lunedì 4 novembre 2013

Seta persiana per i Vichinghi

Frammenti di seta ritrovati in Norvegia, sulla nave di Oseberg
(Foto: KHM-UiO)
I Vichinghi non erano solo predatori ma apprezzavano anche le ricchezze e il lusso. In una nave di Oseberg sono stati trovati resti di seta che possono essere stati acquistati con mezzi onesti in Persia.
I Vichinghi commerciavano con l'Oriente più di quanto si sia pensato finora, è questo il risultato di quattro anni di intense ricerche da parte della Dottoressa Marianne Vedeler, professore associato presso il Museo di Storia Culturale dell'Università di Oslo, in Norvegia. Il commercio della seta era molto più esteso di quanto si fosse creduto.
I Vichinghi della Norvegia mantennero ottimi rapporti con la Persia e l'Impero Bizantino e questo portò alla creazione di una rete capillare di operatori economici che hanno consentito un continuo afflusso del prezioso tessuto verso il nord.
La nave di Oseberg conteneva più di cento piccoli frammenti di seta, i più antichi resti di questo prezioso tessuto ritrovati in Norvegia. Si è pensato, per un pò di tempo, che la seta fosse stata oggetto di saccheggio da chiese e monasteri d'Inghilterra e d'Irlanda. Altri reperti simili a quelli della nave di Oseberg sono stati ritrovati nel comune di Ness ad Hamaroy, nella contea di Nordland, a Gokstand, nella contea di Ostfold.
Molte sepolture vichinghe contenenti resti di seta sono state trovate a Birka, nella regione di Uppland, a poche miglia a ovest di Stoccolma. Molti pezzi di seta sono stati tagliati in strisce sottili e utilizzate come articoli di abbigliamento. I tessuti sono stati importati, mentre le fasce di tessuto sono state prodotte a livello locale attraverso l'importazione di fili di seta.
La Dottoressa Vedeler ritiene che, in epoca vichinga, la seta venisse importata da due aree principali, una era Bisanzio e dintorni (che i Vichinghi chiamavano Miklagard); l'altra era la Persia. Il prezioso tessuto poteva, poi, giungere nel nord dell'Europa attraverso percorsi differenti: da sud, attraverso l'Europa centrale ma, più spesso giungeva via fiume, il Dnepr e il Volga. Il Dnepr era la via fluviale privilegiata per la seta proveniente da Bisanzio, mentre il Volga permetteva di raggiungere il Mar Caspio. Le rotte commerciali fluviali erano piuttosto pericolose, dal momento che dovevano superare diverse cateratte e rapide.
Il tipo di seta maggiormente apprezzato dai vichinghi era quella proveniente dalla Persia, tessuta con una tecnica chiamata samitum, molto sofisticata. I motivi ricamati erano sovente di natura religiosa. In Oriente la seta rappresentava il potere e la forza. C'erano tutta una serie di sfumature gerarchiche nei diversi modi di tessitura e nelle decorazioni della seta. C'erano modelli riservati ai religiosi e modelli che venivano utilizzati per i funzionari pubblici. A Bisanzio esistevano leggi severe che contingentavano l'esportazione della seta in terre straniere: la punizione per la vendita illegale del prezioso tessuto era draconiana. Tuttavia diversi accordi commerciali, conservati per la gran parte, hanno dimostrato che i Vichinghi godevano di certi privilegi nell'acquisto e nell'esportazione della seta da Bisanzio. Alcuni tipi di seta erano riservati ai doni per i diplomatici di paesi stranieri.
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