domenica 25 gennaio 2026

Pergamo, uso alternativo degli unguentaria...

Pergamo, recipienti contenenti resti di feci umane
(Foto: C. Atila/Journal of Archaeological Science)

Gli antichi testi medici descrivono trattamenti a base di escrementi umani. Un'analisi dei residui di un contenitore di vetro romano di Pergamo, nell'odierna Turchia, ha fornito la prima prova chimica diretta che un medicinale preparato con feci umane fosse conservato e probabilmente utilizzato nel mondo romano.
Lo studio su questi elementi suggerisce che alcuni contenitori definiti "cosmetici", debbano essere riconsiderati, dal momento che i confini tra profumo, unguento e medicina erano, un tempo più labili di quanto si possa credere oggi.
L'oggetto al centro dell'indagine archeologica e scientifica è un piccolo unguentarium romano in vetro, una sorta di fiaschetta spesso associata ad oli e profumi, conservato presso il Museo Archeologico di Pergamo. Da esso i ricercatori hanno rimosso circa 14,6 grammi di residuo per sottoporlo ad analisi.
La città di Pergamo era strettamente legata al santuario di Asclepio e godeva da tempo della reputazione di centro di guarigione. L'Asklepeion di Pergamo divenne uno dei centri di cura più famosi dell'antichità, offrendo terapie che spaziavano dai bagni e dai rimedi erboristici alla diagnosi basata sui sogni.
I ricercatori hanno identificato, in questo unguentarium, il coprostanolo ed il 24-etilcoprostanolo, composti considerati biomarcatori affidabili della materia fecale. Il loro rapporto supporta un'origine umana del materiale contenuto nell'unguentarium. Il residuo conteneva anche carvacrolo, un composto aromatico legato a piante simili al timo ed all'origano. Gli studiosi interpretano questo ritrovamento come un espediente per mascherare gli odori, rifacendosi alle antiche istruzioni per la miscelazione degli ingredienti, che indicavano di miscelare ingredienti dall'odore forte con sostanze aromatiche.
I rimedi a base di feci sono noti da tempo grazie agli autori classici (in particolare quelli legati a Pergamo), ma questa scoperta offre la prova fisica che almeno una di queste ricette veniva preparata e conservata in un contenitore e non solo discussa sui testi. La scoperta ha portato anche ad ripensamento sull'utilizzo dei piccoli contenitori considerati da sempre deputati ai profumi.

Fonte:
ancient-origins.net

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