giovedì 11 febbraio 2016

La Città Bianca, scavi e misteri

Immagine aerea del luogo dove sono stati trovati i resti della
Ciudad Blanca (Foto: National Geographic)
Gli archeologi hanno riportato alla luce più di 200 reperti molto interessanti, tra sculture e reliquie, in quella che si ritiene la leggendaria Città Bianca, all'interno della giungla in Honduras. I risultati clamorosi di appena quattro settimane di scavi stanno dando un contributo alla conoscenza di questa misteriosa città.
Le ricerche sono iniziate circa due anni fa. Si sapeva dell'esistenza, all'interno della giungla, di una misteriosa città perduta. Le prospezioni aeree hanno, in effetti, rivelato delle sussistenze artificiali. La Città Bianca (Ciudad Blanca) è nota anche con il nome di "Città del dio Scimmia". Una prima spedizione archeologica ha rivelato l'esistenza, là dove erano state individuate le rovine, di ampie piazze, di cumuli di terra, di una piramide e decine di manufatti finemente scolpiti, appartenenti ad una civiltà ancora sconosciuta.
Il National Geographic riporta che nelle ultime quattro settimane di quest'anno, il team archeologico guidato dal Dottor Chris Fisher della Colorado State University, ha raccolto più di 200 reperti tra i quali sculture di animali, vasi rituali in pietra decorati con teste di animali e motivi geometrici e quelli che sembrano essere dei troni (metates), alcuni dei quali recano dei segni che hanno lasciato perplessi i ricercatori: si tratta di motivi a croce e a fasce che somigliano a motivi maya che raffigurano il cielo notturno e che si trovano impressi sulle sculture rappresentati uomini o divinità seduti, rinvenuti a Chichen Itza, in Messico. Tra le scoperte più importanti portate alla luce lo scorso anno, vi è quella di una scultura raffigurante uno sciamano nella sua trasformazione spirituale in giaguaro. La figura indossa un casco e si ritiene risalga al 1000-1400 d.C.. Alcuni ricercatori hanno avanzato l'ipotesi che l'immagine sia collegata al gioco rituale della palla, molto popolare nelle civiltà mesoamericane.
Un esempio di metate (trono) cerimoniale dal Costa Rica, cultura
Nicoya (300-700 d.C.)
La scoperta di questi troni è molto importante, dal momento che in altri centri archeologici del Centro America sono associati a sepolture di persone di alto rango e di sovrani. I manufatti della Città Bianca erano stati dapprincipio deposti tutti insieme su un piano di argilla rossa, attorno all'immagine di un avvoltoio. Molti dei vasi collocati attorno a quest'ultima avevano una forma umanoide, con testa triangolare, occhi vuoti e bocca aperta. Si ritiene che queste figure umanoidi siano la rappresentazione della morte.
Sono state anche raccolte prove della rottura rituale degli oggetti e dei manufatti, che rientra nella pratica ben conosciuta dei popoli delle Americhe. Si ritiene che il rito sia stato effettuato in connessione con la chiusura rituale della città, nel momento in cui l'abitato venne effettivamente abbandonato. In quel momento gli ultimi abitanti radunarono tutti i loro oggetti più preziosi e quelli sacri e li lasciarono, dopo averli rotti, in offerta alle divinità del luogo. Rompere gli oggetti, si pensa, consentiva agli spiriti di liberarsi.
Un momento del viaggio della spedizione scientifica  che si appresta
a studiare i ritrovamenti emersi nella giungla di Mosquitia
(Foto: National Geographic)
Il motivo per cui la Città Bianca venne abbandonata rimane sconosciuto e, forse, tale sarà per molto tempo. Una delle ipotesi è quella che gli abitanti siano stati contagiati da qualcuna delle malattie portate dall'invasore spagnolo, che decimò, è stato accertato, il 95% della popolazione indigena del Centro America.
La leggendaria Città Bianca si dice sorgesse nella foresta pluviale di Mosquitia, nell'Honduras orientale. Il conquistatore spagnolo Hernàn Cortés, che pensava di essere in possesso di notizie più che affidabili sul luogo dove sorgeva, non riuscì, però, mai a trovarla. "Ho informazioni affidabili sull'esistenza di provincie molto estese e ricche, e dei potenti capi che le governano", scriveva Cortés nella "Quinta lettera" al re di Spagna Carlo V. "Uno di questi è chiamato Hueitapalan [...]. Le testimonianze su una particolare provincia sono così meravigliose che, anche tenendo conto delle esagerazioni, pare superi il Messico in ricchezze".
Nel 1927 il pilota Charles Lindebergh riferì di aver visto dei monumenti costruiti con pietra bianca mentre sorvolava l'Honduras orientale. Nel 1930 cominciarono a circolare voci su una città chiamata la "Città del dio Scimmia", identificata con la Città Bianca, e nel 1939 l'avventuriero Theodore Morde dichiarò di aver trovato e raccolto migliaia di manufatti e di averli portati negli Stati Uniti. Secondo Morde gli indigeni raccontavano che in quel luogo era stata seppellita una gigantesca statua del dio scimmia. Morde non rivelò mai la posizione precisa del luogo della sua scoperta, poiché temeva chepotesse essere saccheggiato e morì prima di tornarvi.
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