venerdì 16 novembre 2012

Fine di un impero

Lo scheletro di uno dei bambini di San Miguelito
Sono state trovate, nella località archeologica di San Miguelito, vicino Cancun, in Messico, le prove delle difficoltà di vita della popolazione Maya durante la conquista spagnola. Qui sono state scavate delle sepolture risalenti al 1200-1550 d.C.
Gli studiosi dell'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) pensano che 30 delle sepolture esistenti appartengano a bambini di età compresa tra i 3 ed i 6 anni, molti dei quali hanno patito la fame e sono morti in conseguenza delle patologie provocate da quest'ultima.
Alcuni dei piccoli defunti sono accompagnati da umili offerte, che parlano anch'esse di una società impoverita. Una delle sepolture conteneva una statuetta a forma di colibrì. San Miguelito è una località posta in posizione strategica all'ingresso della Laguna di Nichupte. Fu un importante centro commerciale tra il 1200 e il 1350 d.C.. La popolazione sfruttava le risorse marine ed il luogo è stato a lungo prospero.
Le cose cambiarono radicalmente con l'arrivo degli Spagnoli nella penisola dello Yucatan. Questi impiegarono venti anni per conquistare il territorio e, una volta fatto, si installarono nella parte occidentale, interrompendo tutte le rotte commerciali che attraversavano il mondo Maya.
Oltre alle sepolture infantili, gli archeologi hanno riportato alla luce 17 tombe di individui adulti, gli scheletri di alcuni dei quali sono talmente frammentati da essere a stento identificabili. Le ceneri di due dei defunti sono state poste in urne di ceramica, mentre i resti degli altri erano accompagnati da un corredo semplice e povero.
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