venerdì 24 maggio 2013

Antiche battaglie, antiche ferite

Il frammento d'osso del guerriero ferito circa 2500 anni fa da una freccia
Radiografia sui resti di un guerriero greco del IV secolo a.C.. Un evento eccezionale, di cui si sono resi protagonisti alcuni medici di Long Island per cercare di capire come l'uomo fosse sopravvissuto ad una debilitante ferita di guerra.
Il dottor Anagnostis Agelarakis, professore di antropologia presso l'Università di Adelphi, ha portato i resti dell'uomo dalla Grecia in America, al North Shore del Long island Jewish Medical Center di New Hyde Park. Gli antropologi hanno stimato che il guerriero è stato ferito al tempo di Filippo II, padre di Alessandro Magno. I chirurghi da campo greci non poterono asportare una punta di freccia in bronzo dall'ulna sinistra dell'uomo, perché l'asportazione avrebbe causato danni più profondi. La radiografia effettuata ai resti dello scheletro ha rivelato che la punta di freccia aveva una componente spinata che non poteva essere vista ad occhio nudo.
Il dottor Agelarakis ha rivelato che i resti dell'uomo sono stati scoperti nel corso di uno scavo archeologico della metà degli anni '80 del secolo scorso, e restituiti al Museo Archeologico di Kavala in Grecia. L'antico guerriero sopravvisse, malgrado la punta di freccia nell'ulna, fino all'età di circa 58-62 anni, afflitto da un dolore molto simile alla sindrome del tunnel carpale.
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