venerdì 2 gennaio 2026

Turchia, trovato un amuleto del dio egizio Pateco

Turchia, l'amuleto in faience raffigurante il dio egizio
Pateco (Foto: AA)

Gli scavi nel sito di Commagene hanno portato alla luce amuleti in faience unici, testimoniando per la prima volta la presenza del dio egizio Pateco in Anatolia.
La scoperta è avvenuta nella Turchia sudorientale, nell'antica città di Perre, una delle cinque città principali dell'antico regno ellenistico di Commagene, fondato nel 163 a.C. dal satrapo seleucide Tolomeo di Commagene ed indipendente fino al 72 a.C., quando divenne parte dell'impero romano.
Gli archeologi hanno portato alla luce una sepoltura di duemila anni fa, risalente al periodo ellenistico, in cui furono sepolti 14 individui con un corredo funerario formato da vari manufatti e amuleti in faience. Tra questi è stata individuata la divinità protettrice egizia Pateco. E' la prima volta che questa divinità viene attestata in Anatolia.
Pateco (Pataikos in greco), chiamato anche Ptah-Pateco, era un genio o divinità egizia rappresentato in forma di nano, spesso raffigurato su amuleti con funzioni protettive per allontanare il male e guidare le anime nell'aldilà. Rappresentava una forma nana del dio creatore Ptah ed era un amuleto diffuso nel Mediterraneo, soprattutto in centri fenici e punici, ma anche in Etruria e in minor misura in Grecia. Questo genere di amuleti fa la sua apparizione in Egitto durante il Nuovo Regno, ma diventano popolarissimi nel corso del I millennio a.C. sino al Periodo Ellenistico. 
Il nome di questa entità è noto dalle Storie di Erodoto, lo troviamo citato quando descrive in che modo l'ira e la derisione del sovrano persiano Cambise si abbatté nei confronti delle divinità egizie senza esclusione alcuna, quindi anche su Ptah/Efesto, la cui immagine, secondo lo scrittore, ricorda quella dei patechi (o pateci), figure che assomigliano ad un nano o un pigmeo che i Fenici collocavano sulle prue delle loro navi per proteggerle dalle tempeste.
L'antica città di Perre, situata nell'attuale Diyaman, è nota per le sue tombe rupestri, le strutture di epoca romana e centro dei legami culturali tra le varie regioni, un'influenza culturale ora ulteriormente arricchita dall'inaspettata presenza di una divinità egizia.

Fonte:
Turkiye Today
 



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