domenica 29 novembre 2015

Gli scudi di Dura Europos

Il tempio di Bel a Dura Europos (Foto CC BY)
Uno scudo dipinto con scene della guerra di Troia, è sotto l'esame attento degli esperti, 80 anni dopo il suo ritrovamento. L'oggetto risale al III secolo d.C. ed è stato trovato dagli archeologi dell'Università di Yale nel sito archeologico di Dura Europos, nell'attuale Siria. Lo scudo fa parte di un gruppo di sei rinvenuti accatastati nel sito. Si tratta di cinque scudi ovali ed uno rettangolare.
Gli scudi costituiscono esempi straordinariamente rari di antiche tecniche di pittura sul legno. Gli esperti della Yale University stanno analizzando i materiali utilizzati per gli scudi ed il trattamento al quale sono stati sottoposti. Uno dei tre oggetti raffigura Marte, il dio romano della guerra, un altro mostra la battaglia dei Greci con le Amazzoni.
Scudo dipinto con due scene dall'Iliade
(Foto: Yale University Art Gallery)
Dura Europos venne fondata da coloni greci macedoni nel 300 a.C.. Diversi gruppi hanno abitato la regione nel corso dei secoli: Greci, Parti, Romani, soldati e civili. La città ospitò, inoltre, le prime comunità cristiana ed ebraica. Dura Europos sorge sull'Eufrate, al crocevia di diverse grandi rotte commerciali. Nella sua ultima fase storica, la città era un presidio romano saccheggiato dai Sassanidi nel 256 d.C., un evento che segnò la fine della città e il suo definitivo spopolamento.
I Romani fortificarono la città costruendo delle solide mura. Quando il sito venne scavato per la prima volta, tra il 1920 e il 1930, gli archeologi trovarono, sepolti sotto le mura, oltre agli scudi anche armi ed armature, tra le quali un'intera maglia ad anelli, accessori e suppellettili di abbigliamento militare e di bardature di cavalli, vari copricapi di lana e feltro che venivano probabilmente indossati sotto l'elmo, protezioni per il cavallo fatte da scaglie di cuoio, di lega di rame o di ferro, due bardature per i fianchi del cavallo fatte di scaglie di lega di rame su un supporto di lino, punte di frecce, proiettili per artiglieria, aste di lancia con ancora le piume. Dura Europos è un luogo incontaminato perché non venne scavato fino al secolo scorso e il terreno era in condizioni tali da permettere la conservazione dei reperti.
Uno degli aspetti più interessanti di uno degli scudi, quello che reca disegni molto simili a dipinti medioevali e rinascimentali, sono gli strati preparatori e quelli di pittura, in cui è stato notato l'utilizzo di materiale organico ed inorganico. Gli artigiani e gli artisti di Dura Europos svilupparono tecnologie simili a quelle impiegate in epoca più tarda per la creazione di opere d'arte. Le nuove tecniche applicate sugli scudi hanno permesso di vedere più chiaramente quanto vi era stato dipinto.
I ricercatori hanno irradiato uno degli scudi con luce ultravioletta nell'intento di individuare un tipo di colorante rosso di natura organica, estratto dalla radice della robbia, che si trova nell'attuale Siria. Questi scudi nel loro insieme sono un'eccellente opportunità per confrontarli anche con altri antichi dipinti su legno.
Il riesame degli scudi con moderne tecnologie è estremamente importante anche per la rarità del ritrovamento di dipinti su legno risalenti all'antichità. Le tracce di dipinto riportano tutte alla guerra di Troia.
Lo scudo di Duro Europos trovato nel corso della campagna di scavi del 1923 e custodito a Parigi (Foto: National Geographic)

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