lunedì 29 ottobre 2012

I Celti e le ossa umane

Uno degli scheletri ritrovati a Gordion
Gli antichi Celti praticavano omicidi "rituali", con l'esposizione di ingenti quantità di ossa umane, per intimorire i nemici ma anche coloro che governavano.
Alla morte di Alessandro Magno i Celti, originariamente mercenari, si stabilirono a Gordion, nell'attuale Turchia, governata, un tempo, da re Mida. Nel 240 a.C. Gordion risulta governata da un gruppo di Celti chiamati Galati. Di questi Celti sono giunti sino a noi case, ceramiche, pesi da telaio che hanno fornito informazioni importantissime sulle popolazioni celtiche di questo periodo storico.
Il ritrovamento più interessante, però, è stato un cimitero e le ossa ed i teschi di una dozzina tra uomini, donne e bambini, sparse un pò ovunque. Le successive sepolture di epoca romana, al contrario, sono ordinatamente disposte in bare e urne cinerarie. Il cranio di una donna di mezza età riporta i segni di tre colpi di martello. Il suo scheletro giaceva immediatamente sopra allo scheletro di una donna più giovane, incastrato tra due grosse pietre. Le ossa di due bambini erano state disposte in mezzo a loro. Un adolescente era stato, invece, decapitato e deposto assieme alle ossa di un cane. Le ossa più bizzarre sono quelle appartenenti a tre scheletri, mescolati tra di loro.
I Celti veneravano grandemente i teschi, raccoglievano le teste dei nemici per appenderle ai finimenti dei cavalli, sacrificavano criminali e nemici catturati per utilizzare le loro ossa al fine di predire il futuro. Gli studiosi pensano che le ossa delle vittime venivano appositamente lasciate esposte a chi viveva a Gordion, a mò di avvertimento sia per i nemici che per la popolazione. Le ossa ritrovate dagli archeologi finora confermano tutte la morte violenta degli individui ai quali appartenevano.
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