domenica 22 novembre 2015

Coniugi e martiri



Sono stati identificati gli scheletri di una coppia di sposi cristiani morti circa 2000 anni fa. Le analisi sugli scheletri custoditi, fino a qualche tempo fa in una cattedrale italiana, sembrano avvalorare la leggenda di Chrysanthus e Daria, che la leggenda vuole essere stati perseguitati per la loro appartenenza al credo cristiano.
I Romani uccisero i coniugi nel III secolo d.C., secondo la leggenda, dopo che essi avevano convertito, alla nascente religione, molti Romani. Pur non potento asserire al cento per cento che i resti ritrovati siano proprio quelli di Chrysanthus e Daria, Ezio Fulcheri, paleopatologo dell'Università di Genova, ha comunque affermato che vi è un'alta probabilità che i resti ritrovati siano quelli dei coniugi della leggenda.
Nel 2008, durante i lavori di restauro della cattedrale, nella città di Reggio Emilia, furono ritrovate più di 300 ossa in una cripta sigillata posta sotto l'altare principale della cattedrale. Le ossa formavano, messe insieme, due scheletri completi. I teschi, invece, erano stati posti in un paio di reliquiari d'oro e d'argento posti nella cripta della cattedrale.
Dall'analisi delle ossa, Fulcheri ha dedotto che i resti appartengono ad un uomo e una donna piuttosto in buona salute, al momento della loro morte. Dall'analisi delle pelvi, la donna doveva avere circa vent'anni. Daria, secondo la leggenda, era stata una vergine vestale prima di convertirsi al cristianesimo. Il secondo scheletro, invece, è quello di un adulto di sesso maschile della probabile età di 17 o 18 anni. Entrambi i defunti sembra siano stati piuttosto agiati, quando erano ancora in vita: le ossa non mostrano segni di deformità o usura da lavoro fisico. Entrambi gli scheletri presentavano tracce di un avvelenamento da piombo, assai comune tra la popolazione romana dell'epoca. Si è stimato che i defunti siano vissuti intorno all'80-340 d.C.
Si dice che sia stato persino eretto un santuario sul luogo dove furono seppelliti.
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