martedì 1 maggio 2012

L'esercito degli "Immortali"

Guerrieri persiani, bassorilievo
La società persiana comprendeva i nobili (azata), che dominavano sui sudditi (bandaka) e, al di sotto di tutti gli schiavi (mariaka). Tutti erano sottoposti al re.
Il servizio militare era obbligatorio sia per i nobili che per i sudditi. L'esonero dal frequentare la corte o dal servizio militare era un favore che poteva essere concesso unicamente dal re. Prima dei cinque anni un ragazzo persiano non era ammesso alla presenza del padre e viveva esclusivamente con le donne. Dai cinque ai venti anni imparava a montare a cavallo, ad usare l'arco e a dire la verità, come scrive Erodoto.
Strabone racconta che il servizio militare e l'addestramento duravano fino al ventiquattresimo anno di età. I giovani erano divisi in compagnie di 50 elementi, ciascuna sotto il comando di un rampollo di una famiglia nobile.
Erodoto scrive che Dario aveva appena vent'anni quando Ciro partì per la sua ultima spedizione, nel 530 a.C.. Non aveva, pertanto, l'età per prestare il servizio militare, anche se combatté tra i portatori di lancia di Cambise in Egitto, nell'inverno del 528-527 a.C..
Strabone racconta che, dopo aver servito nell'esercito persiano, i giovani venivano congedati ma potevano essere richiamati fino al 50° anno di età. L'esercito era imperniato su reggimenti, ciascuno di mille uomini. Il termine persiano che indicava questi reggimenti era hazarabam (da hazara, "mille" e barn, un numerale). Ciascun reggimento era comandato da un hazarapatis (comandante dei mille) ed era suddiviso in dieci sataba di cento unità. Ogni satabam era comandato da un satapatis ed era anch'esso suddiviso in dieci dathaba di dieci uomini. Dieci reggimenti costituivano una divisione di 10.000 uomini, detta baivarabam, "miriade", al comando di un baivarapatis.
Soldato del re Dario, altorilievo del 500 a.C. circa
Il più importante baivarabam dell'esercito persiano era la celebre divisione personale del re, formata dagli "Immortali" (Amrtaka), di cui faceva parte il fior fiore dei coscritti dell'esercito nazionale.
Il re marciava in mezzo all'esercito, in testa al quale erano disposti dei cavalieri scelti. Seguivano un migliaio di portatori di lancia, con le lance abbassate verso il basso. Erodoto afferma che dopo il re venivano altri mille portatori di lancia, con queste ultime puntate verso il cielo, seguiti da altri mille cavalieri scelti, diecimila fanti scelti, probabilmente i cosiddetti "Immortali".
Il reggimento di portatori di lancia era, forse, separato dagli altri diecimila "Immortali". Vi erano, praticamente, dieci reggimenti di "Immortali" uno dei quali era particolarmente scelto: quello che, secondo Erodoto, aveva lance ornate con melagrane d'oro e che circondava i novemila con le melagrane d'argento. Questo reggimento di "Immortali" aveva presumibilmente degli scudi.
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