sabato 24 marzo 2012

Il papiro dell'Ave Maria...

Il Papyrus Rylands 470
Nel 1917 un inglese ritrovò un documento che conferma la tradizione cristiana che vuole che la preghiera più antica rivolta alla Madonna sia l'"Ave Maria". Il documento è catalogato come Papyrus Rylands 470.
Questo papiro fa parte di un lotto di papiri recuperato da un esperto di archeologia, paleografia e storia delle religioni dell'Università di Manchester, James Rendel Harris. Non si conosce, però, né il luogo esatto dove il ricercatore ha comprato il Papyrus Rylands 470 né la provenienza dei reperti. Si sa che la raccolta si trovava in terra egiziana fino al termine del primo conflitto mondiale.
L'Università di Manchester fece esaminare il Papyrus Rylands 470 dai suoi esperti che lo datano ad un periodo compreso tra il III ed il IV secolo d.C.. Il professor Colin Henderson Roberts, membro del comitato scientifico della Oxford University, sostenne che il titolo "Madre di Dio" era stato usato per la prima volta da Atanasio, patriarca di Alessandria d'Egitto morto nel 373. Sir Harold idris Bell, papirologo specializzato in reperti egiziani di epoca romana, ritenne che il papiro era un esemplare destinato ad essere usato come modello per un incisore. Ma fu un monaco benedettino a contribuire efficacemente all'identificazione e datazione dell'importante reperto, Feuillien Mercenier, membro di una comunità monastica belga a Chevetogne.
Padre Mercenier si procurò il testo del papiro e la traduzione latina della versione in copto. Essendo un esperto di studi orientali e liturgici, il benedettino non ebbe difficoltà a riconoscere l'antichissima invocazione mariana del "Sub tuum praesidium", la formula più antica dell'"Ave Maria" ora storicamente accertata. L'invocazione si ispira a testi biblici, soprattutto tratti dalla "Bibbia dei Settanta". L'inizio richiama l'immagine dell'ombra delle ali, che ricorda la protezione divina accordata anche da alcune divinità egiziane. Il termine "praesidium" è di origine chiaramente militare e si riferisce ad un luogo ben difeso, un presidio, appunto, all'interno del quale si rifugiavano coloro i quali erano perseguitati a causa della fede. Il che conforta ulteriormente l'appartenenza del frammento di papiro al III secolo d.C., all'epoca delle persecuzioni di Decio e Valeriano, durante le quali furono uccisi molti africani e che si scatenarono nella zona dove fu composto il primitivo testo del "Sub tuum praesidium".
Finora non si conosceva un testo che comprovasse il culto di invocazione alla Vergine per il periodo storico al quale appartiene il Papyrus Rylands 470.
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