giovedì 29 novembre 2018

Danimarca, il sigillo di Elisabeth

Danimarca, il sigillo di Elisabeth Buggesdatter (Foto: Arkaeologi Vestjylland/stampati/Ritzau Scanpix)
Un sigillo recentemente scoperto in Danimarca ha rivelato essere appartenuto ad una figura chiave nelle ribellioni del 1300 nello Jutland. Il sigillo apparteneva a Elisabeth Buggesdatter ed è stato rinvenuto da un archeologo dilettante presso Hodde, vicino a Varde, nello Jutland occidentale.
Il sigillo è stato facilmente riconosciuto perché Elisabeth era una delle poche donne dell'epoca il cui nome è stato riportato in fonti scritte e in altri contesti. E' stata descritta come una donna autorevole, che poteva parlare nelle riunioni politiche di un'epoca in cui il potere legislativo e giudiziario era completamente in mano agli uomini.
Elisabeth era figlia di Niels Bugge, figura di spicco dell'epoca ed uno degli uomini più ricchi dello Jutland. Niels era anche uno dei leader della rivolta contro il re danese Valdemaro IV Atterdag, che governò dal 1340 al 1375. Poiché il sigillo è considerato una proprietà dello stato, è stata consegnata al Museo Nazionale di Copenhagen.

Foto:
thelocal.dk

Israele, trovata una maschera in pietra di 9000 anni fa

Israele, la maschera risalente a 9000 anni fa trovata in Cisgiordania
(Foto: AFP)
La Israel Antiquities Authority ha presentato quella che è una rara maschera in pietra di 9000 anni fa, legata agli inizi della società agricola. La maschera è in arenaria rosa e gialla ed è stata scoperta in un campo presso l'insediamento ebraico di Pnei Hever, nella Cisgiordania occupata.
"La maschera è molto naturalistica, nel modo in cui è stata forgiata", ha detto l'archeologo della Israel Antiquities Authority, Ronit Lupu. "E' possibile vedere gli zigomi ed il naso perfetto. E' una maschera molto rara. L'ultimo ritrovamento del genere risale a 35 anni fa. E' una scoperta incredibile, dal punto di vista archeologica".
La Cisgiordania è un territorio palestinese occupato da Israele durante la guerra dei sei giorni del 1967. Ci sono controversie sulla proprietà dei manufatti scoperti in questa zona. La maschera è stata datata all'epoca neolitica. "Le maschere in pietra sono legate alla produzione agricola", ha affermato Ronit Lupu. "La transizione da un'economia basata sulla caccia e raccolta all'antica agricoltura e domesticazione di piante e animali, è stata accompagnata da un cambiamento nella struttura sociale e da un forte aumento delle attività rituali e religiose quali il culto degli antenati".

Foto:
france24.com

Il tesoro ottomano di Pleven, in Bulgaria

Bulgaria, il tesoro di monete ottomane trovato a Pleven
(Foto: Comune di Pleven)
Un tesoro di oltre 7.000 monete d'argento coniate durante l'impero ottomano e nascosto in due pentole, è stato scoperto per caso dai detenuti della prigione della città di Pleven, in Bulgaria settentrionale. I detenuti stavano effettuando alcuni lavori agricoli sul terreno di proprietà della prigione di Pleven.
Si pensa che il tesoro sia stato sepolto nel XIX secolo. E' prevalentemente composto da monete dette akces, principale unità monetaria dell'impero ottomano. Il peso stimato delle monete è di circa 8,345 chilogrammi ed ora sono all'esame approfondito dei numismatici. "Si tratta di monete differenti e di diverso valore nominale, probabilmente raccolte nel corso degli anni", ha affermato l'archeologo Vladimir Naydenov.
Gli esperti del museo di storia di Pleven pensano che nei pressi del luogo del ritrovamento potrebbero esserci monete ottomane più grandi. Nel 1877 Pleven, nota anche con il nome di Plevna, era una città ottomana ben fortificata. Più volte e senza successo era stata presa d'assalto da forze russe rumene, durante la guerra russo-turca del 1877-1878.

Fonte:
archaeologyinbulgaria.com

Slovenia, trovata la lastra tombale di una bambina

La lastra tombale appena ritrovata in Slovenia
(Foto: Istituto per la protezione del patrimonio culturale della Slovenia)
Un uomo che stava pescando nel fiume Sava a Kranj, in Slovenia settentrionale, ha notato un blocco rettangolare di pietra con quella che sembrava essere un'iscrizione, sul fondo del fiume. L'uomo ha immediatamente segnalato la scoperta all'Istituto per la protezione culturale del patrimonio della Slovenia, che ha inviato degli archeologi sul posto.
L'iscrizione, in latino, ha rivelato essere una lapide di epoca romana, dedicata ad una giovanissima di nome Aurelia, morta all'età di 12 anni, nel I o nel II secolo d.C.. L'iscrizione menziona il padre che, affranto dal lutto, aveva commissionato la pietra tombale. Non si sa da dove provenga questa lapide, né se c'è un cimitero nelle vicinanze. L'usura sulla pietra indica che è stata in acqua per diverso tempo. Una rientranza, nella parte superiore della lastra tombale, sembra suggerire la presenza, un tempo, di una piccola statua.

Fonte:
archaeologynewsnetwork.blogspot.com

sabato 24 novembre 2018

Galles, trovata una tomba dell'élite celtica

Galles, frammenti di bronzo smaltato provenienti dalla sepoltura del
Pembrokeshire (Foto: tivysideadvertiser.co.uk)
In un campo nel Pembrokeshire, in Galles, è stato rinvenuto, da cercatori "armati" di metal detector, un antico luogo di sepoltura celtico di notevole importanza. Il ritrovamento è stato dapprincipio accolto con incredulità dagli stessi archeologi che ora, però, pensano si tratti del primo esempio nel Galles di una sepoltura con un carro celtico.
Gli archeologi pensano di trovarsi al centro di un enorme insediamento celtico, più grande di Castell Henllys e risalente a più di duemila anni fa. Sono stati scoperti anche diversi pezzi di metallo di età celtica, quali raccordi per briglie in bronzo ed una spilla. I pezzi in bronzo erano ricoperti da una decorazione in smalto rosso parzialmente corrosa dal tempo. Una volta aperto lo scavo sono emersi i cerchi di due ruote in ferro arrugginito e resti di un carro. Si tratta di una sepoltura con carro, un rito funebre riservato ai capi celtici. Accanto a due morsi sono stati trovati dei denti di un pony che hanno contribuito ad identificare la sepoltura.
Le sepolture con carro sono state documentate in tutta Europa, ma nel Regno Unito si trovano principalmente a nordest dell'Inghilterra. Nelle vicinanze di quella appena scoperta sono state trovate altre due sepolture in fossati circolari. Al momento gli archeologi non sanno quanto sia esteso l'insediamento celtico che sorgeva nei pressi, ma si pensa che fosse molto esteso.

Fonte:
tivysideadvertiser.co.uk

lunedì 19 novembre 2018

Pompei, ecco apparire Leda e il cigno!

Pompei, affresco di Leda e il cigno appena scoperto
(Foto: napoli.repubblica.it)
Il ritratto di Leda mentre viene ingravidata da Giove, il re degli dei che pur di averla si è trasformato in cigno. Esplicito e sensualissimo, ricco di colori e sfumature che ne sottolineano l'altissima qualità esecutiva, è un grande affresco ritrovato nella camera da letto di una grande casa in via del Vesuvio, l'ultima meraviglia di Pompei. Un ritrovamento "eccezionale e unico", anticipa in esclusiva all'Ansa il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna.
L'affresco, spiega Osanna, è stato scoperto "durante i lavori di riprofilatura dei fronti di scavo", uno dei lavori finanziati con fondi europei dal grande Progetto per la risistemazione di Pompei che si stanno portando avanti nella Regio V della cittadella romana. La domus in questione si affacciava sul lato orientale di via del Vesuvio, "in pratica una parallela della via dei balconi".
Pompei, il ritratto di Leda appena scoperto(Foto: napoli.repubblica.it)
La stessa dimora, precisa, nell'ingresso della quale l'estate scorsa era stato ritrovato un Priapo nell'atto di pesarsi il fallo, immagine simile a quella molto conosciuta che decora l'ingresso della celeberrima Villa dei Vettii. In questo caso si tratta di un ritrovamento di particolare importanza, sottolinea all'Ansa il direttore Osanna, proprio per la fattura del ritratto di Leda, che è estremamente particolare e "diverso da tutti gli altri fino ad oggi ritrovati in altre case". Nella cittadina romana, spiega, il riferimento al mito greco di Leda e il cigno, "è piuttosto diffuso", mai però era stato ritrovato "con questa iconografia decisamente sensuale, che sembra guardare - ipotizza l'archeologo - al modello scultoreo di Timoteo", importante scultore greco del IV secolo a.C.
Ammiccante e piuttosto licenzioso con lo sguardo obliquo di Leda che sembra incrociare gli occhi di chi entra nella stanza, il ritratto della casa di via del Vesuvio si trovava, precisa Osanna, in un cubicolo, quindi una camera da letto alla quale si accedeva subito dopo aver oltrepassato le fauces con il Priapo e poi l'atrio della ricca dimora. Ma chi poteva esserne il proprietario? L'ipotesi più probabile per Osanna è quella di "un ricco commerciante, forse un ex liberto ansioso di elevare il suo status sociale anche con il riferimento a miti della cultura più alta".

Fonti:
napoli.repubblica.it

venerdì 16 novembre 2018

Israele, navi incise sulle pareti di un'antica cisterna...

Israele, le scale che conducono alla cisterna appena scoperta
(Foto: Israel Antiquities Authority)
Nella città di Be'er Sheva, nel deserto meridionale di Israele, sono state scoperte delle deboli incisioni risalenti a 2000 anni fa, raffiguranti circa 13 navi. Le incisioni erano in una cisterna, scavata dagli archeologi nel corso dell'esplorazione del terreno per la costruzione di un nuovo quartiere.
La cisterna era in una depressione nel terreno. Si tratta di un grande serbatoio utilizzato per immagazzinare l'acqua, profonda 12 metri. Alcune scale conducono verso il fondo del serbatoio e lungo le sue pareti gli archeologi hanno notato delle deboli linee presto riconosciute come delle incisioni. Si tratta della raffigurazione di 13 navi, un marinaio e diverse figure animali.
Le navi sono raffigurate in modo molto dettagliato, secondo l'esperto di arte rupestre dell'Israel Antiquities Authority, David Eisenberg-Degen. Le proporzioni sono ben rappresentate e figurano anche dettagli coerenti con la costruzione delle moderne imbarcazioni. La cisterna, secondo gli archeologi risale al I o al II secolo d.C., epoca della dominazione romana in Israele.
I resti di un insediamento romano si trovano a circa 800 metri dal luogo dove è stata trovata la cisterna. Quest'ultima verrà mantenuta visibile all'interno di uno spazio verde nello sviluppo del nuovo quartiere. Non è chiaro ancora quando la cisterna cadde in disuso. Tra le macerie e la sporcizia di riempimento gli archeologi hanno trovato frammenti ceramici, conchiglie e frammenti di armi risalenti alla prima guerra mondiale.

Fonte:
livescience.com

Egitto, scoperta la sepoltura di una donna e del suo bambino

Egitto, gli scheletri della donna e del suo bambino appena ritrovati
(Foto: english.ahram.org.eg)
Una missione archeologica italo-americana che sta lavorando ad Aswan e Kom Ombo ha scoperto la tomba di una donna e del suo feto, morti 3700 anni fa. La sepoltura è quasi intatta ed è stato rinvenuto anche un piccolo cimitero utilizzato in precedenza da popolazioni nomadi che si erano trasferite in Egitto dall'entroterra desertico della Nubia, durante il secondo Periodo Intermedio (1750-1550 a.C. circa).
Al momento della morte la donna aveva circa 25 anni ed era molto vicina al parto. Lo scheletro del bambino è stato trovato nella zona pelvica e si era già predisposto ad uscire a testa in giù. Questo sembra suggerire che sia la madre che il bambino possano essere morti di parto. Un'analisi preliminare dei resti della giovane donna ha rivelato un disallineamento del bacino, probabile risultato di una frattura guarita in modo poco corretto. Proprio questa frattura potrebbe aver causato i problemi che, durante il travaglio, hanno portato alla morte sia della madre che del bambino.
Lo scheletro della donna era avvolto in un sudario di cuoio. Due vasi in ceramica la accompagnavano nel suo viaggio nell'aldilà: si tratta di un piccolo vaso egizio, logorato dall'uso e da una ciotola con la superficie interna nera e rossa.
E' stata anche scoperta un'inusuale offerta, all'interno della tomba, consistente in moltissime perle ricavate dal guscio di struzzo. Probabilmente in vita la donna doveva avere una certa importanza e la sua famiglia deve aver posto nella sua sepoltura del materiale non lavorato per onorare la sua memoria.

Fonte:
english.ahram.org.eg

giovedì 8 novembre 2018

Turchia, i mosaici...particolari di una latrina

Turchia, mosaici pavimentale della latrina di Antiochia ad Cragum
(Foto: Antiochia ad Cragum Scavi)
Gli archeologi hanno rinvenuto, presso la città costiera di Antiochia ad Cragum, in Turchia, un mosaico pavimentale con delle scene spinte. I mosaici risalgono al II secolo d.C. e sono stati rinvenuti in una latrina romana. Le scene sono piuttosto esplicite: Narciso affascinato da un simbolo fallico e Ganimede i cui genitali vengono lavati con una spugna.
Il mosaico è conservato solo per metà, per quel che riguarda la scena di Ganimede. Narciso presenta un naso piuttosto lungo, considerato piuttosto brutto per gli standard di bellezza del tempo. Presumibilmente il giovane sta ammirando, riflesso, il suo organo genitale.
Il ritrovamento di mosaici all'interno di una latrina è piuttosto raro, in Turchia. La latrina aveva canali che trasportavano acqua pulita e sedili in marmo o in legno che, purtroppo, sono andati perduti. Si pensa che la latrina fosse frequentata esclusivamente da uomini. Confinava con la latrina il bouleuterion, o Casa del Consiglio.
Il mosaico appena scoperto è finora l'unico esempio di mosaico figurativo trovato presso Antiochia ad Cragum, fondata durante il regno di Nerone, nel I secolo d.C.. La città aveva una popolazione stimata di circa 6.000 persone. La città venne abbandonata nell'XI secolo. In un'altra latrina, con il soffitto a volta, proprio fuori città, gli archeologi hanno inoltre scoperto un tesoretto di 3.000 monete d'argento del XVII secolo. Queste monete sono state volutamente sepolte per tenerle nascoste con l'intento di recuperarle più tardi. E' stato scoperto anche uno scheletro, insieme alle monete.

Fonte:
livescience.com

Grecia, il kouros del contadino...

Il ministero della cultura greco ha dato notizia di una recente scoperta del torso di un antico kouros da parte di un contadino che stava lavorando nel suo campo. Già il mese scorso sono state rinvenute tre statue e diverse sepolture nella stessa località, nei pressi del centro della città greca di Atalanti, a 150 chilometri a nordovest di Atene.
In totale sono stati trovati quattro grandi frammenti di statue di kouroi di grandezza naturale in pietra calcarea, unitamente alla base triangolare di un'altra statua. Sono state anche scoperte delle sepolture, circa sette, probabilmente parte di una più grande necropoli.
Grecia, torso di kouros rinvenuto nel campo di un contadino
(Foto: Ministero della Cultura Greco)


Fonte:
apnews.com

Cina, scoperto del vino in una sepoltura

Cina, scavo di una tomba a Luoyang (Foto: Daily Mail Online)
Gli archeologi che stanno lavorando nella zona centrale della provincia cinese di Henan, hanno versato il contenuto rinvenuto in un vaso di bronzo trovato in una tomba della Dinastia Han (202 a.C. - 8 d.C.). Il liquido emanava un profumo di vino.
Si tratta di un liquido giallo trasparente con lo stesso aroma del vino, ha affermato Shi Jiazhen, capo dell'Istituto delle reliquie culturali e di archeologia della città di Luoyang. Il contenuto del vaso deve essere ulteriormente analizzato in laboratorio, in modo da accertare la sua esatta composizione.
La stessa sepoltura ha restituito un gran numero di vasi in terracotta verniciata e manufatti in bronzo, che erano stati disposti nei 210 metri quadrati di superficie. I resti del proprietario della tomba sono ben conservati. In precedenza è stato rinvenuto del vino di riso molto simile al liquido recentemente scoperto in altre sepolture risalenti alla Dinastia Han. Il liquore ottenuto dal riso o dai grani di sorgo era una parte importante delle cerimonie e dei sacrifici rituali nell'antica Cina. Spesso questo liquore era conservato in elaborati vasi di bronzo.
Shi Jiazhen ha detto che il vaso di bronzo appena rinvenuto faceva "compagnia" ad un altro grande elemento in bronzo. Si tratta di una lampada a forma di oca selvatica, la prima di questo genere trovata nella città di Luoyang, capitale di ben 13 Dinastie e con una storia di ben 3000 anni.

Fonte:
xinhuanet.com

I Celti e le teste imbalsamate dei nemici

Resti di teschi umani trovati nel sito celtico di Le Cailar, in Francia
(Foto: Fouille Programmée Le Cailar-UMR5140-ASM)
Pare che gli antichi Celti usassero appendere le teste delle loro vittime attorno ai colli dei cavalli per farle sfilare in parata. Gli archeologi hanno trovato le prove, in Francia, di questa macabra usanza, resti di teste mozzate imbalsamate risalenti a più di duemila anni fa.
Scritti sia greci che romani riferiscono che gli antichi Celti, che vivevano in Gallia, attuale Francia, avevano l'abitudine di tagliare la testa dei loro nemici dopo una battaglia. Le teste venivano, poi, messe al pari di collane al collo dei loro cavalli. In un insediamento dell'Età del Ferro, Entremont, in Provenza, sono state rinvenute le prove di questa macabra pratica.
Gli ultimi ritrovamenti sembrano indicare che i Celti usassero imbalsamare le teste decapitate e porle accanto alle porte delle loro case come trofei per sottolineare il loro status e per spaventare i loro nemici. I ricercatori hanno analizzato dei frammenti di teschi ritrovati presso il sito di Le Cailar, nel sud della Francia, scoperto nel 2000. L'insediamento risale all'Età del Ferro ed è situato su una piccola collina nei pressi di una vasta laguna collegata al fiume Rodano. Fungeva da porto per i commercianti che percorrevano le rotte del Mediterraneo.
Dal 2003 al 2013 gli archeologi hanno ricomposto i frammenti appartenenti a 50 teschi, trovati nei pressi di armi e accanto alle porte dell'insediamento celta. Proprio la posizione delle teste e delle armi suggerisce che queste teste erano esposte all'aperto, nel grande spazio comune del villaggio. Quest'ultimo fu occupato dal VI secolo a.C. fino al I secolo d.C., dopo la conquista romana della Gallia. I teschi sono stati datati al III secolo a.C., un periodo funestato da numerosi conflitti.
Una volta analizzati, undici frammenti di teschi hanno rivelato tracce di imbalsamazione. Sei frammenti recavano segni di resina di conifere, insieme a molecole che sono presenti solo quando la resina dei pini viene riscaldata ad alta temperatura. E' la prima volta che un'analisi chimica rivela prove di imbalsamazione su teste dell'Età del Ferro in Gallia.

Fonte:
livescience.com

Terracina, tracce del primo tempio ellenistico del Lazio

Terracina, scavi sul monte Sant'Angelo (Foto: Paul Scheding) Nell'ambito di un progetto di scavo intrapreso da ricercatori tede...