sabato 25 febbraio 2017

Napoli e il Tempio dei giochi Isolimpici

Il basamento del Tempio dei giochi Isolimpici a Napoli
(Foto: ilvaporetto.com)
Il Tempio dei giochi Isolimpici ritrovato durante gli scavi per la realizzazione della fermata Duomo della metropolitana, sarà il biglietto da visita della nuova stazione di Napoli.
Si tratta di uno degli scavi archeologici più imponenti d'Europa, un'opera immensa e di grande impatto urbano, che ha inevitabilmente rallentato i lavori per la realizzazione della stazione metropolitana Duomo della Linea 1 di Napoli. Il Tempio dei giochi Isolimpici, pur seppellito sotto strati di tufo e cemento, era ben noto alla comunità scientifica che attendeva da secoli la sua riscoperta.
Il regolamento dei giochi Isolimpici neapolitani fu ritrovato molti anni prima ad Olimpia, la città greca in cui si svolgevano i celebri giochi dedicati a Zeus, e in cui si faceva menzione di un tempio eretto in onore dell'imperatore Augusto collocato nella città di Neapolis. Gli scavi della fermata di Duomo confermano, dunque, l'esistenza di questo luogo tramandato attraverso i millenni, un edificio di grande importanza e prestigio per la città, agognato a lungo da studiosi e letterati di ogni epoca.
I giochi furono istituiti nel 2 d.C. per onorare l'imperatore Augusto, che alcuni anni prima era intervenuto in soccorso della città partenopea devastata da un poderoso terremoto. Gli agoni neapolitani divennero in breve tempo riconosciuti come i più prestigiosi d'Occidente, attirando atleti e campioni da ogni angolo del Mediterraneo. Proprio come avveniva per i giochi ellenistici, i ludi partenopei avevano una cadenza quinquennale e comprendevano diverse discipline, dal pugilato al pentathlon passando per la corsa con le armi, oltre a prevedere gare ippiche e competizioni di recitazione e di canto.
Durante gli scavi, con il Tempio dei giochi Isolimpici sono emersi ben 800 frammenti di tavole con riportati i nomi degli atleti vincitori dei giochi partenopei. L'edificio, al momento emerso solo per metà, ornerà il vestibolo della nuova stazione metropolitana, divenendo una vera e propria attrazione turistica. Gli archeologi hanno dovuto sollevare il basamento del Tempio dei giochi Isolimpici per consentire la prosecuzione dei lavori della metropolitana. Una volta ultimati i lavori, si spera entro il 2020, il Tempio verrà in parte riprodotto con la ricollocazione delle colonne e degli elementi crollati.

Fonte:
liberamente adattato da ilvaporetto.com

La ricchezza archeologica di Roma est: trovata una biga romana intatta

La biga romana rinvenuta a La Rustica, municipio di Roma
(Foto: viavainews.it)
Un reperto archeologico eccezionale è stato rinvenuto durante i lavori della complanare nel quartiere de La Rustica, a Roma. Si tratta di una biga romana, che va ad aggiungersi lle sepolture funebri con tanto di monumenti, suppellettili e scheletri, di cui uno probabilmente appartenente ad un nobile poiché accanto vi è stato rinvenuto uno scettro.
Il professor Musco, della Soprintendenza Archeologica di Roma, in merito al reperimento della biga, ha dichiarato che al mondo, di simile valore, ne esistono solo tre ma che quella de La Rustica è di sicuro la più completa, quasi intatta.
Il Municipio Roma 7 attraverso il vice presidente Mauro Ferrari e il presidente del Consiglio Cesare Marinucci, residente tra l'altro a La Rustica, si è attivato immediatamente con il professor Musco per chiedere di organizzare delle visite guidate per le scolaresche del territorio municipale, al fine di poterne ammirare e apprezzare l'alto valore storico. Un tesoro archeologico che, a distanza di oltre 2000 anni, certifica ancora una volta la grandezza della Roma imperiale. Ferrari e Marinucci hanno anche chiesto al professor Musco di valutare la possibilità di allestire una mostra che comprenda anche i numerosi reperti ritrovati durante la realizzazione della linea Tav.
Anni or sono, in considerazione dell'elevato patrimonio archeologico esistente nei Municipi V, VI, VII, VIII e X (secondo al mondo per valore dopo il centro storico di Roma) era stata promossa, dall'associazione Amici del Parco e da altre associazioni del territorio, una raccolta di 10mila firme su una petizione che chiedeva l'istituzione di un Museo di Roma est. Un'idea che andrebbe ripresa allo scopo di valorizzare l'immenso patrimonio storico e archeologico presente nel territorio. Si era ventilata anche, tempo fa, una collocazione del Museo o nel Parco di Centocelle o nell'area del Centro Carni. Chissà cosa ne pensano in proposito i Municipi e il Comune di Roma.

Fonte:
viavainews.it

Matriarcato nel Nuovo Messico

Il sito di Pueblo Bonito visto dal Chaco Canyon, nel Nuovo Messico
(Foto: Douglas Kennet, Penn State University)
Centinaia di anni prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo, una cultura umana che viveva nel Nuovo Messico tramandava il potere in linea matrilineare. I risultati di un nuovo studio sono quanto meno sorprendenti e riguardano le culture umane di Pueblo e Chaco Canyon, che hanno lasciato tracce della loro presenza attraverso dei graffiti.
Gli scienziati sono giunti a queste conclusioni attraverso l'analisi dei genomi di nove individui sepolti in tombe elaborate. I ricercatori hanno scoperto che tutti questi individui erano collegati tra loro attraverso una linea genetica materna. L'importanza dell'ascendenza matrilineare durò circa 330 anni, dall'800 al 1130 d.C., quando vi fu un crollo della società locale.
In particolare i ricercatori hanno svolto le loro indagini su una cripta trovata nell'insediamento di Pueblo Bonito, dove è stata trovata una sepoltura collettiva di 650 vani, scavati per la prima volta nel 1896. Da allora gli scienziati si sono chiesti quale fosse la forma di governo della gente che abitava Pueblo Bonito, se avessero una dinastia che si tramandava il potere per via paterna o per via materna o se avessero scelto i loro leader in base alla loro abilità e alla loro intelligenza.
Per saperne di più i ricercatori hanno analizzato i resti di individui di estrazione sociale elevata presenti in una sepoltura di Pueblo Bonito. E' raro, del resto, trovare tombe architettonicamente elaborate nelle antiche culture di Pueblo, ma la cripta di Pueblo Bonito, che si estende su due piani, è davvero eccezionale al riguardo. La sepoltura più grande conteneva i resti di un uomo di 40 anni di età, morto per un violento colpo alla tesa. Il corpo dell'uomo è stato trovato al centro della stanza, ricoperto con più di 11.000 perline di turchese, 3.300 conchiglie ed altri reperti tra cui diverse conchiglie provenienti dalla costa del Pacifico. Accanto al corpo dell'uomo gli archeologi hanno trovato i resti della sepoltura di un altro uomo, adorno di circa 5.800 pezzi di turchese. Sul pavimento in legno che copriva entrambe le sepolture, gli archeologi hanno trovato i resti di ben 12 individui, probabilmente discendenti dai due individui seppelliti in modo così sfarzoso.
I ricercatori hanno studiato i resti di nove degli individui sepolti all'interno della cripta, per determinare se i defunti fossero tra loro collegati in qualche modo. I risultati hanno dimostrato che le nove persone condividevano lo stesso Dna mitocondriale, che è ereditato per via materna, il che indica che la cultura di Pueblo Bonito usava tramandare il potere per via matrilineare. Forme matrilineari di potere sono ancora presenti tra i Pueblos occidentali di Acoma, Zuni, Hopi e Laguna, e tra i Pueblos di Rio Grande (Cochiti, San Felipe, Santo Domingo e Zia). Sono stati identificati anche relazioni interfamiliari del tipo madre-figlia e nonna-nipote, tra i resti sepolti nella cripta di Pueblo Bonito.

Fonte:
Live Science

Sepolture medioevali in Siberia

Uno dei due scheletri femminili sepolti in posizione
fetale (Foto: siberiantimes.com)
Il ritrovamento, in Siberia, a Yamal, di quattro sepolture dell'XI secolo è stato particolarmente attenzionato dagli archeologi. Due delle sepolture appartengono a giovani donne di circa 18-20 anni di età. Tutti gli scheletri trovati sembrano essere stati affetti da gravi malattie. I corpi furono sepolti in posizione rannicchiata e ci sono tracce di quelli che risultano essere dei rituali funebri, forse anche sacrifici.
Non ci sono sepolture analoghe di età medioevale, in Siberia. La maggior parte dei defunti, di cui sono state trovate finora le tombe, sono stati deposti in posizione estesa. Solo queli di Yamal risultano essere stati sepolti in posizione rannicchiata. Inoltre i ricercatori hanno accertato che i defunti di sesso maschile erano messi su un rogo, dopo la morte. Lo scheletro non era danneggiato in modo rilevante, poiché il fuoco serviva a eliminare i tessuti molli.
Al momento i ricercatori stanno ancora indagando sulle malattie sofferte in vita dai defunti. Per ora sono state identificate lussazioni delle spalle, anomalie nei denti, sinusiti, traumi post-partum. Un uomo di età compresa tra i 45 ed i 50 anni soffriva di iperostosi, una crescita eccessiva del tessuto osseo: aveva subito un forte stress fisiologico al quale era succeduto un periodo di inedia o di malattia. Queste persone vivevano in condizioni difficili e dure ed erano malnutrite. L'altezza delle donne era ricompresa tra i 147 ed i 151 centimetri; due delle sepolture furono violate già nell'antichità e derubate dei loro corredi.
Una delle giovani donne di cui sono stati trovati i resti scheletrici venne sepolta con un bracciale in bronzo con l'immagine di un orso, un coltello con l'impugnatura in bronzo, un raschietto per la concia delle pelli, pendenti in bronzo e argento, un anello ed una sorta di maschera facciale ricavata dalla pelle di un animale. Sono stati rinvenuti anche i resti di vasellame destinato al pasto funebre. Una delle giovani donne risulta morta di parto.
Il corredo di una delle sepolture femminili (Foto: siberiantimes.com)

Fonte:
siberiantimes.com

Inghilterra pre-cristiana, gli scavi di Lincoln

Le sepolture pre-cristiane durante lo scavo (Foto: thelincolnite.co.uk)
Scavi archeologici nei pressi del luogo dove dovrebbe essere costruita una tangenziale a Lincoln, Gran Bretagna, hanno rivelato delle sepolture storicamente rilevanti, costruzioni romane di una certa importanza. Parte di una necropoli dell'Età del Bronzo unitamente a resti dell'Età del Ferro, sono stati rinvenuti in un insediamento romano pre-cristiano che risale ad un periodo compreso tra i 1800 e i 2800 anni fa.
Sul luogo ci sono anche i resti di una torre del XII secolo che gli archeologi pensano fossero stati utilizzati come un faro per avvertire di possibile minaccia, prima del 1141, anno della prima battaglia di Lincoln. Le scoperte sinora fatte includono anche attrezzi in silice del Mesolitico e del Neolitico, costruzioni romane, fornaci e quello che sembra essere stato un vigneto. Sono stati individuati anche i resti di una grange monastica medioevale, si tratta di un muro di cinta, quella che sembra essere un torre in pietra ed altri edifici ugualmente in pietra.
Quanto sinora scoperto rafforza la convinzione che qui visse una comunità umana già 12000 anni fa e che da allora il luogo era conosciuto per essere favorevole alle attività umane. Gli scavi dovrebbero concludersi nel 2017.
Una sepoltura pre-cristiana con vasellame romano quale corredo
(Foto: thelincolnite.co.uk)


Fonte:
thelincolnite.co.uk

Mitra in Corsica

Gli scavi intorno alla chiesa di La Canonica a Mariana, in Corsica
(Foto: Tertullian.org)
Gli archeologi che stanno lavorando nell'antica città romana di Mariana, in Corsica, hanno portato alla luce i resti di un santuario riservato al culto di Mitra. Si tratta di una scoperta sorprendente in quanto è la prima traccia di un culto misterico, qual è il mitraismo, rintracciata sull'isola. La scoperta è dovuta ad archeologi francesi ed è del novembre 2016.
Finora gli archeologi hanno messo in luce quello che si crede essere una stanza riservata al culto ed un'anticamera legata al culto di Mitra, divinità della luce, della purezza, della bontà, della verità che occupava un posto rilevante nel pantheon degli antichi Ariani del IV secolo a.C.. Il culto di Mitra si diffuse in tutto l'altopiano armeno, nel sud della Persia e dell'India ed arrivò nel nord Europa nel I secolo a.C..
Nel mitreo corso gli archeologi hanno trovato lampade ad olio e campane di bronzo, oltre a ceramiche e alla testa in marmo di una donna, tutti custoditi nel tempio dell'antica Mariana. I manufatti che più hanno aiutato i ricercatori ad identificare il sito sono tre pezzi appartenenti ad una scultura in marmo raffigurante la scena in cui Mitra sacrifica il toro, mentre un cane ed un serpente bevono il sangue dell'animale.
La rappresentazione del sacrificio mitraico ben si adatta con il culto della divinità così come è attestato in altri mitrei. Nelle antiche sculture Mitra è rappresentato come un giovane piuttosto aitante, con un berretto frigio o armeno, che uccide un toro sacro.
Alcuni dei manufatti ritrovati nel sito corso mostrano segni di danneggiamento intenzionale, come un altare, ritrovato in frammenti. Gli archeologi pensano che la distruzione possa essere collegata alle tensioni sociali e religiose tra i seguaci del mitraismo e quelli del cristianesimo.
Mariana era una città romana fondata da Caio Mario nel 100 a.C.. Il suo periodo aureo è fissato al III e IV secolo d.C., quando il suo porto commerciale era uno dei più importanti crocevia dielle moltissime rotte che attraversavano il Mediterraneo. I primi scavi nel sito di Mariana risalgono al 1930, ma l'interesse nei confronti del sito si è acceso intorno al 2000. Precedentemente sono stati individuati i resti di una basilica paleocristina e di un battistero, oltre a a quelli di una strada romana porticata e di parti di case e negozi.

Fonte:
ancient-origins.net

giovedì 23 febbraio 2017

Gli Etruschi e i sacrifici umani

Lo scheletro trovato nella necropoli di Poggio Renzo
(Foto: sienanews.it)
Nel febbraio 2016, a seguito di una segnalazione del Gruppo Archeologico Città di Chiusi, in una porzione della collina prospiciente il lago di Chiusi conosciuta come Poggio Renzo, furono trovate cinque sepolture a camera e a fossa. "L'area di Poggio Renzo rappresenta una delle più importanti necropoli chiusine, utilizzata dal IX al II secolo a.C., con tombe a camera famose quali la celeberrima tomba dipinta della Scimmia, la tomba dell'Iscrizione o la tomba ellenistica delal Pellegrina", ha spiegato Maria Angela Turchetti, del Polo Museale dell'Umbria (ex Soprintendenza Archeologica della Toscana) in occasione del convegno a Tourisma2017, il salone internazione dell'Archeologia svoltosi a Firenze.
Le tombe indagate coprono un arco di tempo di quasi due secoli, tra la seconda metà del VII secolo a.C. e la metà del V secolo a.C. e seppure parzialmente saccheggiate, hanno consentito di documentare una variegata casistica di situazioni riconducibili a una pluralità di rituali ed interventi umani antichi. Tra le sepolture a fossa ed inumazione si distingue la tomba 4 che per posizione stratigrafica, contesto archeologico, postura dell'individuo, dati antropometrici rappresenta una significativa anomalia: per questa deposizione non si può escludere l'ipotesi di una uccisione rituale o di un sacrificio umano. Insomma, nella tomba 4, il nostro uomo era caduto in maniera brusca e lì rimasto fino allo scavo ma si trattava di una sepoltura perché era stato ricoperto di terra e sigillato con lastre di pietra. E quando Stefano Ricci, dell'unità di ricerca Preistoria e Antropologia Dipartimento Scienze Fisiche della Terra e dell'Ambiente dell'Università di Siena è andato a ricostruire il cranio, ha anche verificato che non si trattava di tratti etruschi e nemmeno europei. Da un primo confronto statistico sulle misure del cranio, l'uomo poteva provenire dall'Africa o dall'Asia minore. Ma questo sarà il Dna a stabilirlo, lo stesso Dna utilizzato per rivelare altre sensazionali scoperte che hanno portato la fama dell'Università di Siena e dei suoi ricecatori in giro per il mondo.
Sulle ossa del tronco dell'uomo si notano segni particolari che dicono che in vita si trattava di un uomo di fatica che lavorava molto, uno schiavo quasi sicuramente. Il che fa rivoluzionare le teorie secondo le quali gli Etruschi fossero un popolo mite. I Tirreni, viceversa, erano considerati pirati e tra le loro usanze gli storici antichi contemplano anche quella del sacrificio umano.
I risultati dei recenti scavi condotti a Chiusi nella necropoli di Poggio Renzo hanno, dunque, fornito l'occasione per tornare a riflettere su un argomento di interesse storico e sociologico sul quale esiste una sterminata letteratura.
Riutilizzare una sepoltura era una pratica abbastanza diffusa anche in Etruria. Una tale operazione poteva essere, però, compiuta solo ponendo in atto determinati rituali di chiusura e purificazione, le cui modalità dovevano essere regolate dalle norme contenute nei Libri Rituales, uno dei grandi testi sacri degli Etruschi. La riapertura della tomba dell'iscrizione di Poggio Renzo, ad esempio, in concomitanza con i recenti scavi, ha consentito di riflettere nuovamente su un grande rituale di chiusura ancora perfettamente leggibile. Ad un rituale di chiusura può, forse, rimandare anche il caso della tomba 4: probabilmente un sacrificio umano in occasione della definitiva chiusura della tomba a camera nel cui corridoio lo schiavo era sepolto.

Pi-Ramses, scoperte le tracce di un grande edificio

Resti del complesso monumentale appena individuato
(Foto: Peramses mission)
Nei pressi dell'antica città di Pi-Ramses, capitale d'Egitto durante il regno di Ramses II, un gruppo di archeologi del Museo Roemer di Hildesheim, Germania ha scoperto parti di un complesso di edifici nonché una fossa in malta con orme di bambini.
Il complesso monumentale copre un'area di circa 200 per 160 metri ed era, con tutta probabilità, un palazzo o un tempio. Già l'anno scorso sono state effettuate delle misurazioni magnetiche al fine di determinare la struttura dell'antica citta e proprio queste prospezioni hanno permesso di individuare il complesso edilizio. Il luogo di scavo era stato scelto non solo per il suo alto potenziale in termini archeologici, ma anche per la vicinanza al moderno villaggio di Qantir, che mette in pericolo le antichità esistenti con il continuo espandersi delle coltivazioni.
Al momento gli archeologi non sono in grado di ricostruire idealmente gli edifici della città, a causa delle dimensioni limitate delle trincee di scavo. Tuttavia la stratigrafia è molto promettente ed ha conservato le diverse fasi costruttive. Nella parte inferiore di una fossa, su uno strato di malta, i ricercatori hanno individuato orme di bambini. La fossa era stata riempita con pezzi di intonaco di una parete dipinta, puliti in situ e successivamente rimossi.

Fonte:
english.ahram.org.eg

Turchia: il mausoleo minacciato dalle acque

La tomba di Zeynel Bey (Foto: dailysabah.com)
L'antica città di Hasankeyf, nel sudest della Turchia, corre il rischio di essere sommersa dalle acque a causa di una nuova diga. Archeologi e scienziati si sono attivati per recuperare le memorie storiche della città, partendo dalla storica tomba di Zeynel Bey.
La tomba di Zeynel Bey ha circa 650 anni ed è situata vicino al lago di Ilisu, nel sudest della Turchia sarà smontata e ricostruita in un luogo più sicuro a causa della minaccia rappresentata dalla diga di Ilisu. Un progetto realizzato in collaborazione tra scienziati olandesi e turchi permetterà di ricostruire la celebre sepoltura, ultimo luogo di riposo di Zeynel Bey, figlio del fondatore della dinastia Aq Qoyunlu Zun Hassan, a due chilometri di distanza dalla posizione attuale.
Per spostare la tomba, si è proceduto a collocare una piattaforma sotto la costruzione. Saranno ben 65 gli esperti chiamati a collaborare al progetto, che comincerà a realizzarsi nel mese di marzo di quest'anno. Hasankeyf è un insediamento fondato in tempi molto antichi, dichiarato zona naturale di conservazione dal governo turco nel 1981. La controversia sulla costruzione della diga di Ilisu è andata avanti per decenni, tuttavia il governo ha deciso di accelerare l'attività di scavo e di riposizionamento di tutte le evidenze archeologiche.
Hasankeyf è un insediamento che conserva ancora la sua atmosfera medioevale. E' diviso in due parti: una inferiore ed una superiore. Ci sono almeno 6.000 grotte, utilizzate un tempo - e fino a non molti anni fa - dai locali come alloggi. Hasankeyf conserva un gran numero di strutture storiche: innanzitutto la fortezza che domina la città, costruita dai bizantini; poi un grande ponte medioevale, un moschea del 1315, la moschea di al-Rizk risalente al 1409, la moschea del Sultano Suleyman del 1351.
La tomba di Zeynel Bey venne eretta nel XV secolo per il figlio del sultano Uzun Hassan. E' considerato uno dei primi esempi di mausolei tradizionali anatolici. La tomba reca un epitaffio sulla prota di accesso settentrionale, che cita il destinatario del mausoleo, Zeynel Bey, martirizzato l'11 agosto 1473 durante una guerra. Il mausoleo ha forma quadrata mentre l'interno è progettato come poligono ottagonale. L'architetto che l'ha progettata è Pir Hasan, figlio di Abdurrahman.

Fonte:
dailysabah.com

Keros, primitiva isola sacra delle Cicladi

Gli idoli infranti di Keros (Foto: tornosnews.gr)
Uno dei siti più misteriosi dell'antica Grecia, il più antico santuario situato sulla remota isola di Keros, ha rivelato nuovi, avanzati livelli di complessità. Il santuario risale al 3000 a.C. ed è il primo santuario marittimo al mondo, secondo quanto affermato dall'archeologo britannico Sir Colin Renfrew.
L'ultima scoperta in ordine di tempo, è una scala che collegava il monte Kavos a Daskalio, un isolotto roccioso posto al largo, esistente prima che la striscia di terra che collegava Daskalio a Keros fosse sommersa dalle acque.
Keros si trova la isole Naxos e Santorini, che hanno svolto un ruolo importante durante l'Età del Bronzo. In base ad un articolo comparso sul "Times" le nuove scoperte sono antiche come le piramidi. Ai piedi della collina sono stati ritrovati migliaia di frammenti di figurine nello stile cicladico, nonché bacini di marmo e ceramica utilizzata per bere vino, tutti utilizzati come offerte rituali.
Gli archeologi sono stati sorpresi che non tutte le parti delle figurine si adattano l'una all'altra, il che significa che le parti sono arrivate a Kavos già frammentate. Nessuna delle oltre 500 parti di figurine e dei 2.500 frammenti di bacili in marmo sono stati mai rinvenuti altrove nelle Cicladi. Sembra che ci fosse un'usanza che consisteva nel portare un frammento di statuina votiva per depositarlo nel santuario di Keros, sostando per qualche giorno fino al completamento della cerimonia religiosa.
Nel 2008 sono stati rinvenuti i resti di un santuario in pietra datato ad un periodo compreso tra il 2500 ed il 2400 a.C.; sono state trovate anche tracce di abbandono dello stesso santuario, avvenuto intorno al 2000 a.C.. Sir Renfrew ha descritto quest'edificio come il più grande conosciuto nelle Cicladi. Si trattava, a parere dell'archeologo, del più importante centro monumentale delle isole, risalente al 3000 a.C., 500 anni prima di qualsiasi altro centro cerimoniale Egeo. L'analisi delle offerte ha rivelato che queste si concentrarono soprattutto tra il 2750 e il 2550 a.C., con una graduale diminuzione nei successivi 50 anni.

Fonte:
tornosnews.gr