domenica 21 dicembre 2014

Passeggiate romane: guardando il Campidoglio

Resti del Tabularium sul Campidoglio
(Foto: Archeoroma.com
Il Colle Fatale, il Campidoglio, secondo gli antichi era abitato sin dai tempi mitici di Saturno e di Ercole. A Saturno era dedicato un altare ai piedi del colle e la medesima divinità risultava titolare di una porta. In realtà le tracce storiche ritrovate sul colle dagli archeologi non risalgono più indietro del VII secolo a.C., malgrado la presenza delle tracce di un abitato risalente al XIV-X secolo a.C. nell'area della chiesa di S. Omobono.
Geograficamente il Campidoglio è la punta più avanzata delle colline che, dal pianoro nordorientale di Roma, arrivano fino al Tevere. Esso divide la valle formata dal Velabro (Foro, Foro Boario) dal Campo Marzio e domina l'Isola Tiberina e il guado del Tevere. Furono proprio queste condizioni favorevoli a determinarne le fortune già in età arcaica.
Sul Campidoglio avrebbe abitato il re sabino Tito Tazio che vi avrebbe anche fondato dei santuari. Sempre qui Romolo avrebbe istituito un rifugio (asylum) che aveva lo scopo, attraverso l'ospitalità offerta ai transfughi delle città vicine, di aumentare la popolazione cittadina. L'asylum si trovava nell'insenatura fra le due alture coperte di boschi che costituivano il colle. Il Campidoglio, infatti, originariamente era bicipite ed era legato al Quirinale da una sella, tagliata da Traiano per la costruzione del suo Foro.
Resti del tempio di Giunone Moneta nel giardino dell'Aracoeli
(Foto: Museicapitolini.org)
Probabilmente sul Campidoglio, all'inizio, era forte la presenza dei Sabini che, in seguito, si fusero con i latini dando origine alla città di Roma. Anche il Campidoglio fu cinto di mura come la città, sebbene le sue difese naturali fossero estremamente efficaci. Tracce di queste mura esistono ancora. La vetta settentrionale del colle divenne la munitissima Arx, la rocca fortificata di Roma. Questa grandiosa opera di fortificazione si deve agli Etruschi, i quali costruirono sul Campidogio anche il santuario cittadino per eccellenza, dedicato a Giove Capitolino ed eretto sull'altura maggiore, il Capitolium. Secondo la tradizione il tempio venne votato da Tarquinio Prisco, costruito da Tarquinio il Superbo e inaugurato dal console Orazio Pulvillo nel 509 a.C.. Nel 133 a.C. sul Campidoglio venne ucciso Tiberio Gracco. Dove egli cadde, forse alla sommità della scalinata che scendeva verso il Campo Marzio, venne edificata una statua che il popolo adorava al pari di quella di una divinità.
Il Clivus Capitolinus, nei pressi del Tempio di Saturno
(Foto: Wikipedia)
Attorno al tempio di Giove Capitolino sorgevano santuari, sacelli, are e statue. Qui si arrivava attraverso il Clivus Capitolinus che continuava in salita la Via Sacra, percorso dai cortei solenni dei generali vittoriosi, che andavano a deporre le spoglie nel tempio e a compiere i sacrifici rituali. Tra gli altri templi ospitati sul colle vi era anche quello della Fides Publica, alle cui pareti erano affissi i trattati. Sorgevano qui anche gli edifici sacri dedicati a Giove Tonante, Marte Ultore, Giove Custode e Ops. Questa parte del colle era denominata Mons Tarpeius e vi si svolgevano le esecuzioni dei traditori della patria, gettati impietosamente dalla rupe.
L'Arx è attualmente quasi del tutto alterata dalla costruzione del Vittoriano ed è ricordata soprattutto per l'assedio dei Galli del 390 a.C., durante il quale i Romani riuscirono a respingere un assalto notturno dei barbari grazie al valore di Manlio Capitolino, svegliato dallo starnazzare delle famose oche del Campidoglio, sacre alla dea Giunone. In onore della dea venne, in seguito, costruito, dove oggi sorge la Chiesa dell'Ara Coeli, un tempio votato nel 354 a.C. da Furio Camillo. Qui Giunone era venerata come dea oracolare ed aveva, per questo, l'epiteto di Moneta, ammonitrice. Quest'epiteto venne, in seguito, collegato con la prima zecca di Roma che fu collocata proprio nei pressi del tempio.
Arco di Settimio Severo (Foto: Wikipedia)
Nel 196 a.C., al posto dell'Asylum di Romolo, venne edificato un tempio, dedicato all'antica divinità italica di Veiove. Il tempio di Veiove è quello meglio conservato di tutto il colle, se ne possono tuttora vedere i resti del podio, dell'ara e la gigantesca statua di culto. Nel 78 a.C., accanto al tempio di Veiove, venne edificato il Tabularium dal console Lutazio Catulo, affinché ospitasse l'archivio di stato. Un incendio disastroso, nel 69 d.C., distrusse la maggior parte dei tesori di arte e cultura ospitati sul Campidoglio.
L'unica via carrozzabile che permetteva l'accesso al colle era il Clivus Capitolinus, che aveva inizio all'altezza dell'Arco di Settimio Severo. Altri due accessi noti agli archeologi sono le scalae Gemoniae e i cosiddetti centum Gradus. Le scalae Gemoniae salivano all'Arx e corrispondevano, approssimativamente, all'attuale scalinata tra il Carcer e il Tempio della Concordia. Era qui che venivano gettati i corpi dei giustiziati della vicina prigione. Ne erano il prolungamento i Gradus Monetae, che arrivavano al Tempio di Giunone Moneta, sul punto più alto dell'Arx. I centum Gradus partivano, invece, dal lato prospiciente l'area sacra di S. Omobono.
Chiesa dell'Aracoeli
Nel Medioevo, purtroppo, la zona si presentava in uno stato di totale abbandono e di decadenza, tanto da essere pascolo di pecore, mucche e capre da cui il toponimo dato ai luoghi di Campo Vaccino e Monte Caprino. Sull'Arx, nell'VIII secolo d.C., era stata installata una piccola chiesa dedicata alla Vergine, curata dai Benedettini, il cui abate si fregiava del titolo di abbas Capitolii. La chiesa ebbe in dono, da papa Anacleto II (1130), tutto il Monte Capitolino.
Sui resti del Tabularium e del Tempio di Veiove, nel Medioevo, sorse una delle tante fortezze baronali che popolavano Roma, quella dei Corsi. Enrico IV (1084) prima e papa Pasquale II (1105) poi cacciarono i Corsi dal Campidoglio e fecero distruggere le torri che costoro avevano eretto. Sui resti della fortezza dei Corsi venne eretto il primo Palazzo Senatorio, dove, a partire dal 1200, venivano convocati i senatori che dovevano amministrare Roma. Nel 1299, alla vigilia del Giubileo, venne costruito il lovium, i cui resti si possono vedere nell'attuale Aula Consiliare. I tre piani del Palazzo Senatorio erano tutti traforati da loggiati.
A metà del '400 il Palazzo Senatorio era circondato dalle torri fatte erigere da Bonifacio IX, Martino V e Nicolò V. Quest'aspetto rimase inalterato fino al rinnovamento voluto da Paolo III e realizzato, progressivamente, su un progetto di Michelangelo. Nel 1538 venne trasferita, al centro della piazza del Campidoglio, la statua equestre dell'imperatore Marco Aurelio. E' questo il vero inizio del rinnovamento del Campidoglio, che terminò nel '600 con la costruzione del Palazzo Nuovo.
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