martedì 4 agosto 2015

Iniziano gli scavi di un misterioso santuario dei Talioti,

Mura e porta megalitica di Ses Paisses, a Maiorca
(Foto: Shan-newspapaer.com)
Un gruppo di archeologi ha iniziato lo scavo di un santuario ciclopico situato sull'isola mediterranea di Minorca. Si tratta di un tipo di costruzione esclusiva di quest'isola, senza nessun confronto in altra parte del mondo.
Il santuario si trova nel sito di Sa Cudia Cremada, un sito talaiotico (Età del Bronzo e del Ferro), che si trova alla periferia della città di Mahòn, capitale dell'isola di Minorca. I Talaioti erano gli abitanti dell'isola che vissero qui dal II millennio a.C. fino alla conquista delle Baleari da parte di Roma nel 123 a.C.
La società talaiota popolava solo l'isola di Minorca e quella vicina di Maiorca. Era formata da una comunità di popoli indigeni delle due isole. Era una società estremamente egualitaria, anche se molti aspetti cambiarono nel corso dei secoli, come la tecnica di costruzione delle mura e dei santuari ciclopici, la ceramica e l'economia. Le evidenze funerarie consentono di affermare che i Talaioti avevano un forte senso religioso e un'altrettanta fede nell'aldilà. Purtroppo, però, non esistono reperti di una lingua scritta o parlata.
Il talayot di Torellonet Vell (Foto: Bananiele.it)
Si spera che lo scavo di questo santuario ciclopico possa far luce sulla società talaiota, che ha sviluppato, sull'isola, manifestazioni culturali unico ma ha, nel contempo, acquisito alcuni tratti distintivi da altri popoli del Mediterrano che avevano raggiunto Minorca e avevano avuto contatti culturali o commerciali con altre civiltà quali quella punica, o greca o iberica. I contatti si intensificarono particolarmente tra il 500 e il 400 a.C., soprattutto con i Punici. Questi ultimi utilizzarono i talaioti soprattutto come mercenari per le loro guerre in Sicilia, dato che erano molto abili nell'uso della fionda. I Talaioti combatterono a fianco dei punici anche durante le guerre contro Roma ed ebbero fama di combattenti abili e feroci.
Molti scrittori antichi come Plinio, Strabone, Livio e Diodoro Siculo, elogiarono il coraggio di questi guerrieri delle isole Baleari, e descrissero nel dettaglio gli aspetti delle loro formazioni, l'uso della fionda, i gusti ed anche il modo in cui venivano pagati. Infatti i Talaioti preferivano essere remunerati, più che in denaro, in vino e donne. In seguito i Talaioti vennero reclutati dai Romani che li utilizzarono nella fanteria leggera anche durante le guerre civile del tardo periodo repubblicano.
Il sito archeologico di Sa Cudia Cremada ha restituito elementi architettonici ben conservati. La parte più importante è costituita da un insediamento talaiotico con la sua necropoli. Le strutture maggiormente visibili sono tre talayots (strutture monumentali a forma di torri) attorno alle quali si sono sviluppate e organizzate delle abitazioni. Il nome di questa cultura deriva, forse, dal termine talayot, che è la sua costruzione più caratteristica.
Il talayot ouest di Cornia Nou, a Minorca (Foto: Wikimediacommons)
Le talayots dovevano avere più funzioni, come quella di torri di avvistamento per la difesa e il controllo del territorio, la conservazione e lo stoccaggio dei cerali e di altri prodotti per l'élite dominante. Il sito archeologico contiene anche un ipogeo, una grotta artificiale che veniva utilizzata per seppellire i morti. Questa grotta, come le altre sparse nell'isola, presenta delle colonne scolpite che sostengono il tetto ed era una sorta di cimitero collettivo in cui gli abitanti dell'insediamento, indipendentemente dall'età, dal sesso e dalle condizioni sociali, seppellivano i loro defunti.
Tra le tracce di rituali funebri che dovevano svolgersi all'interno delle grotte-cimitero, sono stati rinvenuti contenitori di corna di toro in cui erano state inserite delle ciocche di capelli tinte di rosso. Sono stati anche trovati molti scheletri, alcuni dei quali presentavano tracce di trapanazione del cranio. Lo scopo di questa trapanazione non è ancora ben chiaro.
Maiorca (Foto: guidotommasi.it)
Tuttavia l'edificio più importante di Sa Cudia Cremada è il santuario dove si stanno svolgendo attualmente gli scavi. La caratteristica principale di questo come di altri edifici simili che si trovano sull'isola, è un grande pilastro stante con un'architrave posta su di esso, chiamato taula, che significa "tavolo" in lingua catalana, a causa della forma a "T". Questo pilastro si trova di solito al centro dell'edificio templare. Quest'ultimo ha una forma a ferro di cavallo con pareti costruite utilizzando grandi blocchi di pietra. Malgrado le conoscenze su questa antica cultura siano piuttosto scarse, i ricercatori ipotizzano che all'interno di questo edificio dovevano svolgersi delle cerimonie religiose che coinvolgevano l'intera comunità. Sono circa 32 i santuari taula sull'isola. Quello di Sa Cudia Cremada non è stato mai scavato fino ad ora.
Quel che si sa di certo su questa antica e misteriosa cultura, è che i Talaioti, al pari di altre culture mediterranee, adoravano il toro. Sono state trovate, in diversi santuari talaioti, statuette in bronzo e corna di toro in bronzo. Alcuni studiosi hanno anche suggerito che i pilastri taula a forma di "T" rappresentavano quest'animale. Le altre divinità talaiote sembrano essere state connesse alla fertilità, quali una sorta di Madre terra, dal momento che la comunità era fondamentalmente agraria e dipendeva dalle buone condizioni del raccolto e della terra. Numerose statuette raffiguranti la dea punica Tanit sono state trovate all'interno dei santuari talaioti.
Nei santuari talaioti sono stati trovati anche oggetti di origine egizia, quali una statuetta in bronzo di Imothep ed un'altra raffigurante Horus. Rimane ancora da scoprire come queste statuette abbiano raggiunto le Baleari, anche se si pensa che siano arrivate al seguito di commercianti punici.
Si conosce anche un'altra divinità adorata dai Talioti. In alcuni santuari sono state localizzate statuette raffiguranti un guerriero nudo che indossa un casco ed è armato di lancia. E' stato battezzato il Marte delle Baleari e si pensa che sia una divinità della guerra, la cui produzione sarebbe da collocarsi al di fuori delle Baleari in un arco temporale tra il V e il III secolo a.C.. Probabilmente le statuette del Marte delle Baleari venivano prodotte in Etruria.
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