domenica 6 marzo 2016

Trovata antichissima necropoli in Palestina

L'ingresso ad una delle sepolture di Khalet al-Jam'a, vicino la città di
Betlemme (Foto: Rosapaj, Università "La Sapienza" di Roma)
Nella primavera del 2013 è stato scoperto un antico cimitero, vicino Betlemme, che sta fornendo nuove informazioni su una civiltà vissuta 4000 anni fa. In quell'anno si stava costruendo un parco industriale proprio nei pressi della città di Betlemme e durante i lavori è stata fatta questa scoperta interessantissima.
Il terreno destinato ad edificazione industriare era, anticamente, destinato ad ospitare una necropoli. Quest'ultima, al momento, ha restituito 100 sepolture. La necropoli, secondo gli archeologi, si estenderebbe su una superficie di circa 3 ettari, sul fianco di una collina ed era collegata ad un insediamento a tutt'oggi sconosciuto. Nel 2014 i ricercatori del Ministero del Turismo e delle Antichità della Palestina hanno iniziato gli scavi in quella che è stata chiamata Khalet al-Jam'a, riportando alla luce le prime sepolture. L'anno successivo una missione archeologica congiunta italo-palestinese ha effettuato nuovi sondaggi a Khalet al-Jam'a per pianificare le future esplorazioni, obiettivo delle quali è quello di preservare l'importante necropoli.
Amuleti a forma di scarabeo, mutuati da modelli egiziani, trovati a
Khalet al-Jam'a (Foto: Rosapaj, Università "La Sapienza" di Roma)
Il sito risale all'Età del Medio Bronzo e del Ferro ed ha avuto un utilizzo esteso nel tempo: si parla di oltre un millennio e mezzo. Secondo il Professor Lorenzo Nigro, dell'Università "La Sapienza" di Roma, la necropoli era situata lungo antiche rotte commerciali e rifletteva il relativo benessere della società che la utilizzava, benessere che traspare dai corredi funerari rinvenuti: lampade a beccucci, vasi di diverse dimensioni, ciotole con orlo estroflesso, pugnali di bronzo e punte di lancia.
Collocazione della necropoli di Khalet al-Jam'a
(livescience.com)
Anche se la necropoli è stata in parte distrutta dai saccheggiatori e dall'edilizia selvaggia, gli archeologi sono riusciti comunque a trarne utili informazioni. Il luogo è caratterizzato principalmente da tombe a pozzetto, le cui camere sono scavate nella roccia con deposizioni multiple o singole. In una tomba sono stati rinvenuti i resti di un uomo, una donna e un bambino, sepolti con due pugnali di bronzo ed una serie di ceramiche tra cui anche vasi gemelli forgiati attaccati l'uno all'altro. Un'altra sepoltura conteneva i resti di un individuo di sesso maschile, sepolto con una lampada in ceramica; questa sepoltura, secondo i ricercatori, risalirebbe ad un periodo antecedente l'Età del Bronzo.
Lorenzo Nigro ha avanzato l'ipotesi che la città alla quale la necropoli era collegata possa aver subito una crisi profonda intorno al 650 a.C. circa, crisi che ha determinato la cessazione delle sepolture a Khalet al-Jam'a. La natura di questa crisi non è ancora ben chiara, malgrado si sappia che gli imperi assiro e babilonese puntavano, proprio in quegli anni, alla conquista di questo territorio.
Una delle sepolture conteneva degli scarabei risalenti alla XIII Dinastia egizia (1802 - 1640 a.C. circa). Gli Egizi erano molto attivi, all'epoca, in questa regione, nella quale stavano espandendo i loro contatti commerciali. Tuttavia gli archeologi ritengono che gli scarabei che hanno ritrovati siano stati prodotti in loco. Lo scarabeo era un simbolo molto importante, nell'antico Egitto. In alcuni casi venivano posti, al collo dei defunti, ciondoli a forma di scarabeo per garantir loro un viaggio sereno nell'aldilà. Uno degli scarabei trovati a Khalet al-Jam'a era inciso con disegni di spirali e geroglifici.
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