venerdì 27 aprile 2012

Le prove del cancro sulla mummia di un giovane Egizio

La mummia dello sfortunato giovane egizio
Quasi 2900 anni fa un giovane egizio morì ad appena venti anni, in seguito ad una malattia rara, simile al cancro, che gli provocò anche il diabete. Dopo la morte il giovane venne mummificato secondo la procedura in uso nel tempo. Gli imbalsamatori gli tolsero il cervello, versarono del liquido simile alla resina nel cranio ed estrassero gli organi interni per metterli nei vasi canopi. Circa 2300 anni fa la mummia fu trasferita nel sarcofago di una donna di nome Kareset.
Finora i ricercatori ritenevano che nel sarcofago ci fossero le spoglie di una donna. La nuova ricerca ha evidenziato non solo che il corpo non apparteneva a Kareset ma anche che il giovane che era all'interno del sarcofago era molto malato, il suo corpo ha rivelato che soffriva della sindrome di Hand Schuller, una misteriosa patologia in cui alcune cellule immunitarie che si trovano nella pelle prendono a moltiplicarsi rapidamente. Praticamente si tratta di una sorta di cancro.
Gli scienziati ancora non sono completamente sicuri della causa scatenante la malattia, che è estremamente rara, dal momento che colpisce uno su 560.000 individui di sesso maschile. Anticamente la malattia era mortale, oggi, invece, può essere curata. Essa distrusse lo scheletro del giovane egizio, lasciando tracce di lesione su tutta la colonna vertebrale e sul cranio. I raggi X hanno mostrato l'esistenza di un grande foro nel cranio e la distruzione di una sezione di una delle orbite del defunto.
La malattia, sicuramente, deve essere stata estremamente dolorosa e deve aver modificato, nella fase finale, anche l'aspetto del defunto arrivando a provocargli anche una sorta di diabete, impedendo ai reni di trattenere acqua.
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