sabato 7 aprile 2012

Rinvenuto un altare per sacrifici Moche

Gli archeologi al lavoro in Perù
Un gruppo di archeologi peruviani ha scoperto un altare di 1500 anni fa, utilizzato per i sacrifici umani. Il reperto è stato rinvenuto a 3250 metri di altezza nella regione settentrionale di La Libertad, ed è stato intagliato dalla cultura Moche, ha tre gradini che portano ad una piccola piattaforma.
Gli esperti hanno anche ritrovato, nella medesima zona, un dipinto di 2800 anni fa, unitamente a ceramiche e sepolture, in una grotta.

L'elmo con i serpenti e le foglie d'oro di Haifa

L'elmo ritrovato ad Haifa Bay
Un elmo greco in bronzo, decorato con serpenti e foglie d'oro, è ritornato agli onori della cronaca ad Haifa Bay, in Israele. Il manufatto risale a 2600 anni fa e si pensa sia appartenuto ad un mercenario greco.
L'elmo fu scoperto, accidentalmente, nel 2007, durante le operazioni di drenaggio, e ricorda un reperto analogo tornato alla luce nel 1950 in Italia, nei pressi dell'isola del Giglio, coevo a quello "israeliano".
Il mercenario proprietario di quest'elmo doveva essere piuttosto ricco, poiché non tutti i mercenari potevano permettersi gli ornamenti presenti sull'elmo. Dove sia stato forgiato quest'ultimo è tuttora un mistero, si è fatta l'ipotesi che possa provenire da una colonia ionica dell'antica Lidia, odierna Turchia.
Alcuni studiosi pensano che il proprietario potesse essere un mercenario al soldo del faraone Necho II, che inviò le sue truppe in Assiria per risolvere un conflitto che coinvolgeva buona parte del mondo antico: Egitto, Regno di Giuda, Assiria e Babilonia. Il conflitto terminò con la conquista del Regno di Giuda, mentre l'impero babilonese tornò ai suoi fasti sotto Nabuccodonosor II.
Come l'elmo sia giunto ad Haifa è tuttora un mistero: si pensa alla caduta in mare di un soldato, ad un naufragio oppure alla perdita accidentale durante una traversata. Oggi il reperto è visibile presso il National Maritime Museum di Haifa.

giovedì 5 aprile 2012

Il bellissimo tiranno piumato...

Yutyrannus hauli, ricostruzione
Era un dinosauro il più grande animale piumato di tutti i tempi. Era parente prossimo del Tirannosaurus Rex, pesava oltre una tonnellata e se ne trovata traccia in Cina. Si tratta di tre esemplari quasi completi di dinosauri piumati, la cui lunghezza stimata è di circa nove metri. Il gigantesco dinosauro piumato è stato battezzato Yutyrannus huali, vale a dire "bellissimo tiranno piumato".
Si sapeva da tempo che alcuni dinosauri di taglia piccola possedevano un manto simile a quello degli uccelli. Le piume dei dinosauri, in realtà, erano più simili alla peluria dei pulcini che a quella del piumaggio degli uccelli adulti. Yutyrannus era in grado sicuramente di volare e si serviva del suo manto per mantenere un isolamento termico.
I giganti piumati sono vissuti nel Cretacico superiore, tra 100 e 65 milioni di anni fa, un periodo piuttosto freddo rispetto a quello in cui è vissuto il Tirannosaurus Rex.

mercoledì 4 aprile 2012

Resti romani in un cantiere lombardo

Il cantiere con i ritrovamenti
In zona San Martino, in provincia di Varese, sono stati ritrovati resti romani in un cantiere stradale  che sta realizzando la deviazione provvisoria Sp 233, sul territorio del comune di Cislago.
In passato non vi erano stati ritrovamenti rilevanti e quelli avvenuti in questi giorni risultano essere una sorpresa per gli archeologi. E' stato accertato che le mura rinvenute sono state tagliate a mò di recipiente. Al loro interno sono state trovate ceramiche graffite di epoca rinascimentale e post rinascimentale, con resti di cibo, castagne e farro che risalgono al tardo periodo romano.

martedì 3 aprile 2012

Ritrovato in Sudafrica il primo focolare

La grotta dove è stato ritrovato l'antico focolare
Gli archeologi delle Università di Boston, Gerusalemme, Johannesburg e Toronto, con analisi sofisticatissime e strumenti in grado di studiare le singole molecole di ossa ed erbe bruciacchiate, sono stati in grado di individuare il primo focolare umano, acceso per consumare un pasto comune almeno un milione di anni fa.
Il falò di Wonderwerk, nella parte settentrionale del Sudafrica, precede di circa 300.000 anni i resti finora più antichi di focolare, ritrovati lungo la valle del Giordano, in località Gesher Benot Ya'acov. Quelli che, a buon diritto, sono considerati i resti di focolare più antichi della storia, sono stati ritrovati in una grotta, dove è scarsa la possibilità che si inneschi spontaneamente un incendio. Accanto ai resti di vegetali bruciati, gli archeologi hanno ritrovato quelle che, molto probabilmente, sono le pietre utilizzate per innescare la scintilla necessaria all'accensione degli arbusti, oltre a resti di ossa e denti di animali "protagonisti" dei pasti di quei primi uomini che si riunirono attorno a quell'antico fuoco.
Ad una trentina di metri dall'imboccatura della grotta giacevano le pietre scheggiate, alcune centinaia di denti e frammenti di ossa scoloriti dal calore, insieme a resti vegetali carbonizzati. Come combustibile gli ominidi del Sudafrica non hanno utilizzato legna, ma erba, arbusti e ramoscelli, per cui la loro fiamma non dovrebbe aver superato i 700 gradi di temperatura.
La scena è apparsa, agli archeologi, congelata nel tempo.

Ritrovato il più antico tempio dedicato a Asclepio

Asclepio
Archeologi greci si sono imbattuti nei resti di un santuario dedicato ad Asclepio, dio della medicina, durante la costruzione di un'autostrada nella Grecia centrale. Il team ha dovuto fare una corsa contro il tempo per poter raccogliere i reperti prima che intervenissero le ruspe.
Il santuario si trova a 200 chilometri a nord di Atene, alla periferia della città portuale di Dafnounta, nei pressi dell'attuale Lamia. Risalirebbe al V secolo a.C. e, se la datazione verrà confermata, si tratta del più antico tempio associato al culto di Asclepio che si conosca. L'edificio è di modeste dimensioni, 30 x 15 metri, il che suggerisce che si trovava in una città non molto grande. Il santuario fu visitato dallo storico greco Strabone nel I secolo d.C.. Si è capito che si trattava del tempio di Asclepio grazie alla scoperta di offerte e gioielli a forma di serpente, nonché grazie a ceramiche con iscritto il nome di Asclepio, figlio del dio del sole Apollo, che recava sempre con sé una verga con due serpenti attorcigliati intorno, che è divenuta il simbolo della medicina ai giorni nostri.
L'intero santuario è stato rimosso, pietra per pietra, con l'ausilio di alcune gru, ed è stato ricostruito in un luogo vicino, dal momento che sorgeva sul percorso previsto per l'autostrada.

Ritrovato un anello romano in Bulgaria

Gli archeologi bulgari hanno riportato alla luce un anello d'oro massiccio durante gli scavi finanziati dal Museo Nazionale di Storia, fuori dalla fortezza di Sozopol, sulla costa bulgara del Mar Nero.
L'anello è decorato da una pietra semi-preziosa e risale, con molta probabilità, al periodo romano (I-IV secolo d.C.). All'epoca il nome di Sozopol era Apollonia ed era uno stato indipendente e democratico. 

lunedì 2 aprile 2012

Un antico calendario danese

Il carro di Trundholm
Una statua di bronzo di 3400 anni fa potrebbe essere, in realtà, un calendario dell'Età del Bronzo. La statua è nota come il carro del sole di Trundholm o di Solvognen e mostra un disco montato su ruote e tirato da un cavallo. Si trova attualmente custodita nel Museo Nazionale di Copenhagen.
Il gruppo in bronzo è stato scoperto nel 1902 in una palude sull'isola danese di Seeland e si è subito pensato che fosse un'offerta rituale. Il disco solare misura circa 25 centimetri di diametro ed è composto da due piastre bronzee decorate con cerchi concentrici e motivi a spirale. Le piastre sono unita per mezzo di un anello. Una delle due è placcata d'oro e rappresenta il sole durante il suo "viaggio" diurno. Le decorazioni ai lati del disco sono intrecci circolari e spirali. Potrebbe trattarsi di una semplice decorazione, ma potrebbe essere ben altro, almeno così sostiene la dottoressa Amelia Carolina Sparavigna, assistente al Dipartimento di Fisica del Politecnico di Torino.
La dottoressa Sparavigna interpreta i due lati del disco solare come una rappresentazione del percorso del sole attraverso il cielo, da est verso ovest, durante il giorno, con il lato luminoso rivolto verso la terra e durante la notte con il lato oscuro che indica il percorso inverso. Per rappresentare il quotidiano cammino del sole durante l'anno e le stagioni, i dischi di bronzo dovrebbero indicare un calendario di 360 giorni.
La teoria del disco come calendario fu proposta per la prima volta da Klaus Randsborg, professore di archeologia all'Università di Copenhagen. La dottoressa Sparavigna ha proposto di considerare gli otto cerchi concentrici del primo anello come giorni della settimana. I due cerchi esterni, con un totale di 45 cerchi al loro interno, rappresenterebbero, invece, le settimane di un anno. Moltiplicando gli otto giorni della settimana per le 45 settimane, si ottiene un calendario di 360 giorni.
Quanto al lato diurno del disco, la dottoressa Sparavigna pensa che il numero totale delle spirali (52 compresa la centrale) può derivare dal fatto che il carro di Trundholm possa essere un calendario a due cicli. Se ciascuna delle spirali è una settimana di sette giorni, si arriva ad un calendario di 364 giorni. Il cerchio centrale, più ampio, conterrebbe un giorno o due in più, a seconda degli anni.

domenica 1 aprile 2012

Una nuova specie di ominidi in Africa?

Resti fossili dell'ominide soprannominato Burtele
In Etiopia sono stati rinvenuti otto frammenti fossili, relativi ad un piede destro di 3,4 milioni di anni. Questi resti dimostrano che gli Australopithecus afarensis, la specie a cui apparteneva Lucy, non erano gli unici ominidi ad aver abitato quella regione in quell'epoca storica.
Le ossa del piede appartenevano ad un ominide in grado di muoversi abilmente sugli alberi, ma anche di camminare in posizione eretta al suolo. E' la dimostrazione che la specie alla quale apparteneva la più celebre Lucy non era sola, ma conviveva con altre specie di ominidi. Gli otto resti fossili del nuovo ominide mostrano caratteristiche tipiche dell'adattamento sia alla vita sugli alberi che a quella sul terreno. Il primo dito era simile più al nostro pollice che al nostro alluce ed è in posizione obliqua rispetto alle altre dita, posizione ideale per afferrare i rami ma non per camminare o correre.
E' comunque, a detta degli studiosi, un piede piuttosto primitivo che non permetteva di percorrere grandi distanze. La più celebre Lucy era sicuramente molto più simile a noi rispetto al possessore del piede ritrovato in Etiopia, il che sta a significare che Lucy era completamente bipede e che non saliva più sugli alberi, al contrario di Burtele, come è stato soprannominato l'ominide etiope.
La zona in cui viveva Burtele era un tempo ricoperta da una fitta vegetazione di tipo tropicale, una zona boscosa, umida, attraversata da fiumi e torrenti. I resti fossili sono stati ritrovati a poca distanza dal luogo dove fu disotterrato, nel 1974, lo scheletro di Lucy. La specie a cui sembra essere appartenuto Burtele è l'Ardipithecus ramidus, un ominide vissuto 4,4 milioni di anni fa, anch'esso scoperto in Etiopia. Quindi gli otto reperti ossei fossili potrebbero appartenere ad un ardipiteco discendente dal ramido.
Si attende il recupero di altri resti ossei fossili che possano aiutare gli scienziati a comprendere in modo più approfondito il mondo dei primi uomini in Africa.

La più antica lira del mondo occidentale

Il frammento di manico di lira ritrovato a Skye
Un gruppo di archeologi pensa di aver scoperto il più antico strumento musicale a corda che sia mai stato scoperto in Europa occidentale. E' un piccolo pezzo di legno intagliato, rotto e bruciato, trovato durante gli scavi in una grotta sull'isola di Skye. Gli archeologi ritengono che appartenesse al manico di una lira di oltre 2300 anni fa.
Lo specialista in archeologia musicale Graeme Lawson, professore a Cambridge, parla di scoperta epocale e pensa che la storia della musica possa essere più antica rispetto a quanto si è finora creduto. Più che di mondo della musica, la scoperta potrebbe essere determinante per il mondo della poesia, dal momento che gli antichi strumenti musicali a corda servivano ad accompagnare la declamazione delle poesie che, anticamente, venivano cantate.
Le più antiche lire che si conoscono risalgono a 5000 anni fa e sono state ritrovate nell'attuale Iraq. Avevano una struttura piuttosto complessa ed erano realizzate con estrema abilità. Strumenti di questo tipo, però, non sono stati ritrovati in Europa occidentale almeno finora.
Il professor Steven Birch, un archeologo che ha collaborato allo scavo, ha affermato che per raggiungere le parti più profonde della grotta è stata utilizzata una scalinata di pietra. Skye doveva essere un importante luogo di incontro tra diverse generazioni, dove la musica rivestiva il ruolo principale sia dal punto di vista delle celebrazioni che dal punto di vista sociale.
Il manico di lira ritrovato nella grotta è stato da poco restaurato da un gruppo di archeologi di Edimburgo ed ora è conservato, con altri reperti ritrovati nella medesima caverna, all'interno di un progetto culturale realizzato dall'Associazione dei musei storici e nazionali scozzesi.

Empùries, una città commerciale

Parte delle rovine di Empùries
La più antica colonia greca nel Mediterraneo occidentale sta rivelandosi piano piano attraverso lo sviluppo di un centro di documentazione sul commercio greco.
La colonia di Empùries, conosciuta con il nome spagnolo di Ampurias, era un tempo una cittadina che si affacciava sul Mediterraneo, situata nella Costa Brava, in Catalogna. Venne fondata nel 575 a.C. dai Focei con il nome di Emporion, che in greco significa "mercato", in seguito fu occupata dai Romani e abbandonata nel corso del medioevo. Le rovine dell'antica colonia hanno interessato gli archeologi per la planimetria e la conservazione ed ogni anno vengono visitate da numerosi turisti.
Empùries venne fondata su un isolotto alla foce del fiume Fluvià e venne conosciuta, in antico, con il nome di Palaiapolis, la città vecchia, oggi corrispondente a Sant Martì d'Empùries. Questo insediamento era occupato, in precedenza, da una tribù iberica. Nel 550 a.C. gli abitanti si spostarono sulla terraferma, dove fondarono Neapolis, la città nuova, conosciuta soprattutto per il suo Tempio di Artemide. Quando, nel 530 a.C., il re persiano Ciro II conquistò la città greca di Focea, la popolazione fu costretta ad emigrare. Uno dei luoghi di esodo fu proprio Empùries, dove i coloni Focei si concentrarono in gran numero. Il primo santuario della Città Nuova fu edificato fuori le mura della cittadina e venne, probabilmente, frequentato anche dagli indigeni iberici. Un altro tempio fu costruito in onore del dio della medicina Asclepio, questa volta all'interno delle mura. La statua del dio non andò perduta perché venne "protetta" dai fedeli con una cisterna.
La città riuscì a resistere alla pressione cartaginese ed a mantenere il suo carattere indipendente fino al 264 a.C., quando venne conquistata dai Cartaginesi durante la prima guerra punica.
Durante la seconda guerra punica, Empùries si alleò con Roma e Publio Cornelio Scipione iniziò proprio da qui la sua conquista della Spagna nel 218 a.C.. Empùries, però, continuò ad essere una città-stato indipendente, vi furono edificati i templi di Iside e Serapide e venne dotata di nuove mura e nuovi palazzi. Nella guerra civile tra Pompeo e Cesare, parteggiò per Pompeo e dopo la sconfitta di quest'ultimo venne privata della sua autonomia e vi venne installata una colonia di veterani Romani con il nome di Emporiae. La città venne dotata di nuovi templi, di un anfiteatro, un bagno romano, una palestra ed un santuario che, in seguito, dovette ospitare il culto imperiale.
Qui inizia il declino di Empùries, oscurata dal potere di Tarraco (attuale Tarragona) e Barcino (Barcellona): al tempo di Traiano la cittadina venne definitivamente abbandonata. Alla fine del III secolo d.C. Empùries contava pochissimi abitanti, la cui presenza è testimoniata da un santuario cristiano edificato accanto all'agorà. La statua di Asclepio venne rimossa e protetta proprio in questo periodo.

Aspendos, la città di Asclepio. Trovata una scultura del dio e di suo figlio Telesforo

Aspendos, volto della statua di Asclepio (Foto: Ministero turco della Cultura e del Turismo) Una nuova scoperta archeologica ad Aspendos , i...