sabato 18 maggio 2013

Nacite nell'Egitto romano

La sepoltura di un bambino nell'antico cimitero dell'Oasi di Dakhleh
(Foto: Lana Williams)
Il periodo migliore per concepire, nell'antico Egitto, era luglio e agosto, quando il calore era al suo culmine. E' questa la scoperta fatta dagli archeologi esaminando i resti del cimitero dell'Oasi di Dakhleh, in Egitto, le cui sepolture risalgono a 1800 anni fa. L'oasi si trova a circa 720 chilometri dal Cairo.
Le persone sepolte nel cimitero dell'oasi vivevano nell'antica città di Kellis, che ospitava diverse migliaia di inumazioni. Queste persone hanno vissuto durante il dominio romano in Egitto, quando il cristianesimo andava diffondendosi malgrado la tenace resistenza delle credenze religiose egizie.
I ricercatori finora hanno scoperto 765 tombe tra le quali figurano quelle di circa 124 individui nati tra le 18 e le 45 settimane dopo il concepimento. Le sepolture erano orientate verso il sole nascente.
Combinando le diverse informazioni tratte dal sito e dall'esame dei resti umani, gli archeologi e gli antropologi hanno ipotizzato che il picco delle nascite, nella località, era tra marzo e aprile, mentre il periodo del concepimento era tra luglio e agosto, quando le temperature, nell'Oasi di Dakhleh, possono raggiungere facilmente i 40 gradi.
Resti di sepolture dell'antico cimitero dell'Oasi di Dakhleh
(Foto: Lana Williams)
Il periodo, invece, in cui le donne in età fertile morivano maggiormente era marzo e aprile, al pari del periodo delle nascite, ed indica che molte donne morivano di parto. Concepire un bambino in Egitto nel periodo estivo poteva dipendere da credenze religiose tradizionali sulla fertilità e le inondazioni del Nilo. Gli abitanti dell'Oasi di Dakhleh credevano che le inondazioni del Nilo erano fondamentali per la fertilità della loro terra. Si trattava di una comunità cristiana che conservava, però, ancora le antiche tradizioni egizie.
Al contrario dell'estate, il periodo intorno a gennaio sembrava essere sconsigliato per concepire un bambino. Questo era, forse, dovuto alle credenze introdotte dal cristianesimo per cui era vietato fare sesso durante alcuni periodi come l'Avvento e la Quaresima. I testi antichi indicano che i primi cristiani d'Egitto dovevano evitare di avere rapporti sessuale di sabato, di domenica, il mercoledì e il venerdì, nei primi 40 giorni di Quaresima e prima delle feste principali.
Erano in uso, per questo, una certa forma di contraccettivo. Le ricette del papiro medico di Kahun, risalente a circa 3800 anni fa, includevano strani intrugli come quello a base di sterco di coccodrillo e miele, per esempio. Non è ben chiaro, dallo scritto, come dovessero essere introdotti nel corpo, probabilmente l'intruglio di per sé era già sufficiente a scoraggiare anche l'amante più focoso. Certamente, hanno osservato i ricercatori, se si considera l'alto contenuto di acido dello sterco di coccodrillo unito alle qualità antibatteriche del miele, c'era davvero la possibilità che questo strano rimedio funzionasse.
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