il luogo di sepoltura al 1000-1520 d.C., un periodo di riorganizzazione e cambiamento sociale all'apice del periodo post classico della cultura Purepecha. L'importante ritrovamento archeologico ha permesso di raccogliere nuove informazioni sulle pratiche funerarie di quest'antica cultura.
Le sepolture sono state rinvenute all'interno di una grande piazza dominata da una tradizionale struttura piramidale Purepecha. La maggior parte delle deposizioni ritrovate erano incomplete, in quanto gli scheletri erano stati in parte cremati per poi essere collocati in piccole tombe o in pozzi. Gli studiosi hanno potuto rilevare, su quanto rimaneva delle ossa, le tracce di patologie espositive e indicatori di stress coerenti con la stratificazione sociale e i cambiamenti ambientali.
La cultura Purepecha era contemporanea e rivale di quella Azteca del Messico centrale. I Purepecha erano considerati eccellenti fabbri ed hanno creato tra le imbarcazioni più belle del Messico. L'impero Purepecha, come quello Azteco, fu spazzato via dall'avvento degli Europei, dopo il 1500. L'antica città Purepecha di Angamuco, alla quale apparteneva il cimitero appena ritrovato, si estendeva su più di 12 chilometri quadrati e si trova ad un'altezza di 7.000 metri sul livello del mare.

Età del Ferro in Inghilterra

Resti umani dell'Età del Ferro ritrovati in Gloucestershire
(Foto: BBC)
Resti umani risalenti all'Età del Ferro sono stati ritrovati dopo alcuni scavi archeologici nel Gloucestershire. Lo scheletro è stato trovato in una riserva naturale alla periferia di Bourton-on-the-Water, vicino Salmonsbury Camp, un'antica fortezza.
Con lo scheletro sono stati ritrovati quelli che sembrano essere una serie di pozzi utilizzati, forse, come depositi per il grano

Ritrovati depositi di fondazione in Egitto

(Foto: Afifi Rohim Afifi e Glen Dash)
Quattro depositi di manufatti, forse sepolti in modo rituale prima della costruzione di una sepoltura, sono stati scoperti nella Valle dei Re, in Egitto. I depositi di fondazione contengono un insieme di reperti, tra i quali la testa di una mucca, un vaso dipinto ed altri reperti conservati da più di tremila anni.
Nella Valle dei Re vennero anticamente sepolti i faraoni del Nuovo Regno (1550-1070 a.C.). La scoperta è stata fatta nella parte occidentale della Valle, in una zona chiamata Valle delle Scimmie, dal nome di un dipinto, raffigurante delle scimmie, scoperto in una delle sepolture che qui si trovano.
I depositi di fondazione sono solitamente associati ad una vicina sepoltura. Sul luogo lavorano archeologi egiziani e inglesi, tra il quali Glen Dash, che ha guidato una squadra esplorativa che ha perlustrato la valle con il radar. La spedizione attuale, guidata da Zahi Hawass, è la più grande dai tempi di Howard Carter. Ci vorranno diversi anni per analizzare e pubblicare quanto è stato ritrovato. Sono state identificate molte nuove iscrizioni e ritrovate le fondazioni delle case degli operai che qui hanno lavorato. Sono stati raccolti diversi ostraka, i quali sono stati, in seguito, accuratamente registrati.
Nei depositi di fondazione associati alle tombe si trovano solitamente le miniature di templi e navi, deposti come offerte assieme al cibo (teste ed arti di vitello, solitamente). Sono pochi i depositi di fondazione ritrovati nella valle dei re e di quei pochi ritrovati quasi nessuno è intatto. I ricercatori sospettano che nei pressi dei depositi appena scoperti vi sia una tomba che, però, al momento sembra negarsi agli sforzi degli archeologi. Probabilmente la tomba è incompleta e se così fosse si tratterebbe, chissà, della sepoltura di Amenhotep IV/Akhenaton o di un suo familiare. Se si trattasse di Amenhotep IV, egli deve aver iniziato la costruzione della sepoltura prima di trasferire la capitale del suo regno ad Amarna e l'ha, forse, abbandonata proprio a causa di questo trasferimento. I depositi di fondazione furono, forse, stabiliti prima che il sito venisse abbandonato. In seguito sono stati ricoperti da un ulteriore livello di riempimento per livellare l'area e costruire alloggi per gli operai, finendo per essere definitivamente occultati.

domenica 27 aprile 2014

Il Cristo di Ossirinco

Il dipinto del giovane benedicente ritrovato ad
Ossirinco (Foto: Societat Catalana d'Egiptologia)
Una squadra di archeologi catalani, tornati nell'antica città di Ossirinco, hanno dissepolto una struttura sotterranea con sepolture che risalgono al VI-VII secolo d.C.. Queste sepolture sono decorate con immagini di un gruppo che aderiva al cristianesimo primitivo d'Egitto, una di queste immagini potrebbe essere la prima rappresentazione mai ritrovata di Gesù.
Il capo della spedizione iberica, Josep Padrò, ha trascorso oltre venti anni a scavare in questa zona ed ha descritto come "eccezionale" il ritrovamento avvenuto in questi giorni. Le sepolture apparterrebbero ad uno scriba e alla sua famiglia di sacerdoti. Anche le autorità egiziane si sono dimostrate sorprese dal ritrovamento ed hanno affermato di voler presto predisporre un piano per lo sviluppo del sito archeologico.
Il Professor Padrò ha descritto la struttura in pietra ritrovata nel sottosuolo come eccezionalmente ben conservata anche se ne è sconosciuta la destinazione. Sono state rimosse ben 45 tonnellate di roccia per ritrovare questi tesori nascosti, un'impresa che ha richiesto la presenza di un architetto e di un ingegnere. Sulle pareti della stanza sepolta gli archeologi hanno ritrovato ben cinque o sei strati di pittura, l'ultimo dei quali risaliva al periodo copto, quando si cominciavano a formare le prime comunità cristiane d'Egitto. Tra i motivi vegetali e le iscrizioni è emersa la figura di un giovane dai capelli ricci, vestito con una corta tunica, la mano sollevata in un gesto che sembra essere una benedizione. Il Professor Padrò ritiene si tratti di una delle prime raffigurazioni del Cristo.
Attualmente la figura dipinta è stata accuratamente protetta, mentre gli archeologi cominciano a tradurre le iscrizioni che la circondano e a scavare un'altra struttura non ben identificata, connessa alle tombe appena ritrovate attraverso una serie di passaggi piuttosto mal conservati.

Cahokia, la più antica città del Nord America

L'insediamento precolombiano di Cahokia, la più grande
città del Nord America (dipinto di Lloyd K. Townsend - Foto
concessa da: sito storico di Cahokia Mounds State, Illinois)
Una delle prime città nordamericane abbandonata misteriosamente. La più grande.
Può trattarsi di una inondazione devastante del fiume Mississipi? Un'inondazione avvenuta 800 anni fa? Così sembrerebbe suggerire uno studio recente.
Nella regione paludosa vicino a Cahokia, nell'Illinois, sorgeva una città che era tra le più potenti e popolate del nord del Messico del 1200 d.C.. Qui sono stati ritrovati indizi sepolti di un'inondazione che deve aver distrutto raccolti e case di una città di quasi 20.000 abitanti. I ricercatori che stanno studiando i campioni di polline e di semi agricoli di Cahokia, infatti, sembra che abbiano scoperto le tracce di questa antica inondazione: uno strato di limo di 19 centimetri di spessore, datato al 1200 d.C., con uno scarto di più o meno 80 anni.
La città che qui sorgeva, Cahokia, non fu completamente abbandonata, almeno fino al 1350, ma quest'alluvione deve essere rimasta profondamente impressa negli animi degli antichi abitanti. La città sorgeva, con tutta probabilità, dove attualmente si trova St. Louis e si estendeva su circa 16 chilometri quadrati di  terreno, come l'attuale New York City. Era un centro artistico e culturale, dove confluivano materie prime da tutto il Nord America. Nei dintorni vi erano vasti campi dove si coltivavano mais, zucche, girasoli ed orzo e dove si allevava il bestiame.
La posizione di Cahokia quasi alla confluenza dei grandi fiumi, l'ha resa un centro di scambi e di passaggi di eccezionale importanza nell'arco di 2000 anni. I ricercatori hanno scoperto, attraverso lo studio dei pollini, che la città venne progressivamente abbandonata anche a causa della rapida deforestazione delle zone circostanti. La coltivazione del mais, in questa regione, ha raggiunto il suo apice tra il 900 e il 1200 d.C., quando anche la cultura di Cahokia era al suo culmine. La crisi nella coltivazione del mais si verificò intorno al 1350 d.C., mentre la deforestazione arrivò al culmine con l'arrivo degli Europei.
Nessuno, finora, è in grado di dire dove i membri della cultura di Cahokia si siano rifugiati all'indomani dell'abbandono della città.

giovedì 24 aprile 2014

I segreti di re Erik di Svezia

Il teschio e la corona di re Erik di Svezia (Foto: Bertil Ericson/TT)
Gli scienziati hanno aperto la teca in cui, da 850 anni, sono custoditi i resti del re svedese Erik il Santo, nella speranza di avere qualche elemento in più per conoscere la vita e le abitudini alimentari del sovrano.
L'urna custodiva le ossa di Erik con una corona di rame dorato decorata di pietre semi-preziose. Si tratta della più antica corona reale medioevale ritrovata in Svezia. Tra le ossa è stato ritrovato un piccolo sacchetto contenente quel che si crede essere stata la clavicola del sovrano, recante la chiara evidenza di un colpo di spada. La leggenda vuole che questa ferita mortale sia stata inferta al re nel 1160. Altri pensano che il sovrano svedese sia stato preso prigioniero e decapitato una settimana dopo. In entrambi i casi la spada colpì la clavicola.
Una squadra di scienziati, provenienti dalla vicina Università di Uppsala, esaminerà le ossa per determinare la salute del re, la sua ascendenza e anche le abitudini alimentari. Quello che Erik mangiava dovrebbe indicare anche il luogo in cui abitava. La corona reale sarà esposta nella cattedrale di Uppsala a giugno, insieme ad altri reperti provenienti dalle diverse chiese della città.

Riemergono sepolture dalle sabbie d'Egitto

I sarcofagi ritrovati ad Al-Bahnasa (Foto: english.ahram.org.eg)
Due tombe della XXVI Dinastia sono stati scoperti ad Al-Bahnasa, un sito archeologico del Medio Egitto. Le tombe contenevano, oltre alle mummie dei defunti, monete e pesci, anche mummificati. La scoperta è stata fatta da una squadra di archeologi franco-egiziana.
Anticamente Al-Bahnasa era conosciuta con il nome di Pr-Medjet e in epoca romana fu famosa con il nome di Ossirinco. Secondo le dichiarazioni delle autorità, una delle sepolture appartiene ad uno scriba il cui nome non è stato ancora identificato, ma del quale è chiara l'importanza e l'influenza nella storia dell'Egitto del suo tempo. Accanto alla sua mummia sono stati trovati un calamaio di bronzo e due penne di bambù in ottime condizione di conservazione.
Alì El-Asfar, capo del settore Antichità dell'Antico Egitto del Ministero delle Antichità, ha spiegato che sono stati ritrovati anche numerosi pesci mummificati, all'interno della tomba dello scriba, ed anche un coperchio di un vaso canopo. "E' la prima volta che si trovano pesci mummificati all'interno della tomba", ha detto El-Asfar.
La seconda sepoltura appartiene ad un sacerdote capo di una famiglia in cui molti dei membri erano sacerdoti del tempio di Osirion. Questo tempio è stato scoperto recentemente a due chilometri ad ovest della tomba del sacerdote. Sono stati trovati anche molti sarcofagi in pietra, alcuni dei quali in frantumi, con vasi canopi in alabastro scolpito recanti testi geroglifici ed una collezione di statuette osiriache in bronzo. La tomba del sacerdote custodiva anche una tesoretto di monete di bronzo.

L'Egitto e l'eruzione di Thera

Due studiosi della University of Oriental Institute di Chicago sono convinti che i modelli climatici inusuali descritti nella Stele della Tempesta siano il risultato della catastrofica eruzione del vulcano di Thera (l'attuale isola di Santorini nel Mar Mediterraneo).
Dato che geologia e meteorologia hanno concluso che eruzioni vulcaniche massive possono avere effetti significativi sulle condizioni del tempo atmosferico, l'esplosione di Thera ha probabilmente fatto sentire i suoi effetti anche in Egitto.
L'evento vulcanico, noto anche come "Eruzione Minoica", fu una delle più grandi eruzioni accadute sulla terra documentato storicamente. Secondo alcuni studiosi, l'eruzione fu così catastrofica da aver ispirato certi miti greci e forse, anche se meno probabile, le stesse idee di Platone su Atlantide.
La nuova traduzione suggerisce che il faraone Ahmose governasse l'Egitto in un momento molto più vicino all'eruzione di Thera, una scoperta che potrebbe portare ad un ripensamento sulla cronologia di un momento cruciale della storia dei grandi imperi dell'Età del Bronzo. La ricerca, di cui da notizia lo stesso sito dell'Università, è stata pubblicata sul Journal of Near Easter Studies.
I frammenti della Stele della Tempesta furono trovati da un gruppo di archeologi francesi tra il 1947 e il 1951 e fanno parte di una stele risalente al regno del faraone Ahmose, il primo della XVIII Dinastia. I blocchi furono rinvenuti a Tebe, la moderna Luxor.
Se gli sconvolgimenti climatici riportati nella stele non descrivono le conseguenze della catastrofe di Thera, allora la sua datazione è contemporanea al regno di Ahmose, intorno al 1550 a.C.. Se invece i fatti riportati dalla stele sono quelli causati dall'eruzione minoica, allora significa che il regno di Ahmose deve essere anticipato di 50 anni.
Nel 2006, infatti, i test al radiocarbonio eseguiti su un albero di olivo sepolto sotto i residui di origine vulcanica, collocano l'eruzione di Thera al 1621-1605 a.C.. Secondo gli studiosi, la datazione rivista del regno di Ahmose aiuta ad incastrare in maniera più logica le date di altri eventi del Vicino Oriente Antico.
Ad esempio, si riallineano le date di eventi importanti come la caduta dei Cananei e il crollo dell'impero babilonese, spiega David Schloen, professore associato presso l'Istituto Orientale: "Questa nuova informazione potrebbe fornire una migliore comprensione del ruolo dell'ambiente nello sviluppo e nella distribuzione degli imperi nel Medio Oriente".
Per molto tempo i ricercatori hanno considerato quanto riportato dalla Stele della Tempesta solo un racconto metaforico che descriveva l'impatto dell'invasione degli Hyksos. Tuttavia la traduzione di David Ritner indica definitivamente che il testo riporti la descrizione degli effetti degli eventi climatici causati dall'eruzione di Thera.
E' importante sottolineare che il testo si riferisce a eventi che interessano sia la regione del Delta che la zona dell'Egitto più a sud lungo il Nilo. "Si trattava chiaramente di una tempesta straordinaria, molto diversa dalle forti piogge che l'Egitto riceve periodicamente", spiega Ritner.
(Fonte: Il Navigatore Curioso)

La Stele della Tempesta è antica di 3500 anni, si tratta di un'iscrizione frammentaria (40 righe) riportata su un blocco di calcite.

venerdì 18 aprile 2014

Nuove scoperte ad Ostia antica

Le nuove scoperte effettuate ad Ostia
(Foto: Digital Globe/Inc/Portus Project)
I ricercatori delle Università di Southampton e di Cambridge hanno scoperto una nuova sezione del muro di cinta dell'antico porto romano di Ostia. La scoperta dimostra che la città era molto più estesa di quanto si fosse creduto finora.
Un gruppo di archeologi, guidato dal Professor Simone Keay, dell'Università di Southampton e dal Professor Martin Millet, dell'Università di Cambridge, ha condotto un sondaggio in una zona compresa tra Ostia e Portus, a pochi chilometri da Roma. Il sondaggio è stato condotto in collaborazione con la British School at Rome e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma.
Finora gli studiosi hanno creduto che il Tevere determinasse il confine settentrionale di Ostia. Questa nuova ricerca e le scoperte alle quali ha portato ha dimostrato che le mura di Ostia proseguivano sull'altro lato del fiume. Questa zona era fornita da tre enormi magazzini precedentemente sconosciuti, il più grande dei quali era delle dimensioni di un campo da calcio.
Il Tevere, dunque, attraversava Ostia antica, anziché segnare il suo confine settentrionale e lungo la sponda settentrionale del fiume, la presenza di magazzini conferma la fiorente attività commerciale e il notevole traffico fluviale. Le indagini hanno anche appurato che la cinta muraria di Ostia era intervallata da grandi torri spesse diversi metri per un percorso di circa mezzo chilometro.

Il teatro sotto Palazzo Vecchio

Gli scavi sotto Palazzo Vecchio a Firenze
(Foto: Ansa)
Gli archeologi che si stanno occupando di un antico teatro romano i cui resti sono stati scoperti sotto Palazzo Vecchio a Firenze, hanno scoperto un vomitorium, vale a dire un corridoio utilizzato, un tempo, dai 15.000 frequentatori del teatro nel I e II secolo d.C.
Tra gli ultimi ritrovamenti effettuati presso il sito posto nel cuore di Firenze, vi sono i pavimenti originali in pietra dipinta, posti nel cerchio esterno del teatro, già scavati nelle campagne precedenti. Sono riemerse anche le tubature che fornivano acqua e quelle che consentivano lo smaltimento dei rifiuti del teatro, così come i resti delle fondamenta delle mura utilizzati per creare un salone cinquecentesco.
Il teatro romano fu in origine costruito per ospitare 7.000 persone, ma nel suo massimo splendore (I-II secolo d.C.) arrivò ad ospitarne fino a 10.000-15.000. I resti del teatro coprono una vasta porzione degli scavi condotti al di sotto del Palazzo Vecchio e del Palazzo Gondi. Il teatro fu in uso fino al V secolo d.C. prima di venire definitivamente abbandonato.

Arsenico e vecchie... mummie

Una delle mummie analizzate (Foto: Ioanna Kakoulli, Ucla)
Diversi esponenti della cultura Inca e Chinchorro, entrambe presenti nel nord del Cile, soffriva di avvelenamento da arsenico, a causa del consumo di acqua contaminata.
Analisi effettuate sui resti di mummie di queste due civiltà hanno accertato alte concentrazioni di arsenico nei campioni di capelli di mummie provenienti sia dall'altopiano che dalla costa. I ricercatori hanno potuto accertare che l'alta concentrazione di arsenico era dovuto all'acqua potabile che veniva utilizzata anche per irrigare i campi coltivati. L'arsenico era riversato nell'acqua a causa dell'estrazione di rame dagli altopiani.
A differenza di altri campioni biologici, come le ossa e il tessuto cutaneo, che cambiano nel corso del tempo, i capelli rimangono stabili e questa caratteristica, unitamente al tasso di crescita costante del capello, significa che quest'ultimo può fornire una registrazione cronologica delle sostane che, in vita, circolavano nel sangue.
Gli scienziati hanno analizzato i campioni di capelli delle mummie appartenenti alle popolazioni precolombiane che vivevano nel deserto di Atacama, in Cile, tra il 500 e il 1450. I resti hanno mostrato la presenza di avvelenamento cronico che ha portato i ricercatori a credere che queste popolazioni consumassero acqua contaminata con arsenico. Purtroppo, però, non sono ancora in grado di stabilire se l'arsenico sia stato ingerito oppure provenga da una contaminazione esterna.

Aspendos, la città di Asclepio. Trovata una scultura del dio e di suo figlio Telesforo

Aspendos, volto della statua di Asclepio (Foto: Ministero turco della Cultura e del Turismo) Una nuova scoperta archeologica ad Aspendos , i...