domenica 26 luglio 2015

Novità dagli scavi sul Monte Sion

Vista aerea degli scavi del Monte Sion
(Foto: Joel Kramer)
Gli archeologi stanno riportando alla luce a Gerusalemme, sul Monte Sion, quelli che ritengono essere i resti di una dimora di epoca romana. Finora è stata scoperta un ambiente con soffitto a volta intatto.
I Romani distrussero Gerusalemme nel 70 d.C.. Dopo la cruenta distruzione della città, il luogo rimase disabitato per 65 anni, fino a quando l'imperatore Adriano ricostruì quella che un tempo era Gerusalemme con il nome di Helia Capitolina. Nel periodo bizantino, le rovine vennero riempite di terra per potervi costruire sopra altri edifici.
Per la natura elaborata degli oggetti che sono stati rinvenuti negli scavi attuali di questo complesso romano e per la vicinanza di quest'ultimo al quartiere ebraico, gli archeologi pensano si tratti di una dimora aristocratica oppure dell'abitazione di un sacerdote. Si spera nel ritrovamento di iscrizioni o documenti che possano avallare una tesi piuttosto che l'altra e che possano illuminare sulla vita che le élite locali e straniere conducevano nella Gerusalemme del I secolo d.C.
Tra i segni della ricchezza in cui viveva chi abitava l'edificio che si sta riportando alla luce, vi sono le numerose conchiglie di murice, il maggior numero trovato finora a Gerusalemme. Il Murex, detto anche lumaca di mare, veniva utilizzato per tingere gli abiti del nobile color porpora.
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