martedì 4 agosto 2015

Nuove sorprese dallo scavo di Castro

Il cantiere di scavo a Castro, in Puglia (Foto: Corriere del Mezzogiorno)
Ancora scoperte che confermano l'esistenza, a Castro, di un tempio dedicato alla dea Minerva, descritto da Virgilio nell'Eneide. Nello scorso luglio è stato trovato il busto di una statua che dovrebbe essere quella della dea.
Ora, dal sottosuolo, emerge un frammento di ceramica con un nome inciso sul bordo: Atena, in caratteri e lingua messapica. Il frammento è custodito, ora, nel castello Aragonese insieme ad altri manufatti in pietra e bronzo ritrovati negli ultimi scavi. Si pensa che possa essere parte del collo di un bacile lustrale.
Gli archeologi sono convinti che il nome ritrovato sul frammento di ceramica sia un indizio certo dell'esistenza di un tempio dedicato alla dea Atena. In base a questo è stata attribuita alla medesima divinità una statuetta in bronzo ritrovata negli scavi di Castro, statuetta che aveva le fattezze identiche a quelle di due bronzetti trovati nel santuario di Atena a Sparta.
I responsabili degli scavi, pur essendo giustamente entusiasti di queste scoperte, sono tuttavia estremamente prudenti nel parlare dell'esistenza del santuario menzionato da Virgilio, l'Athenaion visitato da Enea. Anche se la morfologia del territorio ricalca la descrizione virgiliana.
La campagna di scavi va avanti da sei anni e si attende, ora, la prova regina: la testa della statua iliaca della dea con elmo frigio. La direzione dello scavo è dell'archeologo Amedeo Galati, assistito dai topografi Fabrizio Ghio e Alessandro Rizzo e dall'ingegnere Angelo Micello. La direzione scientifica è del Professor Francesco D'Andria dell'Università del Salento.
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