venerdì 18 aprile 2014

Priima che Roma fosse...

Vestigia del santuario del Lapis Niger (Foto: Wikipedia)
Secondo una convenzione storica, il prossimo 21 aprile Roma compirà 2767 anni. Pare, però, che questa sia pur rispettabile età debba essere rivista, al rialzo, per la precisione. Roma avrebbe ben duecento anni più di quanto finora si è sempre pensato.
Questa è la scoperta effettuata dagli archeologi in anni di scavi e di studi del materiale reperito dal Lapis Niger, il monumento che si trova nella piazza del Comizio, di fronte alla Curia del Senato. Un santuario arcaico che ricorda il luogo dove venne sepolto il fondatore di Roma, Romolo. Qui sono state ritrovate strutture murarie in blocchi di tufo risalenti ad oltre 900 anni prima della nascita di Cristo. Strutture destinate a contenere le intemperanze di un piccolo fiume, lo Spino, affluente del Tevere, le cui acque erano alimentate da una falda acquifera sotto il colle del Campidoglio.
Accanto ai resti del muro sono ritornati alla luce frammenti di ceramiche e resti di cereali, a dimostrazione che quest'area era frequentata molto prima della "favola" della nascita di Roma. Ci sono voluti cinque anni di scavo all'archeologa Patrizia Fortini, responsabile del Foro Romano per la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Roma, per ottenere questi risultati importantissimi. "Strategico è stato proprio l'esame del materiale ceramico rinvenuto che ci permette oggi di inquadrare cronologicamente la struttura muraria tra il IX a.C. e gli inizi dell'VIII secolo, in un momento, quindi, antecedente alla fondazione di Roma così come viene attestata dalla tradizione", ha dichiarato la Dottoressa Fortini.
La scoperta è dovuta anche ad una coraggiosa opera di ristudio di tutta l'area monumentale del Lapis Niger. Innanzitutto gli archeologi hanno ripreso in mano la documentazione disponibile, per la maggior parte inedita, lasciata dall'archeologo Giacomo Boni, che scavò il Foro Romano tra il 1899 e il 1901, e da Pietro Romanelli e Maria Squarciapino, che ripresero le indagini negli anni '50. Si tratta di un vero e proprio patrimonio di scavi, disegno e fotografie aree. La tecnologia ha permesso, poi, di attualizzare quanto scoperto negli anni passati.
Sono stati ritrovati, in questo modo, oggetti in miniatura, coppette in bucchero, piccole olle d'impasto, focaccine e un piccolo unguentario a testa umana, oltre che frammenti di ossa e di bronzo. Tutto materiale che conferma la datazione del Lapis Niger al VI secolo a.C.. Le murature di IX secolo a.C. sono la dimostrazione della prima ristrutturazione di quella che sarà la zona in cui sorgerà il Lapis Niger.
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