lunedì 16 febbraio 2015

Toscana, sulle tracce delle pandemie di colera

Una delle sepolture scavate dagli archeologi
(Foto: Unipi)
Un antico cimitero, a Badia Pozzeveri, in Toscana, potrebbe fornire molti indizi sul batterio che causa il colera. Il cimitero ospita le vittime dell'epidemia di colera che sconvolse l'Europa nell'arco di diversi secoli, e, in ultimo, nel 1850.
Gli archeologi della Ohio State University, in collaborazione con i ricercatori dell'Università di Pisa, hanno trovato le tracce del patogeno che ha causato il colera. I resti umani, una volta analizzati, poi, potrebbero rivelare dettagli sulla vita di tutti i giorni e sulle cause della morte delle persone che abitavano, un tempo, Badia Pozzeveri. I corpi furono sepolti frettolosamente ed altrettanto velocemente furono coperti di calce che ha cementato gli scheletri. Evidentemente i residenti temevano il diffondersi del contagio.
Le ossa dei morti di peste si sono conservate e la calce, che ha sigillato anche il terreno attorno ai corpi, ha conservato il Dna degli antichi batteri e di altri organismi che erano "ospitati" nei corpi dei defunti.
Badia Pozzeveri ospitava anche un monastero, fondato nel 1056 ed abbandonato nel 1408, la cui chiesa sopravvisse almeno fino agli anni '50 del secolo scorso. Molti cimiteri di diversi periodi storici circondano le rovine di questo edificio. Sepolti in questi cimiteri sono stati trovati anche i resti dei defunti durante le pandemie di peste che devastarono l'Europa dal 1346 al 1353.
Nel 2012 furono scavate varie fasi sepolcrali comprese tra l'XI e il XIX secolo, tra cui un cimitero del '700 destinato ai bambini, che in Toscana era noto come "paradisino". Qui è stata trovata una fossa per la gettata delle campane risalente al XVIII secolo, in cui sono visibili le impronte degli stampi per la fusione del bronzo. Il cimitero dei bambini si trova vicino al campanile della chiesa del monastero ed ha restituito diverse tombe infantili ben conservate.
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