sabato 10 marzo 2018

Scoperto un cimitero nativo-americano di 7000 anni fa

Il cimitero nativo-americano nel Golfo del Messico (Foto: La Stampa)
Un sito di sepoltura ancestrale dei nativi americani risalente a 7000 anni fa. E' stato scoperto sul fondale del Golfo del Messico al largo di Manasota Key, in Florida. Una scoperta quasi surreale, costruito in una sorta di stagno - oggi subacqueo - dove l'acqua era dolce e il fondale fatto di torba.
Un pozzo dei tesori, da tutelare il prima possibile. "Il Dipartimento di Stato della Florida prende molto sul serio la sua responsabilità per la conservazione, il trattamento rispettoso e la sicurezza di questo sito raro e unico", ha affermato il segretario di Stato Ken Detzener. "Il nostro team di archeologi subacquei ha svolto un incredibile lavoro di documentazione e ricerca sul sito di Manasota Key e sono estremamente orgoglioso del lavoro svolto. La nostra speranza è che questa scoperta porti a una maggiore conoscenza e una maggiore comprensione dei primi popoli della Florida".
Il sito archeologico di Manasota Key è stato definito "senza precedenti". Ed è la testimonianza di come millenni fa, in un clima più fresco, i nativi americani vivessero su un continente decisamente più vasto, anno dopo anno divorato dal mare. I reperti ancestrali oggi si trovano a 275 metri dalla costa, ad una profondità di 6,5 metri. Un'accessibilità che potrebbe seriamente metterlo a rischio. Per evitare che qualche turista o bagnante troppo zelante si avvicini troppo, dl giorno della scoperta il sito viene pattugliato dalle forze dell'ordine. E lo rimarrà finché tutto non verrà studiato e messo in sicurezza.
Gli scavi sono iniziati nel 2016, quando dei subacquei hanno casualmente visto dal fondale al largo di Manasota Key spuntare delle ossa, verosimilmente umane. Un braccio, pezzi di cranio, ma anche paletti di legno e altri frammenti inconsueti per la zona. E' iniziata così la ricerca ma i primi risultati sono stati resi noti solo pochi giorni fa, a fine febbraio.
In questi due anni il Bureau of Archaeological Research ha perlustrato palmo a palmo tutta la zona, identificando - oltre al cimitero - un'area archeologica grande 7.500 metri quadrati. Le prime ricerche indicano che i corpi dei nativi americani erano stati seppelliti in acqua, in una sorta di stagno melmoso, che secolo dopo secolo è stato risucchiato dal Golfo del Messico.
Ma nonostante l'inondazione, il fondale di torba è rimasto intatto, rallentando il processo di decomposizione e dandoci oggi la possibilità di studiare dei reperti così preziosi e unici nel loro genere.

Fonte:
lastampa.it
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