venerdì 16 febbraio 2024

Israele, emergono i possenti resti del campo della VI Legio Ferrata

Israele, gli scavi della base militare romana
(Foto: stilearte.it)

I resti architettonici di una possente base militare romana di 1800 anni fa, sono stati scoperti in un recente scavo condotto dall'Autorità per le antichità israeliane ai piedi di Tel Megiddo, vicino all'antico villaggio di Kfar Othanay (il greco Capercotnai). Le strutture portate alla luce appartenevano al comando della Legio VI Ferrata, così chiamata per le armature e per le protezioni pesanti che portavano i soldati. Un'unità militare corazzata.
Lo scavo è stato diretto da Yotam Tepper e Barak Tzin e finanziato dalla Netivei Israel National Infrastructure Company. Nel corso dell'indagine archeologica sono stati scoperti estesi e impressionanti resti architettonici della via Pretoria (la strada principale del campo), oltre ad un podio a forma semicircolare e aree pavimentate in pietra che facevano parate di un grande edificio pubblico monumentale.
Quella della VI Legione è l'unica base militare romana di queste dimensioni che è stata localizzata e scoperta in Israele. Una cittadella militare costruita come una "piccola Roma". 
"Il campo della VI Legio romana fu una base militare permanente per oltre 5.000 soldati romani per più di 180 anni, dal 117-120 al 300 d.C. circa. - Ha affermato il Dottor Yotam Tepper, direttore degli scavi. - Due strade principali si incrociano al centro del campo. Una ha 550 metri di lunghezza, l'altra, che segna la larghezza del campo stesso, è di 350 metri. All'incontro tra le due strade sono stati eretti gli edifici di comando (e fu stabilito l'umbilicus). Fu da questo punto base che tutte le distanze lungo le strade imperiali romane fino alle principali città del nord del Paese, furono misurate e segnate con pietre miliari. Gli antichi resti dell'edificio non furono conservati in altezza poiché la maggior parte delle pietre da costruzione furono rimosse, nel corso del tempo, per essere riutilizzate in progetti edilizi realizzati durante il periodo bizantino e primo islamico".
Il Dottor Tepper ha sottolineato che la scoperta della base legionaria non è stata accidentale, poiché nell'ultimo decennio sono stati condotti sondaggi e sei stagioni di scavi archeologici nell'ambito di un progetto di ricerca geografica-storica congiunto diretto dal Dottor Tepper e dal Dottor Matthew J. Adams, nell'ambito del Jezreel Valley Research Project, realizzato per conto dell'Albright Institute of Arcaheology di Gerusalemme.
Sondaggi preliminari dell'area del campo hanno indicato che l'intera base romana e tutti i suoi componenti erano alla base degli attuali campi di grano del kibbutz Megiddo. "Il contributo unico dei risultati di questo progetto di ricerca risiede nella rarità di tali scoperte archeologiche. - Ha affermato il Dottor Tapper. - Ciò che è stato portato alla luce è notevole. Fino ad oggi i campi militari romani conosciuti in Israele sono campi d'assedio temporanei o piccoli accampamenti di divisioni ausiliarie. Nessuno è paragonabile all'intero complesso della base legionaria. Fonti storiche e alcune informazioni parziali indicano l'esistenza di una base legionaria romana permanente della X Legio Fratensis a Gerusalemme, ma il campo rimane da scoprire".
Nello scavo sono state portate alla luce monete, parti di armi, frammenti di ceramica e frammenti di vetro. E tegole, trovate in enormi quantità. Le tegole del tetto, alcune delle quali recano i timbri della VI Legione, furono utilizzate per vari scopi. Oltre che per i tesse, vennero usate per la pavimentazione delle stanze e per il rivestimento delle pareti.
La Legio VI Ferrata - che dal 193 d.C. fu chiamata Legio VI Ferrata Fidelis Constans Felix - aveva radici antiche. Fu adonata nell'agosto del 47 a.C. da Cesare, nelle province della Gallia Cisalpina e dell'Illirico. Deve il suo nome al pesante armamento metallico dei soldati e, - nell'estensione più tarda del suo nome stesso - alla fedeltà verso l'imperatore Settimio Severo. La legione aveva come simbolo un toro, non disgiunto dalla presenza dell'effigie della Lupa Capitolina.
La VI Ferrata aveva svolto un ruolo notevolissimo nella battaglia di Zela (47 a.C.), in Turchia, combattuta contro Farnace II, figlio di Mitridate VI re del Ponto, che era dilagato in Armenia manifestando altre mire espansionistiche. La Legio si scontrò anche con i soldati di Pompeo in Hispania, poi fu al seguito di Marco Antonio e definitivamente nell'esercito di Augusto, con base in Siria.
Nel 35 d.C. aveva varcato il fiume Eufrate e si era poi mossa contro i Giudei che avevano rifiutato di collocare l'immagine di Caligola nel Tempio di Gerusalemme. Dal 50 al 60 d.C. la Legio VI Ferrata seguì Corbulone in Armenia per arginare la minaccia partica; nel 67 d.C. fu accorpata all'esercito con il quale Cestio Gallo mosse contro i Giudei insieme alla Legio XII Fulminata.
Nel 72 d.C. ebbe parte predominante nell'invasione del regno della Commagene. Con Traiano mosse contro i Parti e nel 105 conquistò la nuova provincia d'Arabia, posta tra il fiume Giordano e il Mar Morto, area importantissima per i commerci con la Persia, l'India ed altri ricchi centri quali Petra e Bosra.
Adriano la spostò dislocandola in Palestina per combattere la terza guerra giudaica, che ebbe fine nel 135, con la distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte della Legione. Nel 193 la VI Ferrata si dimostrò favorevole a Settimio Severo contro Pescennio Nigro  e per tale motivo fu chiamata Fidelis Constans. Alla fine del III secolo d.C. le notizie relative alla Legio diminuiscono drasticamente e alcuni studiosi avevano ipotizzato il suo scioglimento o la distruzione in combattimento, anche se studi recenti paiono aver identificato tracce della sua sussistenza ancora nel 303-304, presso la fortezza legionaria di Udruh, non lontano da Petra.

Fonte:
stilearte.it

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