| Egitto, i sarcofagi dei "Cantori di Amon" (Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità) |
Nel settore sudoccidentale del cortile della tomba di Seneb, nell'area di Qurna, sulla riva occidentale di Luxor, in Egitto, una missione archeologica egiziana congiunta tra il Consiglio Supremo delle Antichità e la Fondazione Zahi Hawass per le Antichità ed il Patrimonio ha individuato un deposito di sarcofagi lignei dipinti contenti mummie, insieme ad un gruppo di rari papiri databili al Terzo Periodo Intermedio (1070/1069 - 712 a.C.).
Secondo quanto comunicato dal ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, la scoperta si inserisce nel quadro delle recenti attività di ricerca sostenute dallo Stato egiziano nell'ambito di una strategia di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.
Le indagini hanno portato alla luce una camera rettangolare scavata nella roccia, utilizzata come deposito funerario. All'interno sono stati trovati 22 sarcofagi lignei policromi disposti su più livelli. L'organizzazione interna del deposito evidenzia un preciso sfruttamento dello spazio: i sarcofagi erano collocati in dieci file orizzontali sovrapposte, con i coperchi separati dalle casse per ottimizzare la capienza dell'ambiente. Accanto ai sarcofagi, la missione ha recuperato un gruppo di vasi in ceramica, ritenuti funzionali alla conservazione dei residui dei materiali impiegati durante il processo di imbalsamazione.
La maggior parte dei sarcofagi riporta titoli professionali invece dei nomi personali. L'appellativo più ricorrente è quello di "cantore di Amon", elemento che apre prospettive di ricerca sulla classe dei musicisti e dei cantori attivi nel culto del dio Amon durante il Terzo Periodo Intermedio. Le condizioni conservative dei manufatti lignei hanno reso necessario un intervento immediato del team di restauro della missione. Le operazioni hanno incluso il consolidamento delle fibre lignee compromesse, il trattamento delle superfici in rivestimento policromo interessate da distacchi ed un'accurata pulitura meccanica per rimuovere i depositi superficiali senza alterare la vivacità dei colori originari. Il supervisore della missione, Afifi Rahim, ha attribuito il deposito alle Dinastie XXI-XXV. Nonostante l'assenza di nomi personali, le mummie risultano ancora all'interno dei rispettivi sarcofagi.
Particolare rilievo assume il ritrovamento di otto papiri, rinvenuti all'interno di un grande vaso in terracotta. Alcuni esemplari conservano ancora il sigillo originario in argilla. I documenti presentano dimensioni differenti e saranno oggetto di interventi di restauro e di successive operazioni di traduzione e studio.
Secondo quanto comunicato dal ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, la scoperta si inserisce nel quadro delle recenti attività di ricerca sostenute dallo Stato egiziano nell'ambito di una strategia di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.
Le indagini hanno portato alla luce una camera rettangolare scavata nella roccia, utilizzata come deposito funerario. All'interno sono stati trovati 22 sarcofagi lignei policromi disposti su più livelli. L'organizzazione interna del deposito evidenzia un preciso sfruttamento dello spazio: i sarcofagi erano collocati in dieci file orizzontali sovrapposte, con i coperchi separati dalle casse per ottimizzare la capienza dell'ambiente. Accanto ai sarcofagi, la missione ha recuperato un gruppo di vasi in ceramica, ritenuti funzionali alla conservazione dei residui dei materiali impiegati durante il processo di imbalsamazione.
La maggior parte dei sarcofagi riporta titoli professionali invece dei nomi personali. L'appellativo più ricorrente è quello di "cantore di Amon", elemento che apre prospettive di ricerca sulla classe dei musicisti e dei cantori attivi nel culto del dio Amon durante il Terzo Periodo Intermedio. Le condizioni conservative dei manufatti lignei hanno reso necessario un intervento immediato del team di restauro della missione. Le operazioni hanno incluso il consolidamento delle fibre lignee compromesse, il trattamento delle superfici in rivestimento policromo interessate da distacchi ed un'accurata pulitura meccanica per rimuovere i depositi superficiali senza alterare la vivacità dei colori originari. Il supervisore della missione, Afifi Rahim, ha attribuito il deposito alle Dinastie XXI-XXV. Nonostante l'assenza di nomi personali, le mummie risultano ancora all'interno dei rispettivi sarcofagi.
Particolare rilievo assume il ritrovamento di otto papiri, rinvenuti all'interno di un grande vaso in terracotta. Alcuni esemplari conservano ancora il sigillo originario in argilla. I documenti presentano dimensioni differenti e saranno oggetto di interventi di restauro e di successive operazioni di traduzione e studio.
Fonte:
finestresullarte.info
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