sabato 14 gennaio 2017

Tempio di Cleopatra scoperto ad Alessandrio d'Egitto

Cleopatra (Foto: romanoimpero.com)
Tre archeologi dell'Università di Lovanio, in Belgio, Marie-Cécile Bruwier, direttrice del Museo reale di Mariemont e professoressa di archeologia egiziana e museologia; Marco Cavalleri, professore di archeologia romana e antichità italiche; Nicolas Amoroso, assistente presso la cattedra di archeologia romana e antichità italiche, hanno scoperto ad Alessandria d'Egitto un complesso monumentale di età greco-romana dedicato alla regina Cleopatra.
La missione archeologica sta portando avanti una campagna di scavi nel settore orientale esterno alle antiche mura di Alessandria, è qui che sono emerse le tracce di un tempio e di un apparato scultoreo risalente al regno di Cleopatra VII (51-30 a.C.), la più famosa regina d'Egitto.
Le indagini si sono concentrate, in particolare, nella zona del moderno quartiere di Smouha, un sobborgo orientale di Alessandria d'Egitto già conosciuto dal XVIII secolo e oggetto di scavo dal 2008. Le testimonianze si basavano su alcuni frammenti di statue colossali, oggi custodite nel Museo di Mariemont e nel Museo greco-romano di Alessandria.
E' stato portato alla luce, in questi ultimi scavi, un frammento di lucerna romana raffigurante Iside in trono adorna del basileion, il disco solare sostenuto da due spighe di grano e sormontato da due piume. La presenza di spighe richiama l'assimilazione della dea con Demetra. Una seconda lucerna mostra Iside in trono che allatta il piccolo Arpocrate, mentre il frammento di una manica è riferibile ad un busto di Serapide. I reperti rinvenuti evidenziano la pratica di culti isiaci in questo sobborgo alessandrino. Sono stati anche rinvenuti alcuni gettoni da gioco alessandrini di età greco-romana, che recano l'iscrizione Eleusinion, con la rappresentazione di un edificio porticato a più piani che lascia ipotizzare l'organizzazione di giochi nell'Eleusi di Alessandria. Inoltre due iscrizioni geroglifiche frammentarie, scoperte nel 2009 e nel 2010, presentano parte di una titolatura reale dimostrando la presenza di statue reali nel luogo dove sono stati condotti gli scavi. Le ricerche, infine, hanno evidenziato una sessantina di blocchi di forma parallelepipeda in granito, calcare e marmo e parecchi frammenti di colonne in granito rosa.
Del grande complesso monumentale ora individuato si era completamente persa memoria fino al boom edilizio che Alessandria d'Egitto visse nella seconda metà del XIX secolo. Fu in questo frangente che Albert Daninos-Pacha, nel 1892 scoprì le due statue colossali. Poi, negli anni '20, Joseph Smoutha, negoziante di cotone, sviluppò il progetto per prosciugare il lago Hadra e per creare un nuovo quartiere al suo posto. Questi lavori giganteschi fecero letteralmente sparire il sito anticho che fu dimenticato fino alle recenti ricerche.

Fonti:
artemagazine.it
meteoweb.eu
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