venerdì 9 marzo 2012

La villa rustica di Villa Magna

Scavi nel complesso archeologico di Villa Magna
In provincia di Macerata, la località Villa Magna, nella valle del torrente Fiastra, tra l'omonima abbazia cistercense e l'area archeologica di Urbs Salvia (Urbisaglia), ha restituito i resti di un insediamento rurale di età romana.
Gli scavi sono stati effettuati grazie alla disponibilità della Fondazione Giustiniani-Bandini, proprietaria del terreno, e della Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata. Le ricerche hanno subito evidenziato alcune parti della villa romana, alla quale rimanda il toponimo. Sono state individuate e messe in luce imponenti strutture relative ad ambienti sotterranei destinati alla raccolta delle acque ed alla conservazione di derrate agricole; è stata scavata una corte al livello di calpestio, in cui si trovavano dei dolia, contenitori per derrate. Entrambi questi ritrovamenti hanno fatto pensare, agli archeologi, alla pars rustica di una villa, destinata allo sfruttamento agricolo del territorio circostante. La pars dominica è stata individuata poco distante grazie al ritrovamento di pavimenti in mosaico bianco e nero.
Dai bolli presenti su alcuni mattoni è stata anche individuata la famiglia proprietaria della villa, gli Herennii, i cui componenti ricoprirono cariche pubbliche ad Urbs Salvia intorno alla metà del I secolo a.C.. Probabilmente la tenuta finì per passare in altre mani in epoca imperiale: ai Salvii ed ai Flavii in particolare. La vita nel complesso agricolo-abitativo durò per diversi secoli. Sono state ritrovate sepolture a fossa, prive di corredo, che denotano l'abbandono della parte abitative ma che attestano la frequentazione umana del sito fino all'età tardoantica o all'alto medioevo.
Recentemente, poi, le indagini hanno arricchito e modificato le conoscenze della realtà insediativa di Villa Magna: ad est è stato scoperto un muro imponente, messo in luce per una lunghezza di 170 metri, probabilmente un muro difensivo. Tra il muro di cinta e la pars rustica della villa, gli scavi hanno riportato alla luce alcuni ambienti, di cui due absidati, di cui resta da chiarire la destinazione d'uso. Tra le ipotesi fatte vi è quella che vuole gli ambienti, in particolare quelli absidati, appartenere a due chiese attestate in questa zona dalle fonti medioevali. Questo porterebbe a spostare in avanti l'occupazione dell'altura di Villa Magna nonché ad ipotizzare un diverso utilizzo di quella che, un tempo, era una villa rustica romana.
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