domenica 2 ottobre 2016

Scoperto il nascondiglio segreto del tesoro di Atene

Tetradracma in argento, custodita nel Museum of Fine
Arts di Lyon (Foto: Marie-Lan Nguyen)
Milioni di monete d'argento potevano essere stipate nel tetto del Partenone, il centro ideologico e culturale dell'antica Atene, in Grecia. La scoperta di alcuni ricercatori è decisamente curiosa e si basa su antichi documenti che consentono la ricostruzione delle dimensioni del tetto dell'edificio decorato dai magnifici fregi di Fidia. Grazie all'elaborazione delle ricerche archeologiche degli ultimi decenni, si è compreso che sopra al colonnato del tempio si ergeva un soffitto di ampie dimensioni in grado di custodire i tesori monetari di tutta l'Attica, la regione greca in cui si trova Atene.
Durante il V secolo a.C., infatti, Atene era il centro più ricco della Grecia e sicuramente una delle città più ricche del mondo. La guerra del Peloponneso era ormai alle porte, e per fronteggiare la rivale Sparta c'era necessità di grandi risorse economiche. Per custodire quindi i beni preziosi ateniesi il forziere più sicuro era il tempio di Atena, costruito proprio durante il V secolo.
Le dimensioni del soffitto erano decisamente imponenti: 19 metri per 50 e un'altezza di ben 3 metri al centro. Le riserve monetarie furono probabilmente stipate nel soffitto il 434 a.C., ancor prima che venissero completate le ultime decorazioni e due anni prima dell'inizio della guerra del Peloponneso. Le fonti storiche indicano che gli ateniesi conservassero i propri tesori sull'Acropoli, ma non svelarono mai la posizione esatta del forziere.
Il Partenone (Foto: Anastasios71/Shutterstock.com)
Ad esempio un decreto del 433 a.C. indica il trasferimento sull'Acropoli di 3.000 talenti, una cifra enorme per l'epoca. La moneta comune di più alto valore ad Atene era il Tetradramma (tetra=quattro, dramma=dracma, 4 dracme), e per fare un talento erano necessarie 1.500 tetradramme, 4.5 milioni nel caso dei 3.000 talenti. Le monete, nel loro complesso, sarebbero pesate all'incirca 78 tonnellate. Gli scrittori dell'epoca riportarono che le riserve ateniesi riuscivano a raggiungere un valore pari a circa 10.000 talenti, qualcosa come 260 tonnellate di peso d'argento.
Il sospetto dei ricercatori è che, per una mole così impressionante di materie preziose, le monete potessero essere coniate con l'oro, che valeva circa 14 volte più dell'argento e che avrebbe consentito quindi un peso molto inferiore per la conservazione del tesoro. Il ricercatore Spencer Pope, Professore alla McMaster University di Hamilton, in Canada, afferma che l'utilizzo dell'oro era ridotto al minimo ad Atene, soprattutto perché l'argento si trovava in grandi quantità nei pressi della città. Eschilo definì quindi Atene una "fontana d'argento".
Durante la riunione del 2015 della "Classical Association of Canada", a Toronto, Pope ha spiegato le ragioni logiche della scelta del tempio. Nonostante le fonti tacciano il luogo del tesoro, il tetto del Partenone era certamente il luogo più adatto per custodire il tesoro dell'Attica. Il sottotetto è stato completamente distrutto durante i secoli, ma sono ancora presenti i resti di una scala che portano alla soffitta. La scala avrebbe potuto avere una funzione cerimoniale, ma la sua forma ne suggerisce uno scopo funzionale piuttosto che religioso.
Il peso dell'argento greco sarebbe stato inoltre perfettamente distribuito nell'enorme tetto dell'edificio, sostenuto dalle grandi travi di cipresso che dovevano intersecare le colonne. Il tempio era in una posizione centrale, accessibile e controllabile da tutti, e i ladri avrebbero certamente avuto un bel daffare per riuscire a spostare le monete senza essere visti. Inoltre, rubare in un tempio era considerato certamente un crimine contro la dea Atena, e la punizione poteva comprendere la pena capitale.
Pope, intervistato da LiveScience, afferma: "La soffitta del Partenone era l'unico spazio abbastanza grande per contenere tutte le monete del tesoro, anche se non possiamo escludere la possibilità che le monete fossero distribuite attraverso numerosi edifici".
La ricerca è stata condotta dal sopracitato Spencer Pope, da Peter Schultz, professore al Concordia College del Minnesota e da David Scahill, ricercatore presso la Scuola Americana di Studi Classici di Atene.

Fonti:
vanillamagazine.it
LiveScience.com
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